sabato 2 gennaio 2016

Minimoto a chi!?

Ohvale, piccole moto. Non sono minimoto, attenzione. Si tratta di piccoli missili tascabili, facilmente trasportabili, in grado di rendere un bambino un vero pilota e un adulto un bambino con la paresi. La ricetta segreta? Non la conosce nessuno, tranne Valerio da Lio, che ho avuto il piacere di conoscere a EICMA.

Partendo dal principio, la moto: non credevo andasse così forte. A guardarla, non dice molto. È davvero divertente e ho visto persone fare dei numeri non da poco. Innanzitutto, come è nata?

È nata da un momento di passione, volevo creare un oggetto alla portata di tutti in grado di dare delle scariche di adrenalina, come se guidassero un mezzo da corsa senza spendere enormi cifre. Soprattutto, dare alla gente un mezzo emozionante da poter guidare tutti i giorni, anche nei kartodromi, che in Italia sono davvero molti. In poche parole, un mezzo per divertirsi, inteso come osare nelle pieghe e nelle staccate al limite. Non è un mezzo “specialistico”: se non hai il manico ti diverti, ma chi ha tra le mani una Ohvale è uno di quelli che va forte, può permettersi di osare al limite senza ripensamenti.

Un altro aspetto positivo di Ohvale sono le dimensioni: tanto compatta da poter stare nel bagagliaio di un auto del settore C.

Esatto, è stata una scelta. Così facendo chiunque può usarla senza impegnare risorse in una spesa aggiuntiva come il nolo di un furgone o in un carrello portamoto, cosa che non tutti hanno.

Le caratteristiche principali di Ohvale quali sono?

Gli equilibri. Volevamo creare una piccola moto con prestazioni e sensazioni simili a quelle grandi, non un’opaca imitazione in scala. I migliori equilibri e compromessi danno, come risultato, le sensazioni più pure e vere che il pilota vive. È una “gran motina” per divertirsi. Grazie anche al supporto di ex personaggi Aprilia, abbiamo creato un mezzo molto equilibrato, universalmente adatto sia al bambino che viene portato dal padre a girare in pista, sia all’adulto che torna bambino spensierato sulla sua Ohvale, sia al pilota più esperto che ha bisogno di allenarsi. A seconda della fascia d’età, ci sono vari modelli di cilindrata sempre crescente.

È una moto che non si capisce subito. Dopo un turno si capisce come davvero funziona, non dà in effetti sensazioni da mini-moto.

Funziona, come stai dicendo te, come una moto vera. Una moto differisce da un’altra per milioni di aspetti. Così una Ohvale differisce da un’altra Ohvale. Le mini-moto, una volta che si ha capito come si guida una, al 80% si ha capito come vanno guidate tutte. Ohvale è un nuovo concetto di moto, non è una mini-moto o pit-bike, è un nuovo concetto di “moto alla portata di tutti, che fa divertire tutti”.

Hai accennato al discorso delle spese di manutenzione. Non ha bisogno di enormi cifre?

Certamente non è come una moto che gira nelle piste tradizionali, dove ogni 3 o 4 pistate fatte bene ci vogliono delle gomme nuove e forse nuovi materiali consumabili (pastiglie freno, olio e filtro per tagliando ecc). Abbiamo lavorato anche in quest’ottica, un prodotto robusto e soddisfacente che costi poco anche per quanto riguarda il mantenerla sempre efficiente. Un aspetto che non deve spaventare il pubblico è il prezzo, perché si va dai 4 ai 6500 euro; sappiamo bene che non è una cifra da poco, ma ha dei costi di gestione e di esercizio davvero, davvero contenuti. Abbiamo investito risorse anche in quei particolari che nemmeno le moto più grandi hanno, come il monoarmotizzatore posteriore completamente regolabile, le forcelle dedicate, i cerchi anch’essi disegnati da zero. Tutto creato e fatto in Italia.

Ci sono varie cilindrate, adatte a tutte le manette e alle fasce d’età. Senza contare la possibilità di personalizzare il proprio mezzo con varie componenti after, facenti parte del catalogo ufficiale Ohvale.

