venerdì 3 aprile 2015

Il nuovo ruggito di Pesaro

L’Italia ha da tempo immemore sfornato aziende piene di passione per la velocità: Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati, Aprilia, Guzzi. Purtroppo col tempo il destino le ha rese meno “italiane” e non ha risparmiato nessuno, Benelli inclusa.



L’azienda nata nel 1911 dalla vedova Teresa Benelli ne ha passate davvero molte: dalle sere romantiche passate a progettare motori, alle vittorie del campionato italiano e nel Tourist Trophy, poi la grande crisi del 1989 e la resurrezione nella seconda metà degli anni 90. Allo stato attuale, il marchio Benelli è proprietà del gruppo Quianjiang, colosso asiatico che ha permesso la sopravvivenza della casa del leone.

Ed eccoci ai giorni nostri, dove Benelli ha un’immagine da rilanciare. Da sempre capace di costruire moto in grado di strappare sorrisi e lacrime, ora si ritrova con l’orgoglio ferito. Investe energie nella creazione di un nuovo settore moto, quelle di cilindrata medio-bassa. Già presentata negli anni passati come prototipo nei capannoni di EICMA, ora sfoggia il suo ultimo prodotto: la BN302. Questa simpaticissima creatura è stata introdotta nel mercato con una furba strategia commerciale: hanno permesso a 40 fortunati appassionati di provare il mezzo subito dopo la presentazione ufficiale. In pratica, le stesse moto prima testate da giornalisti del settore ora nelle mani dei clienti. Clienti trattati e coccolati come dei veri tester. Per essere protagonisti di quest’iniziativa era necessario motivare perché si volesse provare la nuova Benelli. Sono stato fortunato.

Pesaro, 400 km da casa. Zone a me sconosciute, ma nell’aria c’è elettricità e l’aria odora di entusiasmo. Eccola lì, davanti all’azienda, la nuova Benelli. Semplice, compatta, con un design convincente. Delle veloci occhiate fanno capire subito la parola “economico” non c’è molto: doppio disco anteriore wave con pinze brembo e pompa freno, stessa sinfonia al posteriore; forcella regolabile nel precarico e monoarmotizzatore con registri sia in estensione che precarico. Roba seria.  I blocchetti elettrici purtroppo tradiscono un po’ la dotazione tecnica di primo livello, la strumentazione è completa e il tachimetro è davvero bello e leggibile. Il girovita è stretto, ottimo per chi deve iniziare nel mondo delle moto, la sella bassa e comoda insieme alle pedane leggermente arretrate fanno sì che le manovre a bassissima velocità siano facili anche per ragazze e uomini di bassa statura. Le plastiche sono di buona fattura e la qualità generale del mezzo è sopra la media del settore. Posteggiate in seconda battuta ci sono altri due esemplari, dotati rispettivamente di bauletto e di borse laterali rigide. Analizzandole si nota la pregevole fattura dei telaietti che reggono i bagagli extra, tuttavia esteticamente risultano un po’ grezzi. Dopo una veloce visita dell’azienda in tutte le sue parti, ci vengono assegnate le moto e si parte col tour. Il sound proveniente dallo scarico ti fa già capire che di 300cc c’è solo la cilindrata: fa la voce grossa questo leoncino. In movimento, si percepisce un mezzo amichevole, con un cambio incredibilmente preciso e una frizione piuttosto morbida. Ci si sente subito a proprio agio anche grazie alla triangolazione sella-pedane-manubrio; gli specchietti hanno una forma indovinata, sono grandi quanto basta e la forma è ben in sintonia col design generale del mezzo. Il motore vanta una potenza discreta, 38 cv, e dà il meglio di se attorno ai 7000 giri. Al di sotto di questo regime ci si ritrova un motore forse un po’ fiacco, ma sopra la storia cambia: ci si diverte davvero tanto e il suono coinvolge. Nel complesso un motore molto buono in sinergia ad un cambio invidiabile rendono la BN302 un’ottima pretendente come “miglior moto con cui iniziare”. Dinamicamente la ciclistica lavora egregiamente: le sospensioni assorbono molto bene le sollecitazioni provenienti dal manto stradale e dalle frenate, regalando emozioni genuine. Strada facendo, si può dire che il pedale del freno posteriore è un po’ troppo alta e la corsa della leva anteriore tendeva ad allungare la corsa; il test si è svolto nelle strade attorno a Pesaro, ricche di curve grandi e piccole tutte da raccordare, ma anche tornati in discesa, tutti frangenti dove il leoncino di casa Benelli ci ha fatto strappare sorrisi isterici. Aggiungiamo poi le gomme Pirelli Angel (160-60/17 posteriore e 120-70/17 anteriore) come primo equipaggiamento, completando un quadro gustoso.

Finito il giro, ho visto tutti con un sorriso enorme, a confermare le sensazioni sentite alla guida. Tutti concordano sulla bontà del progetto e sulle ottime qualità del cambio e delle sospensioni. Alcuni osano chiedere quanto sarà il prezzo: 3890 euro più immatricolazione. Per una moto del genere, è un regalo. Senza contare i 3 anni di garanzia. Unico difetto: manca l’abs, ma il 2016 sarà inserito nella dotazione, mettendo sulla torta la ciliegia finale.

A chi consigliare questa motina? A chiunque voglia un mezzo a basso costo di mantenimento, comodo, capace di macinare km, e che faccia divertire. Brava Benelli, se volete ricominciare a far sognare la gente, avete iniziato molto bene!