domenica 27 dicembre 2015

Tutti i gusti, più uno!

Se si vanno a vedere i luoghi di nascita dei piloti più famosi del nostro motociclismo, si nota molto facilmente che sono spesso nel centro Italia oppure hanno avuto la benedetta fortuna di nascere nella culla dei Motori. Trovare un pilota davvero veloce nato al di fuori di questa terra sacra è davvero una bella impresa. O meglio, era. Niccolò Rosso, vercellese puro, così come il suo talento. Faccia simpatica, sorriso sempre stampato, un polso che ha il vizio di bloccarsi sulla posizione “tutto aperto”. Piuttosto che frenare, piega fino al limite. Personalmente sapevo che ha avuto molte esperienze, persino nell’endurance, ma la facilità con cui le racconta le fa sembrare una passeggiata di salute! Ed ora, un po’ di storia recente.


Niccolò Rosso, pilota che ha militato in varie categorie, raccogliendo molte soddisfazioni e molta esperienza. Quando hai iniziato a vedere le moto non solo come un gioco?

A fine 2006, dopo il primo anno su moto “vere” ho avuto dei contatti per correre nella coppa del mondo Stock e da li, dopo aver conosciuto alcune logiche di questo mondo, mi sono detto…perché non provarci?

In quali categorie hai militato prima di “sbocciare” come pilota professionista?

Ho iniziato con gli scooter, nel trofeo Malossi. Sono stato molto fortunato perché a quei tempi (2004-2005) il livello era molto alto e quando sono passato sulla 600 nel 2006 non avevo avuto molti problemi, anzi nella bagarre ero anche avvantaggiato!

La tua esperienza nel mondiale Superstock con Yamaha, che emozioni ti ha dato?

Mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca, avevo scommesso molto su quella stagione ma purtroppo non ho raccolto i risultati sperati… mi solleva il fatto che spesso ero davanti ai miei compagni di squadra che sono ad oggi piloti di altissimo livello.

Hai avuto anche l’opportunità, nel 2011, di guidare una moto controversa: la RC8. I pregi e difetti di questa moto così diversa da tutte le altre?

E’ stata una bellissima esperienza perché avevo intorno a me delle persone fantastiche, come una famiglia. La moto purtroppo aveva qualche lacuna sul motore, anche se di telaio era eccezionale. E’ stato un peccato che non ci fu uno sviluppo da KTM perché la base della moto non era per niente male ed avremmo potuto togliermi qualche soddisfazione in più.

Moto per andare forte e moto per andare forte per moltissimo tempo. Mi riferisco alle tue esperienze col team NoLimits44 nel mondiale Endurance. Quanto è differente la preparazione fisica e mentale in queste competizioni rispetto a quelle “normali”?

L’Endurance è stata un’esperienza bellissima, mi ha fatto crescere molto come pilota sia a livello di guida che mentale. Bisogna imparare a dosare le energie per 24ore e guidare in maniera leggermente diversa dalle gare “sprint”. Anche l’allenamento è leggermente differente, si lavora molto sul fiato e la resistenza.

Andiamo veloci nel tempo fino alla stagione 2015, quella dove hai corso nel Motoestate portando i colori del team MP Racing by Mondocorse. Un team molto più piccolo rispetto a quelli con i quali hai corso. Si può definire un ambiente più “pane e salame”?

Le cose migliori cominciano per caso, si dice cosi vero? Ci siamo conosciuti la settimana prima della gara e siamo partiti un po’ allo sbaraglio, ma alla fine abbiamo raccolto ottimi risultati. Il team era più “piccolo” sicuramente, ma a volte è anche un bene, si lavora meglio e senza pressione. Oltretutto si respirava sotto la tenda una vera passione per le corse che può colmare qualsiasi gap di esperienza o denaro dei team del mondiale.

Nel 2013 hai anche partecipato all’evento organizzato dalla Onlus “Riders4riders”. Che emozioni hai provato nel partecipare ad un evento così tanto seguito?

E’ stata una grande emozione… Andrea Antonelli era un amico e non potevo non contribuire nel mio piccolo. C’era tantissima gente ed abbiamo passato una giornata fantastica. Purtroppo per impegni di lavoro non ho avuto la possibilità di partecipare alle successive edizioni, ma nel 2016 ci riproverò.

Hai avuto anche occasione di prendere parte ai corsi di guida ma come istruttore. Ti sei divertito? Progetti per la stagione 2016?

Fa piacere poter dare una mano a chi ha la tua stessa passione ed è un immenso piacere vedere i sorrisi dei corsisti a fine giornata quando magari riescono a toccare per la prima volta il ginocchio a terra in tutta sicurezza e senza timore. Sono ormai 7 anni che faccio l’istruttore e mi piacerebbe dedicare più tempo a questo lavoro che regala sempre grandi soddisfazioni. Per quanto riguarda il 2016 non voglio svelare nulla finchè non sarà tutto definito, sicuro correrò ancora con il team MPracing su una moto 600.

Un giovane uomo vissuto. Un uomo che, dietro ad un sorriso da fotomodello, può raccontarti i mille gusti del motociclismo: le amare leccornie del mondiale, le pietanze calde dal retrogusto austriaco del CIV, il caffè onnipresente negli endurance, passando persino al tagliere degli affettati del Motoestate. L’uomo che conosce tutti i gusti, più uno! Quello della prossima stagione, che solo lui sa!