lunedì 27 luglio 2015

Si parla con un pezzo grosso!

Ho avuto il piacere e l’onore, grazie anche alla mia faccia tosta, di conoscere personaggi davvero interessanti del mondo delle due ruote. Con la maggior parte ho avuto il primo contatto grazie ai social network. Ho conosciuto piloti, aspiranti piloti, creatori di nuovi brand per motociclisti. Ma stavolta l’ho fatta grossa, finendo nella cerchia di amici di una personalità piuttosto rilevante in Pirelli, Salvatore Pennisi. 

Parliamo quest’oggi di Salvo Pennisi. Un nome abbastanza noto nell’ambiente, facente parte della organizzazione del gruppo Pirelli. Quale e’ il tuo ruolo nel Gruppo?

Mi occupo di Sperimentazione. Dirigo il Testing Department della Business Unit Moto in Pirelli Tyre e sono inoltre il responsabile delle attivita’ di Technical Relations.

Quest’azienda riconosciuta in tutto il mondo è il sogno e la ambizione lavorativa di molti appassionati. Cosa ci vuole per entrare in Pirelli? Soprattutto, ci viene da domandare: come hai fatto?

Per entrare in Pirelli, prima di tutto serve avere una forte determinazione ad essere i migliori nel proprio campo di attività. Non importa il settore od il livello. Bisogna essere mentalmente tesi al risultato, motivati verso l’eccellenza rispetto ad ogni sfida, consapevoli di entrare in un gruppo dove l’obiettivo minimo e’ essere i migliori. Come ho fatto ad entrare? Fortuna, ambizione, disponibilità. Scrivevo per alcune riviste specializzate, trent’anni fa, il mio modo di analizzare tecnicamente veicoli e componenti piaceva al management tecnico dell’epoca e fui chiamato a fare qualche test come consulente. Da lì poi nacque un rapporto più stretto di collaborazione, che si trasformò poi in un rapporto di lavoro definitivo, nel ruolo di Dirigente delle attivita’ di sperimentazione.  Prima al Moto, poi inglobando anche Veicoli industriali e agro. Lasciai questi due settori per affiancare al Testing la gestione delle Attività sportive di vertice negli anni 90, che lasciai all’inizio del 2000 quando mi fu affidata anche la gestione delle attività di sperimentazione di Metzeler, per prendere più recentemente la direzione delle attività di Technical Relation affiancata alla direzione Testing dei due brand.

Prima di Pirelli, quali esperienze lavorative hanno segnato l’uomo di cui parliamo?

Subito dopo il liceo (Classico) durante gli anni all’Università, partecipavo alla gestione delle aziende agricole della mia famiglia, mentre contemporaneamente partecipavo ai campionati italiani di Regolarità e a quelli di motocross. Per mantenermi scrivevo le cronache delle gare e qualche test per MotoSprint, Motocross e poi anche per Mototecnica. Ho fatto anche esperienza in qualche TV locale negli anni ottanta, sempre nel settore del giornalismo sportivo ma anche di cronaca.

È necessario avere un percorso di studi particolare?

Essere un ingegnere o un fisico o un chimico puo’ essere d’aiuto nel fare il responsabile del Testing, ma può anche essere fonte di pregiudizio a volte. Chi fa sperimentazione deve essere mentalmente libero da pregiudizi tecnici e non essere condizionato da innamoramenti verso questa o quella soluzione, dettata magari da condizionamenti accademici. Serve una solida cultura generale specie in campo umanistico per essere capaci di interpretare il sentire del mondo che ti circonda e le sue evoluzioni, una apertura mentale fresca e curiosa, una buona capacità di comunicazione. Importante saper capire il potenziale dei propri collaboratori sia dal punto di vista tecnico che gestionale e saper spingere sui tasti motivazionali più corretti. Gli studi umanistici ti danno tutto questo. Conosco degli ottimi colleghi che sono laureati in lettere o in filosofia. Io ho studiato Giurisprudenza, anche se per via del lavoro non sono riuscito a finire. Ma non dispero...

I pneumatici moto: prima considerate “cose” nere e rotonde grossomodo uguali per tutti, ora sono una componente importantissima. Quando è avvenuto questo cambiamento di mentalità?

All'inizio degli anni 80 iniziò una rivoluzione copernicana nel campo della progettazione delle motociclette e delle loro componenti. Telai in alluminio, il concetto deltabox, ruote in lega, freni a disco sempre più potenti, escalation di potenze inimmaginabili. La indispensabilità del passaggio a concetti di costruzione orientati vero la radializzazione delle strutture, accelerò quanticamente lo sviluppo e la ricerca. Un tranquillo pneumatico Sport Touring di oggi vincerebbe senza problemi un mondiale dei primi anni 80 e forse anche qualcuno dei successivi....

