mercoledì 28 dicembre 2016

The King of the Twins

Il campionato che incarna di più lo spirito degli anni 70/80, quello spirito “pane, salame e 10W50”, dove al sabato sera sono tutti assieme a farsi la grigliata, è la Battle of The Twins (BotT, www.storiebicilindriche.it). Competizione completamente dedicata ai motori bicilindrici e alla fantasia di abili artigiani, tutti amici a tavola e ai box, ma agguerriti sfidanti in pista. Nella categoria Oltre, destinata ai motori 4 valvole max 848cc oppure 2 valvole 1200cc raffreddati ad aria, il vincitore Marco D’amico racconta la sua stagione e la sua realtà.



Marco D’Amico, vincitore della BOTT2016 categoria Oltre: è stato un risultato sofferto?

Si, è stata decisamente una stagione molto combattuta, nonostante un ottimo inizio con la vittoria sul circuito di Vallelunga. Ho avuto poco tempo per gli allenamenti e ho trovato degli avversari che sono stati sempre molto veloci; nonostante ciò sono riuscito ad incrementare il vantaggio in classifica riuscendo a vincere la categoria Oltre con una gara di anticipo.

Come mai hai deciso di intraprendere questo campionato?

Ho iniziato a correre nel 2002 nel trofeo supertwins nel quale ho corso per alcuni anni alternando con trofeo Suzuki, trofeo Ducati, trofeo del Centauro, ed essendo appassionato Ducati il progetto della BotT mi ha incuriosito molto.

La Ducati 848 è l’unica 4 valvole che può correre nella categoria Oltre. Come mai hai scelto questa moto?

Lo spirito della BotT è quello di correre con moto costruite in garage lasciando libero sfogo a telaio motore, (purché sia bicilindrico) sospensioni eccetera, ma anche far si che le prestazioni siano equilibrate e soprattutto moto poco costose e con poca manutenzione per cercare di ridurre i costi… da qui la scelta della ducati 848 con la quale avevo già gareggiato l'anno precedente.

Quali modifiche sono state fatte?

Per quanto detto sopra la mia moto è praticamente un 848 di serie con poche modifiche: scarico completo, mappa della centralina, mono posteriore ohlins. In pratica, le stesse modifiche che potrebbe fare un amatore qualsiasi alla propria moto.

Un’altra grande soddisfazione è il risultato ottenuto alla 200 miglia del Mugello. Come è andata in sintesi?

Siamo partiti da Roma direzione Mugello sapendo che avrebbe piovuto per tutto il weekend. L’equipaggio è  composto da due piloti (D’Amico – Fanfarillo) e per scrupolo ci siamo portati una moto di scorta (la neo vincitrice della bott oltre, la mia Ducati 848). Al primo giro della Q1 il motore della Yamaha R6, con la quale volevamo gareggiare, si è rotto. Mentre i nostri avversari prendevano le misure con la pista bagnata noi correvamo dai commissari di gara per far verificare la seconda moto per poter fare la Q2. Quindi abbiamo lavorato tanto sul set up della Ducati 848 tutto in funzione dell’asfalto bagnato del Mugello. Abbiamo avuto solo la Q2 e il warm up per poter affinare le regolazioni, ma siamo comunque riusciti ad ottenere un buon risultato, qualificandoci in ottava posizione. In gara sotto la pioggia battente abbiamo finito quarti assoluti ma soprattutto primi della classe 600. Il podio del Mugello fa sempre un certo effetto, soprattutto dopo tutto quello che abbiamo passato.

Hai intenzione di concorrere di nuovo per confermare il tuo titolo?

Si la BotT è un bel trofeo. Parteciperò sicuramente, ma non nella categoria Oltre, cambierò categoria per usare l’altra moto che ho, una ducati 748 con motore aspimolla. Tecnicamente si parla di “aspimolla-scaridesmo”, perché su due valvole sono stati tolti i desmodromici e messi delle molle. Questa soluzione è stata ideata negli anni 2000, per permettere ai motori 4 valvole di partecipare nella BotT1.

Non solo pilota, ma anche meccanico e restauratore: quali sono secondo te i tuoi progetti venuti meglio?

La moto è la mia passione e anche il mio lavoro;carrozziere di moto stradali, preparazione moto da pista, moto d’epoca e ultimamente anche special; infatti ne sto realizzando una su base Ducati 900 SS ancora in fase di lavorazione che sarà molto particolare con modifiche sostanziali a ciclistica, telaio, serbatoio. Si possono visionare i lavori passo passo sul sito www.damicodesign.net e sulla pagina pagina facebook D’Amico Design.

Progetti futuri?

Per il 2017 sto già lavorando per migliorare l’aspetto sportivo della mia realtà. MDM corse si evolverà offrendo a chi vuole avvicinarsi al mondo delle corse la possibilità di provare l’emozione di una competizione. Nello specifico, l'obiettivo è quello di partecipare nella BotT con una moto in ogni categoria. A disposizione la moto campione BotT oltre (Ducati 848), la moto campione bott3 guidata da Giuseppe Bentivoglio #19 (Ducati 799), una Ducati 1100 2v nella bott1 e una bott2 ancora in fase di costruzione.

 La MDM è una realtà che combacia alla perfezione con lo spirito BotT, quello che fortunatamente resiste. La Battle of the Twins è la dimostrazione che non servono 200cv e tantissimi soldi per potersi divertire, ma è sufficiente un mezzo ben messo a punto, affidabile e un polso molto snodato. In puro stile “vecchia scuola”, non sono ammessi aiuti elettronici, perché queste moto si guidano ancora col quel magico pizzico di follia che rende ogni gara uno scontro tra gladiatori.

mercoledì 23 novembre 2016

La Brava Ragazza dei box

Il motociclismo da competizione viene visto come un universo prettamente maschile dove le uniche figure femminili sono quelle che lavorano nelle segreterie degli autodromi, nei reparti amministrativi dei team e come ragazze immagine. Tutti ruoli che, sebbene importanti, fanno passare un po’ in secondo piano il ruolo femminile nei paddock. Come in tutti i mondi, ci sono le mosche bianche, quelle persone che ti fanno girare lo sguardo per la loro determinazione ed energia. In casa Rosmoto c’è lei, Sara: una valchiria che non ha paura di sporcarsi le mani e soprattutto sa dove mettere le mani. È una donna meccanico competente e determinata che non ha paura dei maschietti.

Sara, quando hai deciso di seguire l’attività di famiglia?

Nonostante fossi sempre stata affascinata dall'attività di famiglia e che ci sia cresciuta, ho iniziato a lavorare alla Rosmoto solo due anni fa. Finiti gli studi ho preferito entrare nell'ottica del lavoro tramite aziende estranee alla mia famiglia, in modo da acquisire esperienze diverse da poter portare come bagaglio personale.

Quale è il tuo ruolo all’interno della Rosmoto?

All’interno della Rosmoto io mi occupo dell’elettronica sulle moto, dell’assemblaggio e spedizione delle pedane arretrate e dell’assistenza in pista durante le competizioni; in mancanza delle mie solite mansioni collaboro in officina ed in ufficio.

