lunedì 20 luglio 2015

Il medioevo... oggi!

Quando si entra in uno store d’abbigliamento moto, si è sempre catturati dalla marca e dal brand che va più di moda al momento, oppure quello che è indossato dal nostro pilota preferito. Purtroppo non tutti gli utenti leggono le specifiche tecniche, col potenziale rischio di comprare un giubbotto o un pantalone tecnico o stivale con sì un aspetto accattivante, ma non col livello di protezione che si vorrebbe davvero. Poi, come un fulmine a ciel sereno, arriva un brand del tutto fuori dagli schemi. È lì, quando meno te lo aspetti. Non è il solito indumento da motociclista, non tutti se lo possono permettere. Solo pochi coraggiosi possono indossarlo; oppure no? Innanzitutto si deve capire cosa si nasconde dietro al design decisamente originale di Montecatena, un brand decisamente cool.

Da dove nasce il brand Montecatena?

Nelle mie passioni, fin da bambino ha fatto comparsa il romanticismo storico; forse per "far da contrappeso" ad un epoca, la nostra, che non ho mai trovato molto interessante. Avevo un idea, forse folle: nel 2010 iniziai concretamente a pensare che fosse possibile ricreare un corazza dal sapor cavalleresco, da poter indossare ogni giorno. Certo, l'impresa era ardua, quale capo poteva soddisfare i requisiti d'utilizzo senza far sembrare la mia creazione un "pagliacciata da carnevale"?
Iniziai a lavorare al progetto, con l'amico, Cesare Catena (da qui Nasce il nome MONTECATENA, (MONTEverdi io CATENA Lui, che scoprimmo poi essere anche un antico cognome nobiliare italiano, ma questo è un puro caso, la fonetica dell'accostamento ci è comunque piaciuta fin da subito, aggressiva ma al tempo stesso romantica) un motociclista, ma soprattutto un designer prodotto vero; l'intesa fu perfetta. Il prodotto Rotas,
almeno sulla carta, era nato in poco più di sei mesi, certo andava ragionato, adattato; al tempo non conoscevo il mondo delle moto e le sue mille sfaccettature ed evoluzioni.

Siete un’azienda giovanissima, ci vuole davvero coraggio! Da dove avete preso quest’energia, con le condizioni difficili che ci sono nel nostro stato…

Non sono mai stato un conformista, nel bene o nel male, certo nel 2012 quando il primo prodotto venne lanciato fu un vero e proprio salto nel buio. Conoscevo la grave crisi economica generale dei consumi e soprattutto il duro colpo che aveva subito il “mondo moto”; tuttavia ho creduto che fosse proprio il momento giusto per introdurre una novità fuori dagli schemi e, grazie anche a mezzi di comunicazione innovativi ed economici (prima sconosciuti o sottovalutati dalle grandi aziende, blog e social in primis), avrei potuto con un prodotto “sconvolgente” far conoscere la nostra impresa in tempi brevi, ed avere un feedback immediato.

I materiali che avete scelto per i vostri prodotti sono pellami di origine bovina oppure canguro?

Principalmente bovino pieno fiore australiano, ma nelle versioni EXA (su misura) anche il canguro. Nella collezione 2015 abbiamo introdotto inoltre la pelle ovina e tessuti inusuali come il militare senza elastan (rinforzandoli per lo scopo). La stessa giacca Rotas utilizza al tempo stesso pelle bovina e tessuti tecnici di altissima qualità in punti strategici, quindi non solo pionieristici nello stile ma anche nella scelta dei materiali.


Sul sito risulta che siete in stretta collaborazione con Gimoto. Cosa attingete da loro e cosa loro prendono da voi?

Gimoto ha avuto un ruolo importantissimo nello sviluppo tecnico dei nostri prodotti; parliamo di capi protettivi, quindi la scelta di collaborare con un'azienda leader ma versatile è stata vincente. Si può dire che Montecatena si è principalmente occupata di sviluppare il mood/design e Gimoto di coniugare il tutto con le soluzioni di protezione su strada più avanzate.
In Italia il co-branding non è sempre stato ben visto nel nostro settore. Tuttavia, io credo che se, come nel nostro caso, unendo le forze, condividendo l'uno il know-how dell'altro, si possano fare grandi cose.Difatti oggi Montecatena collabora con trasversalità con diverse realtà d'eccellenza unendole in un vero e proprio “ponte” dell'eccellenza made in Italy.


Il risultato del vostro studio è un capo tecnico decisamente originale, ma nel catalogo manca una tuta intera. La mancanza di quest’ultima è una scelta oppure è Work In Progress?

