giovedì 15 ottobre 2015

Sensei Pedersoli

La scuola: la ami o la odi. Sentire una persona vecchia e a volte dall’odore stantio parlare di argomenti e nozioni che hanno difficilmente applicazione nella vita di tutti i giorni non è mai stato il massimo della vita. Stessa storia quando si sentono i genitori o i nonni dire “ai miei tempi…” Ricordo fin troppo bene gli interminabili pomeriggi passati in compagnia dei racconti noiosi nonché soporiferi. Poi si cresce, si fanno i sacrifici e, come uno scherzo del destino, si desidera fare un corso di guida; si ha voglia di tornare a scuola, di sedersi su una sedia ad ascoltare una persona più grande di noi che si dice cosa fare e cosa non fare. Siccome, come detto in un’occasione precedente, non ci si deve fidare di chi si crede Maestro senza un Vero Curriculum alle spalle. Dato che nel panorama tricolore ci sono ottimi istruttori, ho pensato fosse buona cosa intervistare uno dei migliori.

Luca Pedersoli in 3 parole, come lo si può definire?

Non molto normale

Quando hai deciso di fare del motociclismo il tuo pane?

Quando nel ‘90 a sedici anni con dei miei amici, dopo essere stati in giro tutta notte, la mattina siamo finiti a Monza a vedere le finali della Sport production. Li sono rimasto sconvolto, vedendo correre le moto di serie (io all’ epoca avevo la Cagiva Mito), ho capito che avrei fatto quello sport! Troppo bello. Da quel giorno è rimasto il mio pensiero fisso ogni giorno. Certo, con le gare di “pane” non ne fai molto anzi… Mentre lavorativamente parlando quando nel 2003 ho saputo della costruzione dell’autodromo di Franciacorta mi sono fatto subito il film in testa immaginando esattamente la realtà di oggi.

Veniamo al punto principale per cui tanti ti conoscono: la Riding School. Cosa ci vuole per rendere un gruppo di Bravi motociclisti un efficiente gruppo di lavoro?

Mah, di base c’è che a tutti i miei istruttori piace questo lavoro e se un lavoro ti piace ti viene facile oltre che essere fatto con passione. Certo, ai piloti che fanno gli istruttori, rispetto ai loro colleghi giornalisti/tester bisogna ogni tanto tirargli le orecchie perché sono come dire… spesso un po’ persi ma una volta rimessi sui binari fanno un ottimo lavoro.

Per il reparto insegnanti, quali sono le caratteristiche che hai cercato in ognuno di loro?

L’ esperienza! Ogni anno nascono e muoiono scuole dove fanno parte come istruttori persone che hanno forse fatto sì e no una gara, parliamo addirittura di gente che fa tutt’ altro nella vita tipo non rendendosi conto delle baggianate che raccontano fondate non so su cosa… spesso anche in buona fede intendiamoci quindi immagina... Nel mio parterre di istruttori ci sono solo piloti e giornalisti/tester tra i più affermati in circolazione. Quelli non all’ altezza sono andati in altre scuole o hanno smesso che è più probabile, boh.

Sempre per quanto riguarda gli insegnanti, ci sono anche degli specialisti del “manubrio alto”. Quali sono le difficoltà e/o differenze tra portare al limite una naked e una sportiva?

Sostanzialmente nessuna. Poi dipende una Naked come è messa a livello di gomme e assetto, di serie ha dei limiti ma ci si può comunque divertire. Cambia lo stile di guida, più che altro “estetico” ma la sostanza rimane quella ovvero usare molto il corpo “sporgendosi”, le traiettorie e il comportamento in pista.

Parlando dei corsi, la novità è il corso Pista Base Entry. Nato per la necessità di certi motociclisti di avvicinarsi alla pista senza ansie, esatto?

C’è sempre stato, solo che abbiamo deciso di abbassare ulteriormente il prezzo sperando di lavorare sulla quantità (e così è stato) facendo sì che molti motociclisti abbiano potuto e possano finalmente esordire in pista nel modo corretto e non improvvisando come se ne vedono ancora molti convinti che un corso costi chissà quanto, o peggio ancora, che non serva! Purtroppo!

