mercoledì 8 luglio 2015

Il dovere e il piacere? La stessa cosa!

Noi motociclisti grazie ai social siamo in grado di fare gruppo; scopriamo come per magia che il nostro amichetto delle elementari, che non filavano, adesso ha la moto ed ora siete assieme colleghi di scorribande. Ma non tutti sono così fortunati. Ci sono anche parecchi gruppi che organizzano gite, gruppi che organizzano i giri in pista e anche quelli che, purtroppo, fanno finta di creare eventi. Di ciarlatani per la rete ce ne sono a dozzine. Poi fortunatamente, c’è anche chi mette tanta professionalità quanta passione nella sua attività. Lo ammetto, al primo sguardo mi sembrava l’ennesimo “venditore di fumo” in un pacchetto ben confezionato, ma mi sono sbagliato. Ne sono ben felice.

Alessandro della Torre è un personaggio che sa il fatto suo sia per quanto riguarda la manetta, sia per quanto riguarda il suo vero impiego, ed ha saputo con una certa difficoltà amalgamare i due impegni, ottenendo un risultato molto apprezzabile.
Il suo impegno è da riconoscere, mi sembra giusto farci una chiaccherata per capire anche meglio cosa fa per il motociclismo. 

Chi è Alessandro?

Alessandro è un Giovane milanese di 37 anni, appassionato motociclista, e di professione fotografo.

http://www.lestradeitalianepiubelle.it :da dove nasce questa idea?

Da un caldo pomeriggio di un luglio 2011: per l’ennesima volta ero di ritorno da un giro in moto, in cui mi ero prefissato di voler ripercorrere una bellissima strada, nell'entroterra ligure, che avevo assolutamente per caso, qualche mese prima. Dopo essere tornato a casa, per l’ennesima volta con le pive nel sacco, ho deciso che basta, era venuto il momento di inventarmi qualcosa che mi consentisse di raccogliere, catalogare e ordinare tutti i percorsi più belli, per poter facilmente ritrovarli.
E’ nata così la pagina facebook “LE STRADE ITALIANE PIU BELLE DA PERCORRERE IN MOTO” , In cui pubblicavo tutte le mappe e le cartine dei vari percorsi che conoscevo, cercando di aggiustare le località di partenza e le località di arrivo di ogni percorso, in modo logico e funzionale, così da poter sempre essere in grado di collegare le varie alternative esistenti in una data regione. Nell’estate 2013 ha visto la luce il sito www.lestradeitalianepiubelle.it, come naturale evoluzione della pagina, che mi ha consentito di integrare un sacco di strumenti di ricerca, attivi sul database, che il format “pagina facebook” non mi permetteva ovviamente di integrare

Con questo progetto cosa vorresti proporre?

Uno strumento, a disposizione di tutti i motociclisti, che possa differenziarsi dalla “concorrenza” per l’approccio estremamente personalizzato alla costruzione dei propri itinerari: su “LE Strade Italiane” non solo è possibile cercare un itinerario, scegliendo tra le centinaia di alternative proposte: ma anche costruirsene uno, assemblando le varie tratte che “meritano” dal punto di vista motociclistico
E’ la scoperta dell’acqua calda, in realtà: una cosa che ogni motociclista fa, o cerca di fare, inconsciamente, tutte le volte che si chiude il casco e vuole farsi un giro in moto: mettersi davanti alla questione: “ok, io sono qui, devo andare lì: quali saranno i pezzi più belli che mi consentono di raggiungere la mia località di destinazione, solo guidando sulle strade più fighe?”

È una community aperta a tutti?

A Tutti coloro che intendono la moto come la massima espressione della propria liberta, ma che perseguono questa libertà sempre nel rispetto reciproco di tutti gli altri utenti della strada: la strada è un bene che condividiamo tutti, e tutti, nella nostra vita, quando togliamo il casco, diventiamo automobilisti, ciclisti, pedoni…Mai dimenticarselo questo

Il format che hai dato al tuo prodotto ha successo?

Si, perché da un lato parla un linguaggio estremamente diretto e, potremmo dire “biker friendly” , non essendo una testata giornalistica o un editore, e quindi essendo svincolato da certe logiche comunicative; Pero attenzione: il successo della mia pagina amo misurarlo più sulla qualità dei numeri, che sulla quantità: su facebook, e in generale su internet, conquistare la celebrità e il consenso, puntando sulla spazzatura è molto semplice: puntando sulla qualità dei contenuti, invece, è impresa assai più ardua
Il mio obbiettivo è sempre stato “molti” ma buoni J

Tra le varie collaborazioni che hai avuto, quali si possono definire “le migliori”?