Oltre ad essere cresciuta a pane e motori, sei anche motociclista. Come la vedono i ragazzi questa cosa?

Non penso che al giorno d’oggi sia una cosa che susciti parecchio scalpore le donne motocicliste sono in continuo aumento ed è una cosa fantastica. I ragazzi, dipende dal loro interesse per la moto: se sono motociclisti tendenzialmente ne rimangono affascinati e ti vedono esattamente come uno di loro e ci si ritrova a parlare inevitabilmente di moto, non per niente i motociclisti sono una grande famiglia. 



Hai mai pensato alle competizioni?

Quando penso alle competizioni mi vedo al muretto dei box, non sono una da competizioni preferisco fare assistenza e prestare il mio aiuto per fare in modo che chi sta in pista possa dare il meglio di sé. Le competizioni non si vincono solo in pista, ma anche con un gran lavoro ai box.

Se tu non lavorassi nell’attività di famiglia, cosa faresti?

Se non lavorassi qui probabilmente vivrei in Scozia, ho un’amica che è andata a vivere lì e grazie a lei ho avuto la possibilità di visitarla, è un luogo che mi affascina molto. Le persone sono tutte molto espansive e lì la vita si vive con calma non si è stressati come lo siamo noi.

Cos’altro ti dà adrenalina oltre alle moto, quali sono le tue passioni?

I motori, la meccanica e gli organi in movimento sono al primo posto, adoro andare a vedere i rally ed anche il motocross mi piace molto; negli anni mi sono affacciata anche su altri sport, mi piace molto lo snowboard ed ho giocato per diversi anni a Soft-air.

Come vedi il futuro della Rosmoto, ci sono dei progetti già in lavorazione?

Stiamo progettando una nuova moto per il 2017 con un nuovo motore, che affiancherà la SR nelle competizioni e nella piccola produzione, sempre per quel settore di nicchia che è la BOTT o Supertwins, che dir si voglia. Questa categoria in Italia è tanto bistrattata e male gestita quanto all’estero è amata ed in continua crescita. La parte che mi riguarda è principalmente la crescita del reparto elettronica all’interno dell’azienda, in modo da poter supportare gli sviluppi dei mezzi senza doverci rivolgere ad aziende esterne; per quanto riguarda invece il futuro dell’azienda l’intenzione di mio papà è quella di rimanere dei piccoli artigiani che curano personalmente i lavori producendo il più possibile in azienda, in modo da dare al cliente dei prodotti esclusivi e unici , sia che si tratti delle moto da pista che delle special stradali che in questo momento sono in forte espansione.

Il motociclismo italiano, secondo te, di cosa ha bisogno per fare un salto di qualità tale da essere paragonato a quello spagnolo?

Penso che il motociclismo italiano abbia bisogno di una svolta nella gestione cioè cercare di far crescere al meglio i piloti anziché puntare solo al guadagno, purtroppo in Italia è tutto basato sui soldi ed anche lo sport, oltre al fatto che secondo me viviamo in un paese monopolizzato dal calcio.

Ai box vieni trattata da meccanico oppure da “ragazza che ne sa”? intendo dire, ti trattano in maniera professionale anche se sei una ragazza?

Con il mio team oltre ad una bella amicizia c’è molto rispetto reciproco ed ognuno viene valorizzato al meglio, non ho mai avuto problemi di questo genere con loro. Il mio lavoro lo so fare e loro ne sono consapevoli ed anche con le altre persone nel paddock ho avuto modo di far vedere loro le mie capacità nella meccanica; tutti mi trattano bene e mi vedono come un apprendista meccanico cosa della quale vado molto fiera.


Una ragazza che non ha paura di Niente e Nessuno, qualsiasi cosa gli si pari davanti. In una parola, Sara. Probabilmente, in un primo momento, si rimane sorpresi dalla sua tenacia e dai suoi modi di fare, così diversi dagli standard cui si è abituati. Non c’è scritto da nessuna parte che il meccanico o il pilota debba esser per forza uomo. La voglia di fare e il modo con cui affronta e supera gli ostacoli sono doti che gli serviranno per portare avanti e ancora più in alto il lavoro iniziato dal padre?

venerdì 4 novembre 2016

Un ottimo riferimento

Nel campionato MES di quest’anno molte categorie hanno decretato il campione solo all’ultima gara, sul circuito di Franciacorta. Tra queste, la categoria Naked è stata di sicuro quella con la battaglia più serrata, in quanto i due contendenti, Rudy Gaggiolo e Nicola Ruggiero, erano divisi da veramente un soffio. In uno scontro che si ripete da oramai una decina di gare, stavolta Ruggiero è stato in grado di sorpassare l’avversario Gaggiolo. Che sia l’inizio di una nuova era nel MES categoria Naked? Al moneto, ho avuto la fortuna di fare due chiacchiere con il pluricampione Rudy Gaggiolo.

Rudy Gaggiolo, idolo ligure. Quando è nata la passione per i motori?

La mia passione nasce da bambino,con il desiderio di avere una motoretta da non dormirci la notte. Poi, col tempo e i primi motorini che smontavo 1000 volte,sono arrivato fino ai giorni nostri. Tutto ciò che ha due ruote e un motore mi ha sempre appassionato. Ora è il mio lavoro e non me ne pento per nessuna ragione.

Prima di essere pilota, sei un meccanico. La RG Racing che tipo di clientela ha solitamente?

La RG Racing ha clientela prevalentemente pistaiola. Siamo attrezzati per poter soddisfare tutte le esigenze di chi vuole preparare e correre con la propria moto,sia meccaniche che elettroniche. Ovviamente facciamo anche tagliandi e manutenzione varia, ma la parte divertente è quella appena detta.

Tornando alle corse, prima del Motoestate categoria Naked, quali competizioni hai vissuto come pilota? E come meccanico?

Prima del Motoestate ho iniziato le gare nel 94 con una Honda 125GP, dove mi sono avventurato nel CIV facendomi tutto da solo,e mi sono fatto una buona esperienza sui 2t. Poi ho fatto il trofeo Suzuki con la Gamma RGV250, successivamente trofeo Yamaha con SZR660 e il Motoestate (mi sembra nel 98) con una Aprilia rs125 sport production. I risultati non erano di rilievo, ma c'erano veramente tante moto in quegli anni! Poi di agonismo più nulla a parte qualche gara col motard. Ho ricominciato quindi dove avevo lasciato anni fa,col Motoestate.

Torniamo alla storia recente, con le competizioni del MES. 2013-2014-2015, una tripletta esagerata. Quale è stata la formula vincente per moto e pilota così competitivi?

Direi nessuna formula a parte tanta voglia di correre e una buona messa a punto della moto grazie anche ad un po' di esperienza in più. Di sicuro non ho mai avuto tempo di allenarmi, dovendo gestire un’officina e tutti i clienti.

La tua moto, la Thiumph Street Triple: cosa è rimasto del modello di serie?