Abbiamo un progetto di tuta intera, ma la nostra collocazione di mercato per ora non permette di avere “appeal” sui possibili fruitori essendo tendenzialmente, più che dallo stile, condizionati dal mondo corse, tuttavia ci saranno in futuro delle sorprese in tal senso.

Mancano anche gli stivali nel vostro catalogo

Anche su questo argomento ci sono dei progetti in corso con aziende sempre in co-branding per sviluppare prodotti proprietari by Montecatena, ma non posso aggiungere altro.

Il primo feedback che avete avuto dal pubblico è stato positivo oppure no?

Viste le premesse e le condizioni disastrose del mercato abbigliamento moto, direi che il feedback fin dalle prime presentazioni è stato ottimo, certo il nostro prodotto Rotas, ha fatto discutere, talvolta creando veri e propri dibattiti tra sostenitori od oppositori quindi, nel bene o nel male, ma in breve tempo ha fatto conoscere la nostra realtà.

Il cliente Montecatena come lo si può identificare?



Il nostro cliente non è come si potrebbe pensare, legato ad un tipo di moto od un’altra, ma un individuo che ricerca lo stile ed il carattere anche quando usa un capo tecnico, non curandosi troppo di essere “conforme” al branco, con le nostre nuove collezioni poi, abbiamo abbracciato un più vasto parco di possibili clienti.

Riscontrate più successo in Italia o all’estero?

Purtroppo, stando ai “freddi numeri” sicuramente l'estero, essendo il nostro un prodotto di fascia medio\alta è inevitabile che il mercato interno sia più difficoltoso dove la crisi del settore ha colpito più duramente, tuttavia i nostri official store danno degli ottimi risultati, infatti la nostra politica non è quella di avere più punti vendita possibili ma piuttosto lavorare con un rivenditore per zona massimizzando la sinergia marchio\rivenditore.

Puntate più sulla distribuzione on-line oppure su dei rivenditori già affermati sul territorio?

Indubbiamente l'on-line ha avuto ed ha un importanza molto rilevante, siamo nati e cresciuti grazie alle molteplici opportunità del web, quindi direi che è fondamentale, tuttavia, vista anche la particolarità del prodotto è inevitabile ed impensabile di essere totalmente “web-oriented” come dicevo prima la nostra strategia è mista official/mono store showroom, in punti strategici, sia in Italia che estero , avvalendoci anche ad importatori per paesi extra ce e che possano fare da ponte per i continenti/paesi dove le importazioni e le vendite dirette risultano più onerose o difficoltose.
Quello che non vogliamo assolutamente è la battaglia del “miglior prezzo” on line che sminuisce inevitabilmente sia l'esclusività dei prodotti e la stessa essenza dell'artigianalità punto di forza della nostra impresa.

Il vostro stile difficilmente può incontrare il motociclista pistaiolo, ma i vostri prodotti tecnicamente reggono bene contro la concorrenza. È una strada che oserete intraprendere?

Come dicevo prime il consumatore “pistaiolo” è molto legato alle gare ed i marchi storici e difficile da “convertire” tuttavia vista la familiarità del nostro partner Gimoto con il mondo corse non escludiamo degli sviluppi futuri.

Progetti futuri?

Sicuramente il consolidamento del Brand, crescere senza fretta e curare il prodotto, mitizzare i modelli, evolverli e migliorarli, curando i più minimi dettagli dando così una vita\modello più lunga rispetto alla concorrenza, scelta dettata anche dal fatto che l'utilizzo di materiali di qualità li rende longevi nel tempo, in totale controtendenza del prodotto usa e getta low-cost che purtroppo ha nel corso degli anni innescato un meccanismo controproducente a lungo termine.
Stiamo Lavorando su più fronti e per il prossimo anno saremo pronti a presentare nuovi prodotti e collaborazioni sempre all'insegna “dall'inusuale inaspettato.”


Da queste domande si può facilmente capire quanto Sergio Monteverdi, uno dei due fondatori di Montecatena, sia un pazzo furioso. Il motto della famiglia Catena recita “Estque Catena domus clara antiquissima proles vexillum merito nobile digna gerit” (Catena è chiaro è che i parole Antichi meritatamente famoso degni di indossare la norma). Così come la famiglia astigiana si è data da fare nel commercio raggiungendo prestigio e onori, Sergio e Cesare riusciranno ad avere ciò che meritano? Io confido in loro perché, oltre che avere un’idea geniale ed originale, hanno la voglia e la professionalità di fare bene. Hanno metodo e un piano di lavoro preciso. Secondo me, è bene seguirli nella loro folle avventura di forgiatori di armature!