Ho collaborato con molte aziende in passato, mettendo in pista anche qualcosa di simpatico, con alcune di esse: Ho sviluppato molte iniziative interessanti, peccato solo che in molti casi sia incorso in molte delusioni, figlie innanzitutto di un lassismo di fondo che impedisce a molti uomini di marketing di essere sufficientemente “smart” dal vedere opportunità dietro nuove iniziative. Senza fare nomi, molte volte mi è sembrato di parlare a dinosauri imbalsamati, incapaci di prendere scelte coraggiose, ma che potevano rivelarsi estremamente interessanti, dal punto di vista della freschezza dei contenuti diretti al pubblico. Attualmente collaboro con diverse realtà che hanno a che fare con il mondo del motociclismo, grazie alle quali posso offrire ai miei utenti un ventaglio di convenzioni interessanti, e soprattutto originali. La sezione “partner” sul sito è creata proprio per quel motivo ;)

Si può dire che sei imprenditore della tua passione?

Beh, si certo… però, purtroppo, l’attività d’impresa “passione” non ha un codice iva in camera di commercio, non fattura nulla, anzi è fatta solo da uscite. E l’impegno che sto dedicando a “le strade italiane” è tale che mi sottrae risorse ed energie a quello che è il mio lavoro. Per cui, prima o poi, dovrò fare il grande passo e decidermi a far diventare questa passione un attività che mi consenta di portare a casa la pagnotta J

Passando al mezzo che usi, come mai la supersportiva GSXR? Poi l’hai modificata e non poco

Ho sempre amato il mondo delle supersportive, per me la moto è innanzitutto adrenalina, emozione, pieghe. Ma non sono certo un pistaiolo, amo il mio territorio, amo tantissimo i magnifici panorami che il nostro bel paese può offrire, e che, soprattutto, si possono amalgamare perfettamente con le bellissime strade di cui disponiamo. Pero, con gli anni, e con l’esperienza in strada, mi sono reso conto che il semi-manubrio è la configurazione ciclistica meno adatta, eccezion fatta per le cafè racer e md alcune custom estreme, per poter apprezzare la pura “guida” di una due ruote, su strade aperte al traffico: impegnativo, faticoso, scomodo, impensabile per il passeggero….Quindi ecco la follia: ho deciso di mettermi ad emulare i tedeschi e mi sono montato il manubrio alto su un gsxr 1000, l’ho scarenata, l’ho resa una vera e propria street figher: insomma, l’ho trasformata nel classico “bombardone”.


Tra le attuali moto del settore turistico e cross-over, quale consiglieresti all’utente medio?

Attualmente l’asso pigliatutto ce l’ha Yamaha, con la MT07: una moto progettata con la testa innanzitutto: costa pochissimo, ha una ciclistica eccezionale, una ottima curva di erogazione, e una facilità di guida che ti consente di divertirti anche con pochissimi cavalli:
Secondo gradino del podio metterei la MT09 Tracer, a riprova delle scelte azzeccatissime del marketing Yamaha per l’anno 2015; la sorella maggiore della 07 si rivela...esattamente cosi: la sua sorella maggiore! Migliorata dal punto di vista della comodità, rispetto alla 09 Street rally, per esempio, la bontà del suo progetto si dimostra tale non appena si va a vedere i dati di vendita.
Fuori classifica metterei la BMX R 1200 GS, che, nonostante sia considerata la “moto totale” ha un solo, piccolissimo difetto: il prezzo. Infine, menzione d’onore per il KTM 990 SMT, che la casa ha cessato di produrre quest’anno: Velocissima, stabile, capiente, comoda, un mulo da soma in salita ed efficacissima, sui tornanti del sella ronda, cosi come sui curvoni infiniti del colle della Maddalena
Anche se, parlando di moto per “utente medio”, forse siamo un pelo fuori specifica….

Come mai hai scelto il mezzo digitale per il tuo progetto e non hai creato una rivista tutta tua dedicata ai viaggi in moto?