La mia Street è una vecchietta del 2008, alla quale ho realizzato la presa aria anteriore con relativo supporto e il telaietto posteriore per applicare un codino più snello di una moto 3. Ovviamente la ciclistica è stata rivista sostituendo in toto le sospensioni. Tante prove a banco per trovare la messa a punto ottimale del motore, totalmente stock e delle “solite cose” che si mettono ad una moto per farla girare un po’ più forte.

Cosa è mancato invece nel 2016 per avere il titolo?

Quel che è mancato è stato un po' di allenamento a inizio stagione, prima delle gare. A volte la grinta non basta e comunque arrivare a pari punti e vittorie è un po' un pareggio,ma il titolo non si può vincere in due. Onore al vincitore, è stato più costante

Cosa pensi della nuova categoria 300cc promossa dalla FIM?

La categoria è in crescita e suscita parecchio interesse, non solo per i costi. Quest'anno ci ho lavorato seguendo dei giovani piloti nel CIV e il prossimo anno la categoria debutterà nel mondiale sbk con gare in tutte le tappe europee. Le piccole 300 sono il futuro.

Tu su che moto punteresti in questa categoria?

Conosco le Yamaha R3, a mio parere è una delle moto migliori del lotto. È globalmente più bilanciata e il motore bicilindrico non è affatto fiacco.

Progetti 2017?
Qualcosa bolle in pentola e i progetti 2017 sono in definizione,ovviamente sperando di avere ancora tempo per correre, perché la voglia è sempre la stessa!


Un altro personaggio a tutto tondo che sa cosa vuol dire dare gas e cosa serve per dare gas. Un talento vero non si può esprimere al meglio senza un mezzo ben preparato, lo stesso si può dire quando una buona moto non può andare al limite se il pilota che la guida non è all’altezza. Rudy, invece, è entrambi. Non solo meccanico e pilota, ma anche osservatore per ciò che riguardano le nuove tendenze del motor sport. Un ottimo esempio da seguire.

giovedì 13 ottobre 2016

Le innumerevoli fatiche di Emiliano

Esiste un settore del motociclismo in pista molto particolare, dove ogni aspetto è a dir poco estremizzato. La resistenza e la costanza di performance delle moto vengono sottoposte a stress decisamente più lunghi di una solita gara; i tecnici e i meccanici non posso permettersi sbalzi di concentrazione, l’inconveniente è sempre dietro l’angolo; per non parlare dei piloti, che alternano ore di estrema concentrazione in sella a momenti dove devono combattere contro la stanchezza. Uno di questi pazzi è Emiliano Bellucci: un nome presente da vari anni nel circus dell’endurance, che vanta più di 20 anni nelle competizioni.

Emiliano Bellucci, un nome che si trova in una nicchia del motociclismo. Ma quando ti sei avvicinato a questo mondo?

Nel 1992, debuttando nel Campionato Italiano Sp125

Come mai, tra le varie specialità, hai scelto l’endurance?

Grazie a la chiamata del Team Nolimits nel 2009. A quel tempo correvano con Suzuki e lo fanno tutt’ora, mentre io ho avuto modo di guidare molte altre moto, moderne e non.

Cosa ti affascina e cosa detesti di questa disciplina?

Guidare di notte è molto bello e affascinante, ti dà un grande senso di libertà. Ma detesto la fatica fisica e mentale delle 24 h, che è ovviamente molto diversa dalle solite gare di velocità.

Come ci si deve preparare per affrontare una gara così lunga? Sia mentalmente che fisicamente

Fisicamente tanto allenamento durante alla stagione, con tantissimo cardio ed altrettanti esercizi per la resistenza e l’elasticità muscolare; mentalmente cercare di non pensare alla gara nei turni di riposo, vorrebbe dire solo stressarsi molto.

Che significa guidare un mezzo da 200cv nel cuore della notte in un circuito di fama mondiale?
Tanta adrenalina e molto pericolo. Al di fuori del fascino e del romanticismo che lo spettatore può provare, per noi piloti è la fase più dura: la stanchezza inizia a sentirsi e la percezione della velocità, di notte, è diversa, molto più acuta.

La tua squadra attuale, il team Flembbo, come si prepara per le gare?

Spero bene e sicuramente migliorando ogni volta. Non si tratta di un team esordiente, sanno come sviluppare i mezzi e come portarli al traguardo. Certo, l’inconveniente è sempre dietro ogni curva, ma in questo genere di competizione è necessario essere pronti per ogni evenienza.

Le soste ai box, quante volte mediamente ci si ferma durante una gara?

In 24 ore sono più o meno 25,26 soste; in ognuna di queste si cambiano gomme, si fa il pieno ed è possibile fare il cambio pilota. Le moto subiscono modifiche tali da poter permettere ai meccanici, ogni volta che si entra ai box, di fare le più semplici operazioni (controllo ed aggiunta olio motore, sostituzione pastiglie) al volo.

Il campionato endurance, secondo te, come mai non è così seguito come le altre categorie?

A parte l’Italia, il campionato endurance è molto seguito. È un genere di gare completamente diverso dalle solite, c’è molta strategia e ci sono piloti aventi i più disparati background.

Tra i circuiti che hai potuto visitare, quale preferisci?

Le Mans, indubbiamente. Ha storia, fascino ed è ancora una di quelle poche piste ancora “vere”

Progetti per i prossimi anni?

Sicuramente rivincere il Campionato Europeo con le Classic, così arriverei a quota quattro. 

La parola che potrebbe racchiudere al meglio sia la vita dei meccanici che dei piloti durante le gare endurance è stress. Un vero e proprio girone dantesco, dove arrivare al traguardo è già di per sé un vero successo. Le competizioni endurance sono la vera prova di come la moto e il pilota possano veramente raggiungere un’intesa tale da poter garantire costanza nel passo gara e nella concentrazione. Questo è uno dei motivi per cui Emiliano è uno di quelli che sta sempre tra i sopravvissuti al girone.


martedì 11 ottobre 2016

Giovanni, punto e a capo 2016

Cala il sipario sul Campionato Italiano Michelin PowerGP 600, un Campionato di altissimo livello che ha dato veramente tanto spettacolo. Domenica 2 Ottobre si sono dati battaglia i piloti iscritti a questa categoria che già dal Venerdì si sono imposti ad un ritmo veramente alto ed Il Team CZcorse, con il loro pilota Menduni Giovanni, non sono stati da meno.

Venendo da un podio conquistato sotto la pioggia battente di Misano, Menduni sbarca al Mugello con la voglia di imporsi.

Dal Venerdì Menduni ha iniziato con i suoi turni di prove libere cercando di capire se le sensazioni erano le stesse della Domenica precedente. Purtroppo, durante i turni di libere però qualcosa era diverso, la temperatura esterna e l’asfalto non era la solita, ma il team CZ Corse è stato in grado di adattare la moto alle condizioni del circuito, facendo comparire sulla faccia di tutti, Menduni compreso, un gran sorriso.
Al sabato il grande lavoro fatto ha portato i risultati sperati: termina la Q1 con un best lap di 2.01,3 battendo il suo record personale, come promesso, piazzandosi in quarta posizione provvisoria. Nella Q2 gli avversari migliorano, e chiude la sessione di qualifiche schierandosi all’ottavo posto.