Come si crea un nuovo pneumatico: si parte dal prodotto che già si ha e lo si perfeziona oppure il processo è più articolato?

Entrambi i casi sono attuali e presenti nella casistica di sviluppo di un nuovo prodotto. Normalmente le soluzioni di base di prodotti presenti in portafoglio sono la ossatura del nuovo sviluppo, ma accade anche che la disponibilità di materiali evoluti, di nuovi concetti di processo o anche di differenti siti produttivi, consentano di partire da uno stimolante foglio bianco per iniziare una avventura del tutto nuova e affascinante. Sviluppare un nuovo prodotto è come intraprendere un nuovo viaggio pieno di incognite, di promesse e di avventura.

Parlando sempre di pneumatici moto: le differenze tecniche più evidenti tra ad esempio una gomma touring ed una più sportiva? Quanto tempo ci vuole per creare un nuovo prodotto valido a sufficienza da poter soddisfare il consumatore?

Sviluppare una gomma Sport Touring oggi è uno dei compiti più impegnativi richiesti al progettista e al tester. Vanno bilanciate, ad altissimo livello, esigenze di aderenza, durata, wet performances, piacevolezza di guida. La trasversalità rispetto a modelli di moto anche molto differenti, dove tutti questi parametri assumono la massima importanza ne fanno un lavoro se non più difficile senz’altro più lungo e complesso rispetto ad altre linee. In genere serve da un anno ad un anno e mezzo.

Ora una domanda che l’utente medio si fa: Pirelli e Metzeler sono le stesse gomme ma con nome diverso?

No. I due brand sono abbastanza diversi come caratterizzazione e aspettativa di performaces. Il family feeling di marca è abbastanza diverso e caratterizzato dalle aspettative che il cliente richiede. Se vogliamo dare un macro parere di differenziazione direi che Pirelli possiede un’anima sportiva e fashion poggiata su uno strato di prestazioni senza compromessi . Metzeler esprime la solidità e la razionalità che ci si aspetta da un prodotto Made in Germany. Chiaramente i fondamentali tecnici comuni e la continua ricerca che in parallelo spinge i due brand, crea i presupposti per un livello di eccellenza che, questo sì, è assolutamente comune.

Esiste quella che l’utente medio definisce “una gomma normale”? oramai i prodotti presenti nei cataloghi delle grandi case costruttrici sono così varie che trovare una via di mezzo sembra molto difficile.

In effetti oggi ogni gomma è un pò speciale. Il livello medio è elevatissimo e questo è un beneficio enorme per il cliente che si trova a disporre di prodotti dall’elevatissimo contenuto tecnologico, prestazionale e di sicurezza.

Cambiamo argomento parlando delle competizioni: Pirelli è riferimento nelle competizioni su pista, e parliamo di altissimo livello, la SBK. Come mai l’Azienda non rivolge i suoi sforzi anche nella motoGP?

La Moto GP è certamente bella a vedersi, ma per quanto riguarda le gomme non ha alcuna ricaduta tecnologica sulla produzione di serie. Il nostro impegno in Superbike con Pirelli e nelle road race con Metzeler oltre che, sempre con Pirelli nel Motocross mondiale e con Metzeler nell’enduro, hanno ricadute costanti e totali sul prodotto. Corriamo con ciò che vendiamo, vendiamo ciò con cui corriamo.

E come mai è assente nel mondiale Endurance, dove aziende concorrenti (Michelin e Dunlop) ne fanno da padrone?

Non è proprio esatto ciò che dici. Le nostre vittorie in questi anni al Bol D’Or o alla 24 ore di Le Mans sono state dei forti mal di pancia per i nostri avversari.

Un semplice appassionato come può in qualche modo entrare a far parte del mondo Pirelli?

La azienda è sempre alla ricerca di nuovi talenti. Sul nostro sito è facile seguire i nostri percorsi di ricerca e entrare in contatto con i nostri colleghi di HR che gestiscono questa continua ricerca.

Prospettive future?

Crescere in professionalità e competenza guidati dall’orgoglio e dalla passione che ci dà l’appartenere ad un Gruppo con quel livello di eccellenza che Pirelli si è conquistato nel mondo in quasi un secolo e mezzo di attività. Grati ed onorati del farvi parte.


Dalle risposte si capisce che non è affatto l’ultimo arrivato e il suo curriculum non fa altro che confermare quanto appena detto. Pirelli e Metzeler, d’altro canto, sono quello che sono grazie non solo al lavoro di molti signori in camice di laboratorio, ma anche per merito di chi riesce a gestire un intero processo di ricerca. Dietro ad un logo titanico come quello italiano si scoprono persone normali ma eccezionali, motivate e realizzate dal proprio lavoro e dai risultati che riescono ad ottenere. Cosa aspettiamo a mandare il Curriculum?