martedì 1 dicembre 2015

Er Pompo Romano

Quando l’amore per qualcosa non conosce limiti, si fanno cose bellissime. Si fanno i viaggi più belle di sempre, si fanno le ragazzate che ognuno di noi ricorderà per sempre nella propria vita. Così è costruire una moto. Un’idea folle e bellissima partorita dal pensiero comune che poi, per cause di forza maggiore, prende una direzione inaspettata. Non per questo, lo show non deve continuare. Questo è ciò che è successo tra le file del team Pregnocorse, formazione di Adria che da anni si impegna al massimo sia nella progettazione dei suoi mezzi artigianali sia nelle attività propedeutiche. Attualmente, la supertwins che stanno allestendo è pronta, ma non è definitiva; si tratta di un progetto in continua e costante evoluzione, come giusto che sia: il progresso non deve conoscere soste.

La vostra moto è nata con quale preciso scopo, oltre a ovviamente vincere?

La nostra special su base Ducati nasce da un’idea di due amici: in una sera davanti a un buon lambrusco Emiliano ed un salame Veneto, con in mano un tubo di alluminio decidono d’inseguire il proprio sogno unendo le forze. Poi il destino lì ha separati (Massimo Iori è scomparso in un incidente stradale) ma per Luca Pregnolato ed i ragazzi del Team è stato ancora più motivante il proseguire nel “sogno”. Si realizzare una moto ex-novo con la solo certezza di un cuore Ducati, con una solo prerogativa: LEGGEREZZA! Gareggiare a qualunque livello con una moto leggera è sempre un vantaggio, se poi come la Pregnomaxj è anche frutto di tecnologie innovative applicate ad una moto, meglio. “Il vincere ovvio è l’obbiettivo di chi scende in pista in ogni competizione motoristica. Noi potevamo farla cavalcare da qualche amico top rider per farla girare su tempi da capogiro per una Supertwins, ma abbiamo preferito farne una sorta di moto laboratorio; grazie alla sinergia dei ragazzi del Team ed Aziende di primordine nel motorsport, è diventata un banco prove direttamente sui circuiti di tutta l’Italia.

Su quali fattori avete puntato la ricerca e lo sviluppo del mezzo?

Abbiamo indirizzato lo sviluppo tutto su leggerezza e sulla tecnologia, dicevamo poco fa; Ad esempio, magari ora è più facile da realizzare, ma quando abbiamo iniziato a fare un telaio in alluminio 7020 con saldature Mag (con riporto di alluminio), non era cosa di tutti i giorni! Oppure un serbatoio in alluminio con pompa all’interno e cover solo estetica! Altro esempio, le carene, dopo un lavorone per realizzare modelli e stampi, abbiamo cercato di riprodurle in carbonio alluminizzato e poi in un tipo particolare di carbonio utilizzato nel settore aeronautico. Abbiamo ottimizzato la resa complessiva del mezzo creando impianti di scarico su misura, installando impianti ad iniezione “impensabili” a comuni mortali. Tutte queste misure e realizzazioni sono frutto di anni di esperienza, di competenze acquisite nel tempo e di tante, tante ore di test.


Si tratta di un progetto partito da zero o avete preso spunto da qualche modello Ducati?

Noi correvamo e corriamo da diversi anni con Ducati. La nostra idea è realizzare una ciclistica leggera (in alluminio) con quote simili a quelle di riferimento nelle, allora, moto derivate di serie nel Mondiale Superbike. Se volessimo dare un’idea, l’anteriore di questa moto è come quello di un 998 RS a cui si abbina una trazione al posteriore come un 999r. Il telaio pesa meno della metà di uno di serie in acciaio, siamo a poco più di 5,00 kg. 


 Come mai avete scelto come base il desmodromico?

Abbiamo passato anni di corse e test con questo motore, conosciamo il mondo Ducati a memoria; inoltre la nostra ciclistica è intercambiabile; Inizialmente è stata assemblata e testata in pista con un 999R, poi è stata la volta di un 1098S per poi trovare la stabilità in un 1000DS; da qui siamo partiti con le varie evoluzioni”

Come mai avete optato per un forcellone tradizionale?

Secondo i nostri calcoli, offre una minore torsione, è più leggero e offre l’eventuale possibilità di allungarne l’interasse senza doverlo buttare e realizzarne un altro ex-novo! Noi siamo un Team con pochissime risorse, tutto va razionalizzato”

Quanto tempo ci è voluto per poter rendere la vostra V2 competitiva?


Beh purtroppo, con vari problemi iniziali di budget, la scomparsa poi di Max e il comunque l’essere impegnati sui campi gara, ne ha rallentato la prima realizzazione. Nel 2008 abbiamo finito il primo prototipo, partendo a fine 2006.

Progetti futuri per quanto riguarda questo prodotto?

Per il momento rimarrà in versione Supertwins due valvole, ma se qualcuno fosse interessato siamo anche in grado di riprodurla e venderla in versione pronto-gara su misura”

Ci saranno anche nuovi progetti, ad esempio una 4 valvole?

Non su questa special: la Pregnomaxj è stata un eccellente campo scuola per i nostri tecnici, piloti e per i nostri partner. Ora stiamo lavorando su un progetto dove 2 cilindri sono troppi, non voglio dire altro, toglie l’effetto sorpresa!


Ad aggi la “Pregnomaxj 2v Factory” è: 


Ciclistica: telaio, forcellone ed entrambi i telaietti (anteriore e posteriore) in alluminio – viteria Pro-Bolt in titanio
Motore: Ducati 1000Ds, con pistoni e cilindri Bursi da 102mm (portando la cilindrata complessiva a 1168cc); cambio Ducati 848 Evo, Camme Ducati Performance, ruota fonica Ducati 999R, frizione anti-saltellamento 4 molle
Iniezione: corpo farfallato diametro45mm, iniettori Magneti Marelli 12 fori
Elettronica: cablaggio SbK su misura e centralina EFI Technology Euro 2, cruscotto Ducati Corse
Scarico: Inox-titanio 2-1-2 by Virex
Raffreddamento: radiatore maggiorato a trapezio su misura by FramCorse
Serbatoio: in alluminio 5754 H111 a vista, capacità 17 Lt con pompa all’interno by Masolini Group
Sospensioni: Mupo
Basi di sterzo: in ergal dal pieno tramite CNC by Free spirits su specifiche Pregnocorse
Freni: anteriore con dischi flottanti da 320mm e pinze ad attacco radiale Brembo, al posteriore disco singolo fisso da 240mm e pinza con piastra inferiore Discacciati; tubi e raccordi Fren Tubo in carbonio/alluminio
Cerchi: Marvic a 5 razze in magnesio
Carene, codino e parafanghi: in Vetroresina by Pregnocorse (la seconda carena in carbonio)


Questa cartella tecnica racchiude solo il risultato finale di ore e nottate passate a pensare e capire come utilizzare a meglio le poche risorse presenti nel team. Un risultato, questo, ottenuto davvero attraverso la follia di tanti piccoli momenti. Una successione di eventi che ha portato a quello che, attualmente, è il risultato migliore. Ma questa gioia è momentanea, il team Pregnocorse non si ferma di certo a gongolare. 

Oltre al già ben avviato progetto "Consigli in bottega", dove è possibile interagire con loro ottenendo risposte date dalla loro lunga esperienza, altri progetti sono in pentola. Da loro ne vedremo certamente delle belle