In gara Menduni non riesce a fare un ottimo scatto ma comunque alla staccata della San Donato chiude la porta a chi aveva davanti; dopo una gara fatta di grandi sorpassi, sportellate e staccate furiose arriva alla bandiera a scacchi in settima posizione. Giovanni commenta la sua prestazione

Sono partito male ed ho perso il contatto con i primi, quindi non sono riuscito ad avere il traino giusto. Avrei potuto fare meglio ma un pilota mi ha impegnato in una bagarre che mi è piaciuta tanto ma mi ha rallentato. Sono molto contento però perché con la moto mi diverto e riesco a fargli fare ciò che voglio io, cosa che non sono mai riuscito a fare prima! Ringrazio tutti coloro che mi stano vicini e mi danno la carica per continuare a crederci e a dare sempre il 100%, la mia ragazza Loredana e la mia famiglia che mi seguono ovunque, i vari siti On Line e le testate giornalistiche che dedicano le loro pagine per raccontare le mie imprese,il Team CZcorse con i tecnici Claudio Zanaboni, Denny Carugi e Sciubba Alessandro che si dedicano con tutto il loro sapere a far riuscire questa iniziativa che nel nostro paese purtroppo ha una realtà troppo remota


A fine gara Menduni molto sereno ci saluta e promette di essere presente nel campionato anche nel 2017 con il Team CZcorse che lo conferma ulteriormente fino al 2018. La stagione si è chiusa nel migliore dei modi, con tante soddisfazioni e tanti sorrisi. Il team è pronto, la moto pure: è solo questione di tempo per rivivere l’adrenalina che solo Giovanni sa trasmettere.

lunedì 10 ottobre 2016

L'ultima del 2016 di Swan

L’ultima avventura del 2016 ha avuto come palcoscenico il mitico circuito del Mugello, dove il CIV e i campionati affini hanno dato fuoco alle ultime polveri. Nel primo weekend di ottobre il nostro Swan Puzone ha dato tutto se stesso per poter finalmente rimuovere quel blocco mentale che gli impediva di andare forte come sa fare realmente.

Le condizioni meteo, sulla carta, potevano compromettere completamente la gara, dato che nella giornata di domenica era prevista pioggia. Malgrado questo, il team SD Racing non si è perso d’animo ed ha risolto i problemi di assetto che hanno caratterizzato la gara precedente. La bravura dei tecnici, di Swan e un pizzico di fortuna (ha piovuto nella notte di sabato, così la pista in occasione della gara della Bridgestone Cup è risultata asciutta) hanno reso possibile il passo costante del 2.05 per tutta la gara e il gradino più alto della categoria. Il nuovo metodo di lavoro ha finalmente portato i frutti sperati, lo sblocco è finalmente avvenuto; ora Swan è già pronto per la nuova stagione 2017.

È stata una stagione molto intensa, grazie agli sponsor NUOVA CE, CD NAUTICA e alla raccolta fondi di amici e tifosi. Staremo a vedere cosa ci riserverà per il futuro: se la curva di crescita rimane questa, potremmo assistere a delle fantastiche gare.


lunedì 3 ottobre 2016

Da sempre a Gas Aperto

Le nuove tendenze del mercato motociclistico, con la creazione di nuovi mezzi con piccole cilindrate e dotazioni tecniche decisamente buone, ha obbligato le federazioni nazionali ad adattarsi e creare delle nuove categorie. Questo ha permesso a team e piloti di riempire le griglie di partenza. Il basso costo di acquisto e di preparazione di queste moto, quali Kawasaki Ninja 300 e Yamaha R3, e la buona politica della FMI hanno dato possibilità al CIV di contare su 50 iscritti. Ho avuto il piacere di parlare con uno di loro.

Kevin, quando hai iniziato a correre?

La mia prima minimo ti mi è stata comprata quando ancora dovevo nascere alla prima ecografia di mia mamma in cui diceva che ero maschio; la prima volta che la sentì accesa piansi ma poi all'età di 3 anni ci salì per la prima volta e poco dopo mio babbo mi portò in pista, solo un anno dopo tolsi le 
rotelle ed inizia ad andare in pista di frequente.

Quest’anno corri nella Sport 4t, su una Kawasaki ninja 300. Come potresti definire questo mezzo?

Potrei definirla un'ottima moto, molto divertente ed anche veloce se si parla di prestazioni in pista; un buon motore al pari delle altre marche ed un'ottima ciclistica che, trovata la messa a punto ideale, rende molto bene e può permettere di lottare coi primi. La considero un'ottima scelta per affrontare questa categoria nel CIV.

Quali sono le più grosse difficoltà di queste categoria?

Ne sono sorte parecchie di difficoltà rispetto all'anno precedente poiché questa categoria era sottovalutata, invece quest'anno dopo l'arrivo di tutte le nuove moto e le varie modifiche vanta addirittura 50 iscritti: vale a dire la categoria più piena del CIV. Una delle più grandi difficoltà è riuscire a stare coi primi, innanzitutto perché vanno forte e in più perché i primi 10-15 sono tutti in un fazzoletto; di conseguenza in qualifica è molto difficile riuscire a fare un giro pulito e quindi fare il cosiddetto giro della morte e partire nelle prime file, quelle che contano. Con tutti questi piloti la pista in gara diventa una giungla ed è una lotta continua dalla prima all'ultima curva ma tutto ciò rende la categoria molto divertente, a parer mio, la più divertente del CIV.

Oltre alle 300 ed alle minimoto, quali mezzi hai potuto guidare?

Nelle minimoto ho fatto varie categorie salendo sempre di più ma non ho mai avuto l'opportunità di guidare una senior; da qui poi sono passato alle miniGP 50 e dopo aver fatto due anni di campionato regionale mi è stata offerta l'opportunità di fare la Wild Card al campionato italiano col team RF (Romano Fenati); dopo questa Wild Card conclusa nei primi 15 abbiamo deciso l'anno dopo di fare il salto di categoria e di passare alla preGP 125; anche con questa categoria dopo tanto allenamento ho avuto l'occasione di disputare la selezione Red Bull Rookyes Cup sempre con una PreGP; l'anno dopo sono rimasto sempre in questa categoria disputando una Wild Card al CIV con un' Honda preGP 125 concludendo le qualifiche in ottava posizione su 35 (sul circuito di Imola). Da lì fino a quest oggi c'è stato uno stop, cause purtroppo economiche, ed oggi eccoci qua sulla 300

Dovessi puntare su di te, tra 10 anni dove vorresti essere?

Visto che sarebbe scontato e monotono dire al Motomondiale mi piacerebbe essere molto in SBK

Prima del CIV, in quali competizioni hai partecipato?

Campionato italiano minimoto (tutte le categorie), Campionato Italiano e Regionale MiniGP 50 cc, Coppa Italia con PreGP 125 (Campionato che ora è all'interno del CIV ma allora nel 2013 faceva parte della coppa Italia), CIV con Sport 4t.

