lunedì 15 giugno 2015

Intervistiamo piloti "qualsiasi"

Di gare in moto ce ne sono migliaia tutto l’anno, per tutto il mondo ci sono tantissime persone che in un modo o nell’ altro ne sono coinvolte. Chi guida la moto in pista a volte è anche lo stesso che la prepara, gli cambia le gomme, la trasporta al circuito e se serve la ripara. Si tratta quasi sempre di personaggi, impegnati nelle competizioni nazionali, che durante la settimana lavorano come tutti (impiegati, operai) e che durante il weekend indossano la loro tuta e partono all’avventura, alla ricerca del miglior tempo e della vittoria. Ognuno di questi personaggi ha una storia interessante da raccontare, sia che si parli di un pilota di primissimo livello sia che si parli di un amatore che dedica tempo e risorse per questo stile di vita.

Tra questi c’è anche Diego Masciocchi, all’apparenza un non più giovanissimo uomo che si diverte ad andare in moto, ma parlandoci capisci subito di che pasta è fatto.

Età?
40 a settembre

Lavoro?
infermiere

La prima volta che sei salito su una moto?
Provengo da una famiglia di appassionati, mio padre motociclista prima ancora di avere un'auto, mio fratello motociclista. A 10 anni scorrazzavo con un vecchio motorino per le campagne del paese. A 14 un motorino vero che mi ha accompagnato fino si 18. Niente 125, non potevamo permettercelo in quel periodo

La tua moto-storia invece quando parte?
A 25 anni, finalmente posso comprarmi una moto! inizio con il cross per poi passare alla strada con una Honda Hornet, segno e mezzo di libertà fino al 2005 quando provo la pista tramite un corso a Lombardore: è colpo di fulmine!!! Un amore vero, di cui non riesco più a farne a meno! Però col tempo sento che aumentano i timori e le difficoltà di poter girare tranquillamente per strada. Vendo la hornet e compro da Gimotorsport (allora Grimoto) una suzuki gsx-r solo pista, e uscita dopo uscita di va e ci si diverte. Nel 2010 però smetto di frequentarla: troppa gente, code per entrare in circuito, organizzatori più o meno seri, si fatica a prenotare un mese prima, in pista troppi funamboli da bar…l’ambiente che tanto amavo è cambiato. Vendo tutto e durante l'inverno passo al motard, col quale passo 2 anni di divertimento. Con l'amico compagno di tante pistate condivido passione e scelte, nuovi amici, nuove esperienze… manca però la velocità, le staccate, insomma mi manca la pista, quella più vera.

Come sei venuto a conoscenza della Rosmoto? Cosa ti ha spinto a dire “corro con lui”?
L'inverno come al solito porta consigli e nella primavera del 2012 torno alle moto che considero vere, solo pista, ma in controtendenza…no ai 180/190 cavalli, ma una bicilindrica: 80cv, leggera, da poter trasformare e farne un pezzo unico. Una SV 650 super.
E qui conosco la Rosmoto tramite internet, vedo le loro realizzazioni e vado a trovarli, conosco finalmente Ezio detto Ros, il titolare. Che dire: un artista, un geniaccio, un sognatore che spesso ha realizzato tutti i suoi sogni. Così si prepara l'SV, la si alleggerisce al limite del possibile, la si pepa e si incomincia a girare un pò, ci di diverte e ci si toglie spesso qualche soddisfazione a discapito di 600 iper-moderne. Con Ros si parla delle competizioni…e così incomincio a cullare l'idea di provarci, di mettermi a confronto con altri piloti che guidano le naked, di provare quelle emozioni che solo un weekend di gara può dare. E lo faccio giustamente con Ezio, unico vero conoscitore della mia moto. Prima gara 3 posto con qualche difficoltà in bagarre, seconda gara 2 e regalo il cappellino marchiato Dunlop del podio a Ros, (gli manca nella propria collezione), terza gara finalmente primo. Successivamente un incidente in pista con una brutale mi fa saltare la 4 gara. Non mi faccio certo scrupoli e tutto acciaccato faccio la quinta gara a varano e vinco ancora. Un 3 un secondo e due primi posti direi non male. Sono cresciuto tanto, ho conosciuto molto bene la mia SV. Grazie Ros!!! 

E poi approdi alla Gimotorsport su MV: le sensazioni, il clima del team, la moto….
Poi arriva il 2015, voglio provare a correre con un’altra moto, questa volta italiana e scelgo proprio quella che al primo incontro mi ha disarcionato in malo modo, una Mv Brutale. Gli amici che 10 anni fa mi prepararono la mia prima moto da pista oggi sono i proprietari di Gimotorsport, team con esperienza a livello mondiale ed e nella giusta evoluzione correre con una moto loro. Qui, nonostante l'imponenza e la professionalità del team, c'è un clima familiare, goliardico, conosco nuovi compagni di avventura con cui divertirsi nei weekend di gara.

La moto è particolare, a tratti difficile, va capita, ci si deve fidare, mi dicono un pò come tutte le moto italiane. Ci sto lavorando ed il team mi asseconda molto. Per quest'anno sarebbe bello arrivare tra i primi cinque o sei del campionato naked Motoestate, vorrebbe dire che ho conosciuto meglio la nuova moto e che ho imparato ancora molto…quest'anno il livello dei piloti si è ulteriormente alzato, vedremo come va. 

Quanto il motociclismo da competizione influenza la tua quotidianità?
Quotidianamente si pensa alle moto, due volte alla settimana ci si allena in palestra e una volta di passa dal team a respirare aria racing. Sono innamorato della pista: le gare è tutta un'altra cosa, una vera droga dove tutto ciò che hai fatto prima ha meno senso: provate e poi mi direte “avevi ragione!” Certo, è un impegno davvero gravoso, fatto di rinunce: ad esempio, a essere vestiti all'ultima moda, ad una bella macchina, a viaggi nel mondo...ci si accontenta, ma…Lasciatemi Correre!!!

Cosa diresti a chi vuole iniziare a correre in pista sia come amatore sia come pilota “vero”?  Che consigli si possono dare?
Penso che tutti, prima di approcciarsi alla pista, dovrebbero frequentare almeno un corso base, perché ci sono regole da rispettare e perché noi tutti guidiamo le moto istintivamente. Invece c'è molta tecnica e oggi siamo fortunati ad avere persone che lo spiegano. Poi da lì, continuare sia coi corsi di guida che sulla pratica in pista. Viva i corsi in pista.


Poche domande, ma risposte davvero ricche, date da un uomo che ha investito tempo e risorse per la sua passione. Passione che porta via tante risorse ma dà soddisfazioni impagabili. Un pilota vero, che ha saputo organizzare la sua carriera motociclistica con criterio, con un approccio professionale e con lealtà. Può essere preso come esempio!