martedì 1 settembre 2015

Emiliano, il Nuovo Uomo

Nella vita di ogni motociclista sono capitati degli incidenti, più o meno gravi. C’è chi ha semplicemente trovato la moto segnata dopo averla lasciata parcheggiata davanti al bar e chi ha subito danni ben più seri. Vuoi per un errore di guida, vuoi per la completa incuria del manto stradale (qui parlo per esperienza personale). Succede a volte che i danni siano decisamente peggiori, qualcuno ci rimette addirittura un arto, un po’ come è successo a Emiliano. Tuttavia, la sua Enorme passione per questo mondo è stata la forza motrice di un lungo processo di rinascita e la successiva nascita di un’iniziativa davvero maiuscola. Si tratta di un progetto che non è solo fonte di speranza, ma una vera rivincita per tutti coloro che prima usavano la moto e ora non possono più per via della loro disabilità. Prima di capire cosa consiste il progetto di Emiliano, è doveroso fare due domande per capire come è arrivato a tal punto.

Emiliano Malagoli: come si può definire l’uomo dietro questo nome?


Mi considero una persona normalissima, una persona che nella vita ha commesso molti errori, una persona che prima era molto più attaccata ai beni materiali, adesso dopo l'incidente la mia visione è cambiata completamente: ho riscoperto gli affetti, sono cambiate le priorità ed amo la vita molto più di prima. Adesso credo che fare qualcosa che possa servire anche agli altri sia un dovere di tutti noi

Quando è nata la sua voglia di moto?

La prima moto a 6 anni, dopo ho dovuto aspettare i 22 x comprarmene una tutta mia, da lì è sempre stata in crescendo.

Se te la senti di dirlo, cosa ha causato il tuo stato attuale?

Ho perso il controllo della moto mentre tornavo da lavoro su una strada che facevo tutti i giorni; non so forse qualche buca in più, forse la stanchezza, sono finito contro un palo a ridosso della carreggiata.

Non ti sei perso d’animo e sei risalito subito in sella oppure hai avuto un periodo di rigetto dalla moto?

No, assolutamente! in ospedale già pensavo a come tornare in pista senza una gamba e 7 mesi dopo ero al Mugello con la mia moto

La tua condizione non ti permette di guidare la moto come una persona normale. Quali sono state le modifiche apportate nel complesso?

Per fortuna le modifiche sono poche: il freno post a pollice sinistro, un perno dove infilo lo stivale destro, e una protesi particolare che mi permette di piegare molto la gamba. Lo stile di guida invece cambia completamente perché la moto non la guidi più con le gambe ma con le braccia non potendo forzare sulle pedane e per questo aggrappandoti ai semimanubri sia in frenata che per raddrizzare la moto, quest'ultima spesso ti si scompone molto.



Chi sono le persone che ti hanno aiutato maggiormente in questo processo?

Le mie figlie e la mia ex moglie inizialmente a livello mentale ed in seguito la mia attuale compagna, inoltre tutte le persone che credevano in me e mi davano forza di crederci.

Poi è arrivata l’idea di dare la possibilità ad appassionati come te di poter correre in pista con un apposito trofeo. Come si è evoluto questo processo?


È stata una pazzia inizialmente, alcuni del mondo del motociclismo mi ridevano in faccia, abbiamo iniziato in 3; poi 4, poi sempre di più fino a diventare una bellissima realtà. Altri ragazzi prima di me sono tornati a correre da invalidi ma, a differenza loro, a me non bastava farlo per divertirmi. Bensì voglio invogliare tutti quei motociclisti che credevano fosse impossibile a tornare a correre da disabili.

La risonanza di questo progetto quanta gente attrae dall’estero?

Stiamo avendo molto successo all'estero perché siamo gli unici al mondo ad organizzare una gara riservata esclusivamente ai disabili. Il problema principale: i costi altissimi di questo sport e per arrivare all'estero ancora di più avremmo davvero bisogno di qualche sponsor che ci aiuti ad abbassare le spese; per adesso riusciamo a correre con grandi difficoltà solo grazie a Bridgestone Italia ed Ideal Gomme. In Austria allo Speed Days, a differenza dell'Italia, si respira ancora passione del motociclismo, ci sono moto di tutti tipi e di tutti gli anni, tute anni 80 e birra al posto dell'energetico… da noi ormai per fare anche il pilota amatoriale devi avere la nuovissima evoluzione della moto, con gli ultimi kit, tute super griffate e molto altro!

In termini freddi, un pilota normodotato e uno non normodotato, tempi sul giro simili?

Dipende molto dalla bravura del pilota, dagli anni di disabilità ma soprattutto se andava in pista anche prima di diventare disabile. Io dico che se un disabile gira sui tempi di alcuni normodotati senza disabilità andrebbe più forte di molti! Alcuni nostri piloti arrivano a metà classifica con i normo senza la disabilità si giocherebbero la vittoria.

Siete persino riusciti a far si che una persona con un handicap fisico parziale abbia la possibilità di poter conseguire la patente di guida. Quanto è stato difficile?


È stato molto difficile e tutt'oggi in alcune situazioni bisogna lavorarci molto. In Italia c'è una legge ben scritta a riguardo il problema che, a seconda di dove vai a far le visite mediche, la interpretano a loro piacimento. Purtroppo per le istituzioni un disabile deve fare il disabile ma la legge parla diversamente e mi batterò sempre per far rispettare i diritti dei disabili che vogliono e possono tornare a guidare una moto.

Progetti futuri?

Progetti futuri, saremo presenti per il primo anno ad Eicma a Milano, ed alla 200 Miglia del Mugello poi abbiamo nel cassetto alcune novità 2016, ma per scaramanzia voglio tenerle segrete... Bellissime novità!

Emiliano Malagoni, l’uomo della speranza? Per moltissimi sì. Per me, una persona che ha avuto un grosso incidente che ha saputo rimettersi in gioco come un campione e sta portando a casa innumerevoli successi, sia sul circuito che fuori. Dalle sue parole si capisce che non lo fa per soldi, ma per passione. Mosso da una forza invisibile e immensa che permette gesta incredibili, Emiliano cerca di riaffermare la figura del disabile in un contesto decisamente difficile come quello nazionale. Chi volesse in qualche modo aiutare la sua associazione o avere qualche informazione in più, può consultare il sito internet


e vedere cosa si può fare quando si è mossi da una Enorme Passione. Emiliano, per me è il Nuovo Uomo!