sabato 22 agosto 2015

Nuove piccole MotoRealtà!

Ducati, MV, Aprilia, Guzzi, Benelli, Paton, Laverda sono solo i primi nomi di case più o meno italiane che mi vengono in mente. Nel corso nella storia ne sono successe di ogni, dalle guerre fatte di piombo e caduti a quelle fatte con cospirazioni e grandi manovre economiche. Ma in mezzo a tutto freddo, c’è chi al giorno d’oggi ha la fortuna e il coraggio di spendere denaro per coniare delle nuove factory. Non si tratta di un’attività qualsiasi legata al motorsport, ma di una vera e propria struttura con solidi basi tecniche e lo spirito di Peter Pan. Facciamo una chiaccherata con RMU, realtà reggiana nata da poco ma già con le idee ben chiare.

RMU Moto nasce con quale obiettivo?

RMU Moto nasce con l’obiettivo principale di contribuire, in qualche modo, a formare agonisticamente i piloti del domani.

RMU sta per Reggiana Macchine Utensili. Da qui il settore Moto. A chi è venuta l’idea di fare un nuovo ramo aziendale solo per motociclette da corsa?

L’idea è stata di Alessandro Ruozi, titolare di Reggiana Macchine Utensili, animato dalla grande passione per il motociclismo che da sempre è parte integrante della sua vita.

Quanto è utile avere un background nel settore marcatura? nozioni e conoscenze che avete poi trasferito nel vostro progetto Moto?

E’ utilissimo avere un background in tutti i settori della meccanica e dell’elettronica. Creare sistemi per marcare e motociclette, implica una significativa conoscenza in termini tecnici, non c’è nulla di semplice e di banale. Tutte le conoscenze acquisite in 45 anni di attività nel settore meccanico, sono state utilizzate per far nascere e crescere RMU MOTO.

Descriviamo in breve i vostri modelli: MiniGP, PreGP e Pre-Moto3. Perché avete voluto iniziare proprio con questi?

Il debutto di RMU Moto è avvenuto nel 2010 con la nostra prima creazione, la M-GP 8. Non è stato molto complicato, in realtà, portare ai vertici delle classifiche questa moto, in assoluto quella che fino ad oggi ha riscontrato maggior successo! Nello stesso anno, abbiamo preso parte al Campionato Italiano 80cc , con Francesco Bagnaia , ed a quello Spagnolo Challenger 80 con  Juanfran Guevara (entrambi oggi al mondiale Moto 3 con il team Aspar); Guevara vinse il titolo, Pecco arrivò secondo all’Italiano semplicemente perché disputò una gara in meno rispetto agli avversari. Fu da subito un successo.

I vostri giovani pilotini con quali parametri venivano e vengono scelti?

Onestamente, abbiamo la fortuna di poter scegliere quali piloti fare entrare nella squadra RMU; solitamente teniamo in considerazione il talento, niente di più e niente di meno.

Si tratta molto spesso di bambini che vedono le moto come un gioco, un premio che ricevono per il impegno o semplicemente perché “fanno i bravi”. I genitori invece come vivono quest’ambiente? Sperano di avere in casa il prossimo Agostini oppure vogliono soltanto che il proprio figlio sia felice e “chi vivrò vedrà”?

Non è del tutto esatto. Per questi ragazzi non si tratta di un gioco. Tutti sognano di fare i piloti “da grandi” e nel limite delle loro possibilità danno il massimo.  Non ti puoi permettere di praticare motociclismo come un gioco o semplicemente per seguire il tuo amico del cuore; comporta sacrifici in termini economici per i genitori e duro allenamento e devozione da parte dei ragazzi. Chi vuole provare ad emergere in questo sport, già a dodici/tredici anni deve condurre una vita da atleta, non dimentichiamoci che oggi giorno a 16 anni sono già al mondiale. Il discorso genitori è molto complesso, uno degli aspetti forse più difficili da gestire; si chiede loro di riporre la massima fiducia nella squadra alla quale hanno deciso di affidare il proprio figlio, si chiede di tagliare in qualche modo il cordone ombelicale fra pilota e papà… solitamente è questa la figura che viene più spesso messa in discussione…certo, si rema tutti per un obiettivo comune, quello di arrivare in alto, però non è sempre banale farlo capire.

Quando avete iniziato a vincere contro avversari con esperienza superiore alla vostra, gli avversari hanno iniziato a considerarvi come una minaccia seria oppure come una meteora?


Chi vince è sempre una minaccia … non credo che ci abbiano mai considerato una meteora; siamo sempre cresciuti ed abbiamo continuato a portare a casa risultati.

Poi il progetto Moto3 con cui avete preso parte al CIV nel 2014

Il progetto Moto 3 è molto soddisfacente! Abbiamo creato non solo il telaio, ma sviluppato anche un kit per motore Honda che stiamo utilizzando nel CIV; i nostri due piloti regalano soddisfazioni, sono atleti a tutti gli effetti, se si considera che sono gli unici due rookies a combattere ogni gara con i primi, oramai veterani, del CIV; se la giocano con ragazzi di almeno due anni più grandi, alla loro seconda/terza esperienza nel CIV …cosa dovremmo pretender di più? Abbiamo già portato a casa anche il primo podio! siamo molto soddisfatti, ma cresceremo ancora!

Un privato può bussare alla vostra porta e dire “Buongiorno, vorrei una vostra moto”?

Certo, vendiamo in tutto il mondo a team e privati

L’attuale unità Moto3 monta un motore Honda. A quando un motore completamente RMU?

L’attuale Moto 3 ha un motore Honda, ma con kit RMU. Stiamo Valutando di produrre un motore tutto RMU, ma l’investimento è veramente significativo …vedremo.

Sogno nel cassetto di RMU Moto?


Sogno nel cassetto…. Continuare a fare esattamente quello che stiamo facendo ed anche qualche cosa di più! Puntare in alto, mai accontentarsi, mai smettere di sognare! La nostra passione ci potrebbe portare ovunque.


La RMU ha radici forti e le sue fronde hanno tutte le carte in regola per poter donare a noi appassionati di motori dei frutti succosi e delle foglie verdissime. È un progetto giovane e la voglia c’è, le nozioni tecniche ci sono, l’impegno non manca mica: per loro la strada è spianata. Certo, gli avversari e gli inconvenienti non mancheranno, ma dalla loro hanno una fonte di energia inesauribile: la Determinazione e la Voglia di fare Bene.