Fuori dalle piste, Kevin cosa fa nella vita?

Parte della settimana è dedicata all'allenamento per le gare; visto che ho deciso di smettere la scuola alla soglia della terza superiore, appunto quest'anno, e da luglio lavoro tutte le sere come pizzaiolo in un ristorante; nel weekend e nel tempo che mi rimane in mezzo alla settimana sto con la mia famiglia e la mia morosa

Progetti 2017?

Il progetto c'è ma purtroppo sono più parole che fatti concreti poiché fin'ora non ho trovato qualcuno che mi appoggi concretamente in termini economici per affrontare la prossima stagione; e comunque penso di fare questa categoria poiché dopo aver conosciuto la moto, aver imparato le piste ed aver acquisito dati che ci hanno permesso di fare tanta esperienza si sa di poter partire con la possibilità concreta di vincere il titolo.


Come al solito, purtroppo, i progetti prossimi sono solo un sogno che si materializza solo all’ultimo. Probabilmente, nelle altre nazioni non è così difficile come da noi. Ciò non toglie che, che venga dal nord o dal sud del mondo, un Pilota è sempre un Pilota. Dentro alla parola Pilota ci sono altri significati: costanza, sacrificio, sudore, sconfitta, amarezza, lacrime, vittoria, sorriso, spumante. Nello Zanichelli non vengono annoverate questi termini: ogni Pilota li impara vivendo. Kevin, men che meno, che si dà da fare come un dannato: nel suo passato ha assaggiato l’amarezza più volte, adesso basta. È tempo di spumante.

domenica 25 settembre 2016

Spider Niccolò

È incredibile come certa gente sia in grado di creare attorno a sé una fitta rete di contati, di affari e garantire un flusso costante di informazioni. Non tutti sono in grado di costruire questa ragnatela e soprattutto mantenerla. Niccolò, straordinariamente, riesce a esserlo, coinvolgendo un sacco di attività. Grazie alle competenze che ha appreso nella vita privata e lavorativa, ora è un buon pilota ed anche un eccellente collaboratore.

Niccolò, un uomo che ha le mani in pasta praticamente in ogni possibile sfaccettatura del mondo moto. Quando è nata la passione per i motori?

La mia passione inizia da piccolo, quando all'età di 8 anni giravo tutto il giorno nel cortile della fabbrica di un mio amico di nome Alex, insieme a lui su due piccole minimoto monomarcia. Si passavano i pomeriggi a fare avanti e indietro nel cortile: bei tempi a fare nulla. Poi ho proseguito con il 50cc, un'Aprilia F1 a 14 anni. Finalmente nel 2004 riesco grazie a mio papà ad aver un Cbr600F con il quale si inizia a formare un gruppo di amici, e assieme creiamo anche un forum motociclistico di nome MOTOPOWER.ORG da cui nasce anche il motoclub FMI Che presiedevo, chiuso qualche anno dopo per mancanza di tempo e risorse. Tutt'ora cerco di mandare avanti il forum ma a fatica diciamo. Poi la velocità in strada non andava bene avendo perso un caro amico Karlos (fondatore del motoclub insieme a noi) quindi iniziammo con la pista e poi le gare negli ultimi due anni, quelle sì che portano la vera adrenalina che  amo provare in sella! Le mani in pasta diciamo che è un pò una mia caratteristica: sono una persona iperattiva, dormo pochissimo e cerco sempre di fare qualcosa che crei sinergie e valore aggiunto alle persone che mi stanno attorno. Grazie agli studi di marketing e imprenditorialità, grazie al lavoro nelle multinazionali Swarovski e alla passione per le moto, sono riuscito a crearmi un bellissimo network di persone con cui collaboro nel lavoro e in questo settore che amo a partire dal motomondiale per arrivare fino alle più piccole realtà. Fortunatamente tanti di questi sono anche diventati grandi amici nel tempo e ci confrontiamo spesso. Spero e credo che la mia forza sia nel riuscire a mettere assieme le potenzialità di tanti per portare tutti ad un risultato migliore. Sembra banale ma l'unione in un mondo ultracompetitivo come il nostro fa la forza, è quello che faccio con tutti i miei sponsor ormai amici come Massimo gomme, visto che è anche grazie a lui se riesco a correre
 Attualmente in pista usi una BMW s1000rr, prima di questa quali moto hai usato in pista? E sulle strade?
Ho iniziato ad andare in pista nel 2007 e attualmente per la pista ho una S1000RR del 2010 acquistata nel 2014 da MilanoMoto.it, un negozio di due ragazzi della mia età fantastici che non conoscevo ma da subito siamo diventati amici e adesso mi aiutano a correre. Prima avevo un'Aprilia RSV4 del 2010 davvero bellissima esteticamente, ma che mi ha fatto molto tribolare anche perché non amo davvero il motore a V. 

Prima, un CBR600RR del 2008 davvero super e ancora prima un CBR900. Fino a quando ho preso questa Bmw, usavo la stessa moto sia in pista che in strada impazzendo con le carene predisposte a fare entrambe le cose e il noioso smonta e rimonta. Ora, da solo qualche mese, sono riuscito a prendermi una motoretta tranquilla per andare in strada, dato che lavoro a Milano.

Pregi e difetti della tua moto attuale?
I pregi della tedesca credo siano l’estetica e i cavalli...sicuramente molto potente. I difetti purtroppo credo che siano in una messa a punto non semplice. Occorre fare molte prove e se sbagli rapporti o interasse forcellone, tende fin troppo facilmente ad impennare. La mia scelta comunque è finita su BMW anche perché molta elettronica era già presente di serie creando quindi meno problemi dopo dovendo aggiungere pezzi after Market difficili da settare. È comunque una moto più adatta a piste veloci e lunghe dove scaricare la sua potenza.
Oltre che pilota, sei anche collaboratore della SCM Racing. Come ci si sente a testare e usare i prodotti che provengono direttamente dalla tua azienda?
A dirla tutta, sono più modestamente un grande amico del proprietario e collaboro con lui su moltissimi fronti, su cui credo si possa lavorare bene.  Meno di due anni fa Stefano di SCM Racing ha iniziato a collaborare ad un mio evento per un altro sponsor e da lì è nato tutto... Ha iniziato a fornirmi i suoi prodotti e io ho iniziato ad aiutarlo al mio modo.
Quali sono secondo te i punti forti della SCM? Su quali invece lavoreresti di più?
Il vero punto forte è la qualità dei prodotti e dei materiali. Si lavora sempre insieme ai piloti di tutte le categorie a partire dalle collaborazioni di altissimo livello, con Pierfrancesco Chili fino a tutti i piloti del Motoestate e di altri trofei che ci aiutano sempre con le loro indicazioni preziosissime.