In tre parole: l’editoria è agonizzante. Come qualsiasi persona che ci abbia a che fare sa, e non da adesso, ma che nessuno ha il coraggio di dichiarare pubblicamente. Ti faccio un esempio: negli ultimi 15 anni quante volte hai aperto le pagine gialle, cartacee, per cercare qualcosa? Certo, la categoria dei motociclisti è ancora piena zeppa di tradizionalisti, e a volte mi ci metto dentro anche io, che ad uno smartphone preferiscono una bella cartina tutta spiegazzata, da appiccicare in qualche modo al serbatoio.
Per soddisfare questa grossa fetta di utenza, ho deciso di mettere a disposizione tutte le mappe, oltre che in formato gpx scaricabile, per il proprio navigatore, anche in un comodo formato immagine .jpeg, non troppo grande per non risultare scomodo e dispersivo, ma non troppo piccolo per sembrare illeggibile; ma anche volendo, torniamo al punto di prima, riguardante le collaborazioni:  trovare un editore che riesca a capire la grande opportunità editoriale che potrebbe nascondersi dietro tutto questo, è più difficile che trovare una sarta che ne capisca di catalizzatori per acceleratori di particelle. Ad onor del vero, comunque, dal mese di Maggio 2015, collaboro con la rivista “Motociclismo”, per la quale curo una rubrica nella sezione turismo, dedicata alle più belle strade: in pratica, ogni mese, recensisco un percorso, e ci creo una sorta di identikit: la trovate nella sezione “Travellers”

Tu organizzi viaggi ed eventi, ma anche altri organizzazioni ne creano (Centopassi, 20000 pieghe). Secondo te, quali sono i punti di forza e di debolezza delle tue e delle loro?

Quello che organizzo io è una cosa che, ancora, non si è vista nel panorama del mototurismo:  vedi, il mio non è un motoclub, fortemente legato al territorio, in cui organizzo la serata ufficiale della settimana,  presso la club house ufficiale, in cui distribuisco le tessere ufficiali, in cui tutti coloro che non aderiscono alle iniziative, come in tutti i motoclub, si sentono in qualche modo discriminati, e alla fine partecipano alle iniziative solo perchè si sentono in qualche modo in obbligo di farlo: la mia è una community , sparsa in tutto il territorio, in cui , quando organizzo qualcosa, chi vuole partecipa, a seconda della provenienza e delle disponibilità, senza la paura di dover rendere conto a qualcuno se decide di non esserci mai
Ai miei eventi si conosce sempre gente nuova, l’unico minimo comune denominatore che lega tutti è la voglia di macinare chilometri , in sella a due ruote: la libera di viversi la propria vita, preoccupandosi solo del vento sulla faccia. Per carità questione di scelte, anche questo tipo di eventi hanno i loro estimatori, e sono anche numerosissimi! E’ semplicemente un modo di vivere il motociclismo che, personalmente, non condivido. Io offro qualcosa di molto diverso: nei miei eventi, c’è una lunga lista di regole a cui attenersi. Sono molto rigoroso nel pretendere che siano seguite da tutti: ma si tratta, per lo più di regole dettate dal senso di civiltà e dal buon senso. Moto o non moto. L’ultimo evento di una certa portata l’abbiamo organizzato a Giugno: più di 1200 km sulle dolomiti, 4 giorni in albergo, più di 35 moto, la maggior parte di gente che non si era mai vista prima, moto di ogni genere: dalla supersportiva, all’enduro alla sport tourer: a gestire tutto e tutti eravamo in 4, che alternavamo posizioni da apripista, staffette e scope di chiusura. E’ stato un successone, ho ricevuto una marea di congratulazioni sulla bacheca dell’evento: Ma il merito non è stato tutto mio: è stato, innanzitutto, di tutti i partecipanti, che hanno rispettato fedelmente le regole che avevo imposto, e che mi hanno consentito di pensare solo alle necessarie questione logistiche ed organizzative, senza bisogno di fare la badante a nessuno. Questa tendenzialmente, è la cultura che intenderei promuovere: quella della responsabilità e della maturità.



Progetti futuri?

E qui ti rispondo laconico, perchè ti ho già detto troppo: E chi lo sa?


Una persona seria, che racconta del suo progetto e della sua passione con trasporto e con professionalità. Ha avuto coraggio oppure pazzia nel dedicare così tanto tempo ed energie ad un progetto così vasto? La risposta è nelle vostre menti. La mia opinione, molto modesta, è che questo personaggio ha saputo sfruttare al massimo i moderni mezzi di comunicazione e social per fare del suo business sia la fotografia sia il motociclismo. Un’impresa non da poco. Un esempio vero della frase “Life is Passion”.