venerdì 27 novembre 2015

Il genio raro

Dal punto di vista motociclistico, la nostra nazione non ha nulla di cui invidiare alle altre. Abbiamo Ducati, Aprilia, Benelli, SWM, ma anche Bimota… e altre miriadi di piccole realtà con delle realtà a dir poco rivoluzionarie, addirittura provocatorie, come il caso di Ribello (Rivoluzione-Ricerca-Belloni). Un nome provocatorio ma davvero molto azzeccato. L’idea che hanno messo in opera è nata nel lontano 1988, quando 3 amici in un garage si sono dati da fare dando luce ad un nuovo concetto di telaio, il telaio Binario. Il lavoro di Claudio Belloni ha portato a due strutture binarie laterali al corpo della moto che controllano l’escursione delle ruote. Questa configurazione del reparto anteriore permette di ridurre gli attriti e una maggiore aderenza. Il corpo sospensioni vero e proprio invece si trova nella parte centrale della moto, con dei cinematismi dello stesso tipo in uso nelle formula 1. Invece al posteriore troviamo un semplice monobraccio, il quale assieme alla soluzione originale dell’anteriore, permette di avere una moto molto compatta. La particolare conformazione della sospensione posteriore inoltre aiuta a diminuire le dispersioni di potenza. Il concetto Ribello tradotto per noi utenti significa: moto più corta, con molti più gradi di libertà nelle regolazioni rispetto ad una moto da corsa normale, quindi la Vera Possibilità di cucirsi addosso la moto. Una soluzione molto diversa dai soliti canoni che comunque paga la sua originalità.

Ribello: nuova tecnologia italiana con che scopo?

Lo scopo che ci si prefigge è quello di migliorare le caratteristiche di guida della moto, in particolare nell'utilizzo sportivo/ competitivo, grazie alla possibilità di “cucirsi addosso” il mezzo senza limitazioni.

La moto su cui si parte è un foglio bianco oppure ha qualche base presente in commercio?

Il progetto nasce da un foglio bianco, non c'è alcun modello presente in commercio a cui si sia ispirato; si tratta di un’idea completamente nuova nata dalla mente di Claudio Belloni. Nome sconosciuto a tutti, ma vanta circa 30 anni di esperienza nel settore, tra trofei monomarca ed endurance.

Da quale principio nasce quest’avantreno così fuori dagli schemi?

Il principio a cui si ispirano sia l'avantreno che il retrotreno della moto è quello della “ruota guidata”, schema utilizzato in passato, ma solo per il retrotreno. Per quanto ne so all'avantreno questa soluzione non è stata utilizzata su modelli in commercio… al retrotreno esso è stato sviluppato separando la funzione di guida da quella di sospensione perfezionandone il funzionamento. Tutto è stato costruito ex – novo artigianalmente, alcune parti sono state realizzate con macchine a controllo numerico.Fanno eccezione l'eccentrico per la regolazione della tensione catena (MV F4)  e la 
componentistica (ruote , sospensioni e freni )  parti prese dal mercato.

Come mai la scelta del forcellone monobraccio?

Il monobraccio posteriore è stata una scelta obbligata determinata dalla particolare configurazione funzionale del sistema a guida. Inoltre, con questa configurazione, il sistema tradizionale bibraccio sarebbe stato decisamente costrittivo.

Parlando di aerodinamica, quanto ha influito sul vostro progetto? Il pilota, a differenza di altre 
moto, è veramente ben integrato nel mezzo

Non è stato fatto un particolare studio aerodinamico sulla moto, sono stati seguiti i principi oggi comunemente seguiti e in uso. Il lavoro vero è sviluppare il concetto ciclistico nudo e crudo, l’aerodinamica verrà affrontata in un altro momento, ovviamente non è un parametro da sottovalutare oggigiorno (Vedi le prime appendici alari sulle MotoGP)

La soluzione ciclistica che avete adottato che vantaggi ha rispetto ad una di tipo tradizionale?

I vantaggi che il progetto intende realizzare riguardano una maggiore efficacia in frenata, nella sensibilità delle sospensioni e un generale miglioramento della maneggevolezza. 

Quanto costa avere una moto del genere sia in termini di tempo che di denaro?

Non è prevista al momento la vendita di “repliche”. Allo stato attuale, una volta terminato lo sviluppo in maniera soddisfacente, una eventuale replica della moto richiederebbe almeno un anno di tempo e costerebbe non meno di 50 mila euro (senza motore)

Chi non ne sa niente di sospensioni moto potrebbe dire che la vostra soluzione prende vagamente ispirazione a ciò che si è già visto in Bimota con la Tesi e in Britten. Come replicare?

Ribello non ha nulla in comune con Bimota Tesi o Britten, funziona secondo uno schema diverso da entrambe.

In quali competizioni potrebbe essere coinvolta la vostra moto?
La moto potrebbe correre nei campionati il cui regolamento tecnico non richiede la derivazione da un modello di serie.Potrebbero essere i campionati “Open “. Endurance, Moto 2, e (in teoria...) in Moto GP.

Avete intenzione di esportare questo progetto anche all’estero o lo avete già fatto?

Tutto il lavoro è ancora concentrato sullo sviluppo del prototipo per estrarne il pieno potenziale; per ora non è stato fatto alcun passo per “esportare il progetto all'estero”. Il genio artigianale che ha reso ciò che è ora il motociclismo italiano è bene prima farlo germogliare nella nostra terra se possibile, poi vedremo.

Progetti futuri sia in campo competitivo che commerciale?

L'obiettivo primario, come detto, è il pieno sviluppo del progetto e quello conseguente è la partecipazione alle competizioni. L'ambito commerciale, per ora, è solo un'ipotesi da valutare qualora dovessero maturare le condizioni adatte.

L’uomo e la velocità. La determinazione e la voglia di sfidare le naturali leggi della fisica usando il propellente di questo progetto. Non lo si fa per soldi, per fama o per essere riconosciuti come menti superiori. Si fa per passione, per il gusto indispensabile che rende la quotidianità di queste persone un piatto dal sapore superiore. Nella loro bottega, a creare innovazione, nata da una visione, saldando e misurando con lo stesso entusiasmo del primo giorno di scuola.


Il motociclismo ha bisogno di questi personaggi, unici e rari!