Parlando invece delle corse, sei soddisfatto della tua attuale stagione?
Quest'anno purtroppo la stagione non è iniziata benissimo. Ai test e alle prime due gare la moto ha sempre dato problemi grossi,soprattutto di elettronica e al cambio. Poi problemi ai freni; nel frattempo anche una scivolata a Varano sotto l'acqua in cui ho combinato un bel po' di danni alla moto. Da Modena finalmente ho cominciato a vedere dei miglioramenti, con la moto che sembra migliorare dopo aver cambiato parecchi pezzi...adesso ci stiamo preparando per l'ultima gara doppia a Franciacorta dove spero di concludere bene la stagione. Se sarò soddisfatto te lo dirò a fine campionato.
Come fai a coordinare tutte le attività in cui sei coinvolto?
È davvero difficile stare dietro a tutto anche perché non riesco mai a dire di no a nessuno e mi piacciono tutte le nuove sfide Comunque Ho due calendari ben distinti. Quello di lavoro e quello delle moto che condivido con la mia povera fidanzata che cerca di mettere appuntamenti anche per le cose nostre in modo che io non fissi altri incontri. Diciamo che dormo poco e utilizzo molto il telefono. Ho oltre 2000 contatti in rubrica. Inoltre cercando di lavorare a progetti comuni per diversi sponsor (Massimo Gomme, SCM Racing, Milanomoto.it, Lesto racing, Rewin, Natural Boom, Ferodo, Motul, Pizzeria bella Napoli, Gabriele Bianchi design, Valfer vigevano Motoclub, Campagnolo carrozzeria) si riesce con minor sforzo a soddisfare più necessità.
Progetti per il prossimo anno?

Per il prossimo anno ci sono ancora poche idee chiare. Tutto dipende dagli impegni che avrò l'anno prossimo a livello lavorativo e dalle possibilità economiche mie e di chi mi aiuta. Probabilmente rifaremo il Motoestate con la speranza che ci sia almeno anche una bella pista adatta alle moto 1000 attuali come la mia; sicuramente continuerò a collaborare e aiutare i miei sponsor come sempre. A me piacerebbe anche iniziare a tenere dei corsi di guida in qualche circuito amico. Da sempre aiuto i neofiti ad avvicinarsi alla pista e cerco di allontanare coloro che amano la moto e la velocità esagerata dalla strada per provare a girare in sicurezza tra i cordoli. Poter trasmettere la mia passione a qualcuno che si avvicina a questo sport sarebbe davvero bello. Ovviamente non potrei fare categorie elevatissime, ma non è ciò che desidero, il mio aiuto sarebbe sul primo passo verso la pista per lasciarli poi in mano a piloti professionisti e farli avvicinare al record della pista. Per ora solo è un'idea,vedremo.
E chi lo ferma? Niccolò ha già in testa di far tutto, ha raggiunto traguardi estremamente difficili e non si vuole fermare. Spero, per gli avversari, che Niccolò non diventi tanto veloce quanto comunicatore, sarebbe in grado di monopolizzare il MES.


domenica 18 settembre 2016

I 4 mori alla carica!

Il motociclismo nostrano si è sviluppato principalmente in quella magica culla, dove si respira davvero aria di motori e di fatica. Terre dove è più facile sentire i vecchietti parlare di carburarori e scarichi a tromboncino piuttosto che della partita. Solitamente, i paesini vicini alle grandi fabbriche della storia italiana come Guzzi o  Ducati sono abitati da generazioni da quelle famiglie che si sono guadagnato da vivere assemblando quelle particolari sinfonie su due ruote. Ci sono però zone dove queste situazioni non si verificano, ma la passione certo non viene meno, nemmeno in una terra come la Sardegna. Dalla terra dei 4 mori esordisce nel 2012 nel CIV una giovane promessa, e da lì la sua fama è via via cresciuta

Walter Sulis, sardo. Una terra dove non c’è una spiccatissima cultura delle 2 ruote. Quando è nata la passione?

Diciamo per passione di mio padre, che a 4 anni ha preso una mini cross per me e mio fratello Lorenzo,ci divertivamo nella terra. Da quel momento è sempre bello andare in moto

Le prime gare come sono andate?

Con le miniGP al campionato HIRP (Honda Italia Racing Project), scuola più che campionato fatto da una selezione che si svolgeva ad Aprilia, nell'omonimo kartodromo. Essendo stato selezionato al secondo anno di frequentazione della HIRP, nel 2011 ho partecipato al Junior Trophy sempre miniGP Honda finendo secondo in classifica generale.

2012 al Mugello con una PreMoto3: cosa si prova a girare nel tempio per eccellenza?

Un sogno,oltretutto con un podio Fantastico sentire l’inno di Mameli da lassù al Mugello.

Dopo una stagione  nel campionato PreMoto3, il passaggio alla vera Moto3, con una FTR. Che differenza c’è tra i due mezzi?

Diciamo che la moto 3 è più impegnativa sia per i cv e per la guida,devi sfruttare fino all’ultimo cv e cm della pista per combattere con i tuoi avversari. La prima gara all’esordio con la Premoto3 è andata molto bene, con un bel 3 posto: avevo la moto perfetta e volevo vincere a tutti i costi.  Non conoscevo nessuno dei miei avversari quindi zero pensieri. La gara si è conclusa alla grandissima, con tanto di volata con Dalla Porta Mazzola e Pagliani: eravamo lì, tutti in 7 millesimi.

Tra le piste italiane, quale preferisci?

Mugello naturalmente. È il tempio italiano in assoluto, con tutti i suoi saliscendi e le velocità di punta superiori a tutti gli altri circuiti nazionali.

Visto l’enorme potenziale che tu hai, sei passato dal campionato italiano a quello spagnolo. Come mai questa decisione?

Siamo stati contattati a settembre 2015 dal l'ex Team Manager di Capirossi (Pierfrancesco Pileri),come fai a dire no! Si tratta senza dubbio di un palcoscenico di primissimo livello, dove è possibile sia confrontarsi con team quasi a livello del motomondiale sia avere un grandissimo ritorno d’immagine.

Il livello medio dei concorrenti è più alto in Italia oppure in Spagna?

Decisamente livello altissimo in Spagna, non per altro è definito il “mondialito”

Con che moto stai affrontando la stagione 2016?

FTR motorizzata Honda del 2013: purtroppo questo è un anno di esperienza; anche se vorresti stare li avanti, la moto non te lo permette, senza contare che i livelli si alzano di anno in anno con le evoluzioni delle moto.

Come ci si sente ad essere l’unico pilota sardo nella storia del motomondiale?

Normalissimo, non è che mi importi tanto la notorietà. A me interessa correre, però fa piacere: è anche una soddisfazione delle persone che ti stanno accanto e lavorano ogni giorno per cercare di darti il massimo.

La tua terra natia, la Sardegna, ti ha supportato come credevi?

Se parliamo di tifosi si, ma per tutto il resto preferisco non commentare.

Progetti futuri? Magari un’altra puntata al Mondiale?