Su una media ipotetica di 10 motociclisti, quanti tornano a fare un ulteriore corso, magari di livello successivo?

Il 70% circa, perché si sono trovati molto bene e poi parliamoci chiaro, non si può imparare tutto in un giorno. Appena se ne vanno la sera pensano già a come migliorare ulteriormente! Belli!

Invece cosa cerca il cliente tipo del Corso Pista Avanzato?

Abbassare i tempi per smerdare poi gli amici! Scherzo, o meglio, anche per quel motivo ma anche per guidare meglio, per essere più “stilosi” soprattutto ora che lo stile di guida si deve ulteriormente adattare alle nuove potenze assistite.

Il corso sospensioni e set-up è seguito altrettanto quanto quelli di pilotaggio?

Sono giornate statiche dedicate alla ciclistica, molto interessanti, ma ora ne riparleremo a primavera 2016. Tengo a precisare che prima di intervenire sulla ciclistica bisogna andare già abbastanza forte, poi se uno, psicologicamente ne trae benefici ben venga ma non sarà quello il motivo del suo miglioramento.

La collaborazione con Yamaha vi ha dato il piacere di provare tra i primi la nuova R1, e avete potuto fare un confronto con la versione precedente. Quale tra le due è secondo te la moto più adatta per fare dei corsi?

La nuova R1 è semplicemente fantastica! E’ molto diversa dalla precedente che, anche se molti non lo sapevano limitandosi a paragonarla alle supersportive più in voga trovandogli quindi dei gap in termini di prestazioni, la precedente era una moto studiata per chi voleva una supersportiva ma non troppo esasperata e comoda anche per strada mentre con le altre non è possibile. Provate a fare un giro di sei o sette ore con una 1000 dei marchi concorrenti, dopo serve lo osteopata per una settimana! La nuova R1 invece è una MotoGp di tre o quattro anni fa, con un elettronica da paura studiata soprattutto per la pista. Possono andarci forte tutti!

Pregi e difetti di questo lavoro?

Pregi nel vedere la gente che la sera ti abbraccia felice dei miglioramenti, difetto è il vedere che molti pensano di arrivare e abbassare di tre o quattro secondi il proprio best Lap non sempre riuscendoci pensando quindi che sia colpa dell’istruttore e non invece dei loro limiti di guida dove, con pazienza avrebbero migliorato senza dubbio.

Gli errori tipici che si vedono ad esempio in un corso base?

Non sfruttare tutta la pista abituati alla strada, muoversi ancora poco con il corpo convinti invece di farlo già abbastanza, i piedi a “papera” bucando gli stivali sull’ asfalto.

E nei corsi di livello più alto?

Quando un motociclista va già da tempo in pista è difficile che cambi subito lo stile di guida (Valentino ad esempio ha impiegato un paio di anni…). A volte manate di gas eccessive e controproducenti, assetti regolati per sentito dire o trovati su vari forum… no comment

Progetti futuri?

Puntare sull’ evoluzione dello stile con esercizi mirati prima nel paddock e poi trasferiti subito dopo in pista. Migliorarsi in generale! L’ iPhone non rimane sempre quello, è in continua evoluzione.


Se noi pensiamo ad un maestro, subito immaginiamo un personaggio anziano, molto in là con gli anni, sempre pronto a fare la paternale sulla bellezza dei tempi passati. Così succede nella vita, ma non accade nel mondo delle moto; un universo parallelo dove l’età non conta, ma la voglia di dare gas sì. Tutti, chi più chi meno, sanno dare gas. Pochi sanno raddrizzare un telaio, così come poche sono le persone in grado di mantenere la stessa voglia di andare forte in moto ed avere anche la pazienza di insegnarlo. E ancora meno sono quelli che riescono ad avere successo in modo continuativo. Oramai la stagione 2015 è conclusa, ma per la nuova stagione si può consultare il sito http://www.ridingschool.it e appena possibile saranno presenti le nuove date 2016. Luca Pedersoli ha avuto tante soddisfazioni nella sua carriera, e sono certo che come istruttore ne avrà sempre di più! La sua fame di successi sarà insaziabile, così come la passione che ci mette nell’insegnare e nell’aiutare il prossimo