lunedì 14 dicembre 2015

Oggettistica da motociclista

Avere la moto della propria vita all’interno della propria casa, magari in cucina oppure vicino al caminetto: un sogno romantico e fantastico. Coccolarla quando ci passi vicino, mettedole la copertina prima di andare a dormire. Ma non sempre è possibile avere questo lusso: molto spesso le nostre dolci metà in carne ed ossa, al solo pensiero di avere una gomma che rotola sul pavimento in marmo, si trasformano in dragoni. Quindi, niente moto vicino al televisore, niente modo di vedere la Superbike assieme. Le opzioni a questo punto sono 3: rinunciare (giammai!), portare la TV in garage, oppure avere una parte della propria moto sempre in casa. L’ultima opzione sembra un po’ assurda, ma se si riuscisse, ad esempio, a trasformare un forcellone in un tavolino per il salotto? Sarebbe un colpo di genio. Qui entra in gioco la creatività di Mechart Milano, piccola realtà nata per rendere Quotidiano il motociclismo con oggetti inaspettati.

Partendo dal principio, chi ha avuto l’idea? Come è nata?

Il tutto nasce dalla mia grande passione per le due ruote. Per me andare in moto è la cosa più bella che un individuo possa fare. L'idea mi è venuta quando sono andato a vivere da solo e dovevo arredarmi casa. Dal mio punto di vista la casa è un luogo molto importante e deve rappresentare chi vi abita. Quindi invece di acquistare tutto da i grossi rivenditori o mobilieri ho deciso di autoprodurmi le cose che mi servivano. Vedendo la reazione di amici e conoscenti ho deciso di iniziare l'attività.

Da dove nasce il nome Mechart?

Il nome Mechart Milano è stato dato da mio fratello Dario, Mechart è l'insieme delle parole “mechanical” e “art”. L'aggiunta di Milano è stata scelta per dare un omaggio alla città in cui siamo nati e alla quale siamo molto legati.

Qual è il processo mentale che vi porta a creare un oggetto di uso comune da componenti meccaniche?

Bella domanda. Non c'è un vero processo, vengono così, senza pensare troppo, perché se ci pensi più del dovuto il risultato finale risulta meno originale.

Come nasce l’idea? O meglio quali sono le fasi che portano alla creazione dell’oggetto?

Diciamo che ci sono due modi per arrivare ad una creazione: delle volte il pezzo meccanico in sè ci suggerisce cosa potrebbe diventare, altre volte invece si parte direttamente dall'oggetto o funzione che si vuole ottenere e si cercano i migliori componenti per poterla realizzare. L'importante è avere passione e fantasia.

Vi ritenete dei comuni costruttori di oggettistica oppure dei designer? Guardando il vostro lavoro, quale tra queste due definizioni vi calza meglio?

Onestamente non ci riteniamo null'altro se non degli artigiani che realizzano i propri prodotti a mano. Vero made in italy.

Forse senza volerlo, avete creato un nuovo stile di arredamento, che sensazione vi dà?

Onestamente crediamo di non aver inventato nulla, al giorno d'oggi è veramente difficile creare qualcosa di nuovo. Sicuramente siamo contenti che i nostri clienti ci scelgono soprattutto per l'originalità delle nostre creazioni.

Ricevete più richieste dall’ Italia o dall’ estero? Il feedback che avete dal pubblico soddisfa le vostre aspettative?

Sicuramente più dall'Italia, anche perchè grazie a fiere e a esposizioni riusciamo a avere un rapporto diretto.I feedback sono molto buoni, molti lavori li otteniamo con il passaparola.

Il primissimo prodotto che avete creato qual è?

Il primo prodotto che abbiamo realizzato è stato un lampadario per camera mia, lo abbiamo realizzato con un terminale di un cbr 600rr.

Progetti futuri?

Sono molti, a breve faremo un portaombrelli e altri oggetti, non vi resta che seguirci.


Quando arte e moto si incontrano succedono cose straordinarie. In questo caso, arte e motociclismo si fondono nella necessità di un oggetto quotidiano che parli di noi e del nostro modo di vivere. Così dalle moto, dagli oggetti elaborati e creati dalla Mechart invitano tutti a vivere la propria passione senza interruzioni di alcun tipo avendo in casa un oggetto chiaramente ispirato a questo mondo, sia ad avere vicino a sé un complemento d’arredo o un oggetto quotidiano unico.