Stiamo lavorando per un futuro, cosa non da poco. Ora il mio team ha preso in gestione la pista di Tramatza, dove praticamente sono nato e dove ancora mi alleno. Incrociamo le dita

Come è successo a tanti, è stato parzialmente abbandonato e cerca di reinserirsi in un contesto decisamente competitivo. Correre con un mezzo nettamente inferiore già sulla carta non è una cosa facile e per far bene purtroppo si tocca il limite troppo spesso. Walter non si perde d’animo e cerca sempre di aiutare chi, come lui, ha fatto delle moto il suo stile di vita.


giovedì 1 settembre 2016

Level UP per Puzone

Il motociclismo ad agosto non si ferma di certo: i fortunati che rimangono a casa dalle ferie ne approfittano per fare giri più lunghi, magari di più giorni, oppure si dedicano alla propria moto, curandola con la calma che solo le vacanze estive possono dare. 


Oppure si dà, come sempre, gas a due mani. Il primo nome che mi salta in mente è Swan Puzone. Durante l’appuntamento della Bridgestone Cup, che si è venuto nel weekend del 27 e 28 agosto, sono stati portati ulteriori miglioramenti, sia per quanto riguarda l’efficacia in pista, sia la preparazione mentale alla gara. Grazie anche a degli ottimi test pre-gara, fatti in condizioni simili, il passo avuto sin dalle prime battute della Q1 del mattino è stato buono; “si inizia finalmente a girare su tempi interessanti!”. Purtroppo i tempi non sono scesi nel corso del pomeriggio, a causa delle alte temperature e ai problemi di ciclistica; a quanto pare, Swan in questo appuntamento è riuscito a toccare il limite dinamico della sua Yamaha R6. Per la gara ha deciso di non toccare nulla, tenendo pure la stessa gomma usata nella Q2. 

La gara della domenica, che si è disputata sotto un sole importante, non ha permesso a Swan di esprimersi come ha fatto in qualifica 1, il monoarmotizzatore aveva bisogno di regolazioni  che prima non erano necessarie, ma il passo tenuto in gara è stato, a detta di tutto il team, molto interessante. Il cambio della sola gomma posteriore e un’ottima condotta hanno permesso a Swan di portare a casa la coppa del secondo classificato di categoria. Nemmeno la squadra pensava che il loro pilota potesse raggiungere certi obiettivi: dopo la gara di Magione, dove è stato sperimentato un diverso approccio mentale alla gara, anche se è necessario lavorare su un aspetto:  la paura di tornare a sentirsi impacciati come nelle prime gare.

Come ha detto Swan Ogni volta che scendo ho sempre la paura che quando risalgo torno ad essere impacciato, ma è solo una fissa mentale perché vedo che ogni volta che risalgo va sempre meglio”. Problema analizzato e compreso, ora è solo da risolvere. In sintesi, ora non ci sono scuse per non andare forte, sta tutto nel suo polso e nel suo cuore.

giovedì 28 luglio 2016

Bene, ma non Benissimo per Swan

Come da consuetudine, assieme alle gare della Michelin PowerGP si sono svolge quelle della Bridgestone Cup. Il nostro pilota Swan Puzone, conscio dei miglioramenti fatti in occasione della gara a Magione del Trofeo Centro Italia, ha tutte le carte in regola per poter fare bene. Il cronometro gli dà ragione sino al sabato, dove il suo passo è migliorato di circa due secondi.

Malgrado questo miglioramento e sebbene riuscisse a stare tra i primi sei della classifica nella prima parte del circuito, chiude le qualifiche con una 17esima posizione su 32 partenti. La gara purtroppo si è svolta in condizioni di asfalto bagnato, situazione nella quale Swan pecca di inesperienza. La partenza è stata concitata, ci sono stati anche dei contatti, inoltre la pista era bagnata a chiazze, situazione che non gli ha permesso di brillare in questo appuntamento.

Risultato finale? 21esimo assoluto, ma secondo di categoria. Il trofeo d’argento rappresenta una piccola consolazione per il pilota di Riccione, perché gli obiettivi da raggiungere erano ben altri. La preparazione al weekend di gara è stata ottima, fatta sulla falsa riga di quella di Magione, tuttavia l’inconveniente pioggia ha vanificato tutto il lavoro.

Un po’ di delusione per Swan, date le condizioni non del tutto favorevoli, ma chi lo sostiene sa perfettamente che questa è solo una piccola parentesi, consci che a fine agosto al Mugello la musica cambierà.

mercoledì 27 luglio 2016

Podio di Menduni a Misano

Si chiude il sipario del quarto appuntamento di campionato Italiano Michelin PowerGP 600 svolto nel circuito di Misano Adriatico che ha visto come grande protagonista il pilota toscano Giovanni Menduni alle prese con una gara resa difficile dalla pioggia battente.

Dalle prove, disputate nelle giornate di giovedì e venerdì, il nostro Menduni ha lavorato con il suo Team CZcorse per rendere la sua Yamaha R6 performante e veloce. Oggetto di molte variazioni sono state le sospensioni anteriori messe poi alla perfezione in condizioni di sole e tanto caldo; anche il motore ha dovuto subire variazioni nell’erogazione della potenza dovendo sostituire i rapporti finali.
Tutti gli altri piloti non sono rimasti fermi a guardare. I progressi fatti da tutti, infatti, hanno portato Menduni ad occupare solo la dodicesima posizione in griglia, anche se con pochissimo distacco dai piloti che lo precedono. Menduni non si lascia scoraggiare da questo risultato: è conscio del fatto che una buona partenza lo potrebbe aiutare tantissimo, senza contare che in gara riesce a concentrarsi molto di più.

Al mattino della domenica tutto il sole dei giorni passati si nasconde dietro a delle nuvole fitte, nere e cariche di pioggia, che non fanno ben sperare nelle condizioni di asciutto. I tecnici si mettono subito a lavoro preparando il necessario all’eventuale condizione di “wet race”.

All’ingresso in pista la visiera di Menduni inizia a riempirsi di goccioline, il pilota fa cenno di portare in griglia di partenza anche le gomme da bagnato. Motore a 16000 rpm, si spegne il semaforo e si parte, Menduni effettua una partenza magnifica che da dodicesimo lo vede già occupare le primissime posizioni, ma il gruppo non inizia nemmeno a  scremare che subito inizia a piovere ed i commissari di percorso sono costretti a dare bandiera rossa e a far uscire tutti dalla pista per permettere ai tecnici di sostituire gli pneumatici slick con le rain.

Pronti per una nuova partenza, Menduni ancora scatta fortissimo mettendosi subito quarto dietro al terzetto dei piloti più veloci. Durante la gara perde posizioni arrivando ad essere ottavo ma, riuscendo a migliorare giro dopo giro recupera terreno imponendosi davanti agli altri terminando così la gara sull’ultimo gradino del podio. Una gara vera, di quelle concitate, spettacolari per chi le vede dagli spalti, adrenaliniche e concitate invece per piloti e meccanici.

“Mi sono divertito come un matto con la mia Yamaha sotto l’acqua, ho avuto degni avversari ai quali però ho tenuto testa, sono felicissimo per l’ottimo risultato che quest’anno stavo aspettando, adesso ci prepariamo per la prossima tappa del Mugello dove farò di tutto per poter salire sul gradino più alto del podio”

Queste le parole di Giovanni Menduni, un pilota mentalmente distrutto e fisicamente stressato dopo una gara del genere, ma con una coppa in mano tutte queste sensazioni spariscono, a favore di sorrisi infiniti ed abbracci pieni di gratitudine. La strada intrapresa è quella giusta oppure “gara bagnata gara fortunata” ? Nessuno per ora può dirlo.

lunedì 25 luglio 2016

Partenza a razzo per Lolli

Ogni pilota assomiglia un po’ ad una torta: ogni impasto per sprigionare al massimo il suo sapore e la sua fragranza deve riposare e crescere. Per farlo ci vuole tempo, così come i piloti: con l’esperienza, che si acquisisce con costanza, si ottengono i risultati. Chissà se Paolo Lolli, giovane personaggio emergente nella 600 del Motoestate, sarà in grado di farci vedere delle gustose gare nelle categorie internazionali. Per ora lo sta facendo molto bene nelle gare appena trascorse tra Franciacorta, Varano e Modena. Pochi grilli per la testa e tanta sostanza, come le merende della nonna.

Paolo Lolli, tutti ricci e sorrisi. Che persona è?

Sono una persona molto solare, mi piace stare in compagnia, cerco di trovare del positivo in quello che la vita mi offre, di farne tesoro e di imparare dagli errori che faccio; sono molto determinato, dopo una caduta cerco di raccogliere sempre qualcosa (metaforicamente parlando, non pezzi di carene...) e di rialzarmi ancora più motivato!

Le tue prime esperienze in moto a quando risalgono?

In moto ho iniziato relativamente tardi, purtroppo ho saltato le minimoto, scuola di quasi tutti i piloti; il primo vero contatto con le due ruote l'ho avuto nel 2011 con una Pit bike, inizialmente per svago poi l'anno dopo mi sono iscritto ad un campionato ed è iniziato tutto.
Pitbike: motine estremamente divertenti, ma secondo te sono anche utili per chi corre in velocità?
Con le Pit bike mi sono divertito tantissimo, secondo me sono molto utili per imparare a far scorrere la moto e ad entrare molto forte in curva.

In quali competizioni hai preso parte con le PitBike?

Mi sono iscritto al Mobster Challenge nel 2012, un trofeo monomarca di Pit bike prodotte a Torino, il livello era alto e mi sono trovato in mezzo a tanti piloti con tanta esperienza su quelle piccole moto, questo mi ha permesso di imparare in fretta e a fine anno ho iniziato ad affacciarmi nelle prime posizioni. Nel 2013 ho deciso di riprovarci e con l'esperienza acquisita l'anno prima sono riuscito a vincere il campionato. Questi due anni mi hanno insegnato molto, oltre alla guida ho imparato a conoscere i valori di questo sport.

Poi la Duke200: monocilindrico KTM, pochi cavalli, ciclistica buona e tanto gas. Come è stato battagliare in mezzo a tutti quei piloti con armi praticamente identiche?

Nel 2014 sono passato alle ruote alte nel Duke 200 Trophy, un campionato combattutissimo e con piloti di grande talento e esperienza, anche in questa occasione nel corso delle gare sono cresciuto molto e sono arrivato a fine campionato giocandomi le posizioni di vertice in un gruppetto scatenato. Ho imparato a stare nel centro della bagarre e a cercare la minima occasione per passare.

Il grandissimo salto, dalla 200 alla 600cc supersportiva: team InPist@, una seconda famiglia, praticamente. I risultati che hai portato a casa sono dimostrazione della qualità del mezzo, dei meccanici e delle persone attorno a te.

Nel 2015 il grande salto, il passaggio alla 600, è arrivato un po' per caso, all'ultimo momento grazie a Federico Ravera che mi ha messo a disposizione la sua moto e la struttura del Team Inpist@ con il meccanico Marco Gariglio dell'officina 101. E' stato un anno bellissimo, ci siamo trovati subito bene e abbiamo raggiunto subito ottimi risultati che nonostante i buoni propositi, nessuno si sarebbe aspettato. A fine anno abbiamo chiuso in 2° posizione anche per colpa di uno sfortunato incidente che non ci ha permesso di giocarci la vittoria all'ultima gara; comunque soddisfatti dei risultati ottenuti.

Quest’anno, giusto per non annoiarsi, passaggio da Honda a Kawasaki. Stesso gruppo di lavoro, cambia solo il nome: Team InPist@ - Go Eleven Junior Team. Si sente il peso di questo nome?

Quest'anno si è presentata la grande opportunità di far parte dello junior team creato da una partnership fra il Team Go Eleven e il Team Inpist@, ovviamente bisogna cercare di fare bene, purtroppo l'anno è partito in salita con tanti problemi che ci hanno costretto al ritiro nella prima gara e ad arrivare a lavorare di fino sulla messa a punto della moto solo a campionato inoltrato. Adesso ci siamo e dobbiamo cercare di fare il meglio!

Preferisci Honda o Kawasaki?

Quest'anno siamo passati da Honda a Kawasaki, le moto sono molto diverse ma sono cambiate molte altre cose, ad esempio le gomme, che mi rendono difficile il paragone. Mi ci è voluto un po' di tempo prima di cucirmi addosso la nuova moto ma una volta fatto si è rivelata molto divertente e gustosa da guidare.

In tutta la tua carriera, hai costantemente avuto in box una moto da cross per allenarti. Quanto e come ti alleni con la moto? E in palestra?

Per allenarmi ho una moto da cross 125, un po' vecchiotta ma fa ancora il suo dovere, è l'unica cosa con cui riesco ad allenarmi quando trovo un po' di tempo, non avendo una moto mia e per via del lavoro che mi tiene impegnato. Stessa cosa vale per la palestra, purtroppo non riesco ad andarci spesso per via del lavoro. Cerco di fare il più possibile.

Prospetto della stagione 2016? Sei contento per ora?
Il prospetto per questa stagione è dimostrare di potercela giocare e di ottenere ottimi risultati anche in questa categoria, mostrando a tutti di poter essere sempre competitivi lottando per le posizioni di vertice anche cambiando moto, categoria e avversari.

Nel 2017 hai già qualche idea?

Per quanto riguarda il 2017 tutto dipende da cosa nasce da questa partnership, perché purtroppo per andare avanti siamo a corto di budget e non avendo alcuno sponsor che mi aiuti personalmente a gestire i costi tutto diventa più difficile. Si vedrà, ma pensiamo positivo.

Ad ogni domanda, Paolo ha sempre cercato di dimostrare cosa ha imparato da ogni singola esperienza. Un ragazzo di 20 anni, con questa maturità e questo approccio, può arrivare ovunque. Come in tutte le carriere che emergono in questo universo, la disponibilità economica frena tutto, tranne la passione. L’approccio è quello delle persone di successo, il nostro caro Paolo qualunque strada scelga arriverà ad ottenere ottimi risultati. Spero, per noi appassionati di Motoestate e di motociclismo in pista, che percorri fino in fondo questa via, offrendoci gustose performance.