Esattamente, si parte dalla 50cc monomarcia sino alla 190cc a marce. Quest’ultima è molto apprezzata dagli utenti un po’ più esperti, in quanto ha 24 cv e pesa 65 kg con i liquidi. Con quest’ultima non si scherza. La Gp-0 è invece molto apprezzata dai bimbi, perché la vedono come la loro moto da corsa. Prendono la loro moto, mollano quello che per loro è il mondo con i genitori e si immergono nel loro mondo fatto di pieghe e cordoli. Volevamo davvero estremizzare la facilità di uso per avvicinare i più piccini. Le prime volte che abbiamo presentato la Gp-0, dopo la prova, i bambini andavano dai genitori urlando “Papà voglio questa!”. Un’ enorme soddisfazione data dalla voce delle verità, i bambini non mentono. Abbiamo visto in Spagna bambini di 3 e 4 anni che riescono con le nostre moto a piegare gomito a terra, siamo rimasti letteralmente sconcertati perchè non riuscivano a toccare coi piedi seduti in sella. Crescendo sia in velocità che in età, è possibile anche personalizzare e modificare la propria Ohvale anche grazie ad una serie di accessori che abbiamo opportunamente sviluppato.

Ho visto, attorno al mondo Ovhale, un prolifico campionato monomarca. Si tratta di un contesto molto seguito?

Oltre ogni aspettativa. Abbiamo investito molte risorse in questo progetto, e ci siamo appoggiati ad enti che hanno già esperienza in questo genere di cose. La prima cosa da dire è che i mezzi sono tutti controllati e i motori punzonati, proprio per dare a Tutti gli stessi mezzi. Inoltre il regolamento che abbiamo steso in queste competizioni parla chiaramente cosa si può e non si può fare sui mezzi per poterli avvicinare alle proprie necessità di guida. Qua non ci sono differenze prestazionali dipendenti da quanto uno spende sulla propria moto. Non è fortunatamente come in altre competizioni, dove un pilota ancor prima di mettere solo le gomme nella corsia box deve avere alle spalle importanti portafogli e sponsorizzazioni. Lasciamo stare questo discorso, aprirebbe un mondo a sé.

Per quanto riguarda l’assistenza, ossia la reperibilità di pezzi “after” e pezzi di ricambio, come vi siete organizzati?

Ohvale è una casa giovanissima, sappiamo bene che l’utente finale quando chiama ha una necessità che deve essere risolta quanto prima. Per questo motivo, ci appoggiamo a concessionari e a realtà ben strutturate nelle varie regioni, che abbiano esperienze e capacità in questo genere di cose. Siamo una casa giovane e ancora piccola, anche se ci stiamo impegnando al meglio per poter appunto soddisfare tutti. Sappiamo bene, al momento, che senza un supporto direttamente sul territorio, non possiamo da Mogliano Veneto (dove siamo con l’azienda) soddisfare la richiesta di un’utente che si trova ad esempio nelle Marche o nella Basilicata. Molto spesso noi come azienda andiamo nelle piste e nelle competizioni dove siamo presenti proprio per capire dove e come migliorare, e ci organizziamo poi con i vari concessionari per soddisfare ogni richiesta o domanda che sia.

Con quali mezzi pensate di pubblicizzare la vostra realtà?

Con tutte le iniziative possibili: parliamo di giornate in pista dedicate, alla pubblicità online, ai corsi di guida per i più piccoli. Ogni evento che porta il nostro marchio deve far capire quanto noi ci teniamo e quanto possano essere divertenti i nostri mezzi.

Tra i vari piloti di primissima fascia che hanno provato i vostri prodotti, spunta Haga. Che faccia ha fatto dopo aver usato la Ohvale?

Inizialmente la guardava male, pensava fosse un giocattolo. Ha iniziato poi a girare pensando fosse una cosa fatta per bambini, poi quando ha capito che poteva dare gas come quelle grandi, ha capito subito che è una vera moto, solo un po’ più piccola. Ne è rimasto davvero colpito ed entusiasta.

Progetti futuri?


Spingere i nuovi prodotti, tra cui la 110cc a marce, e consolidare quanto più possibile quanto fatto quest’anno, promuovendo campionati ed eventi non solo in Italia ma in più paesi possibili.

Dire che Ohvale produce minimoto è come dire che Chuck Norris non sa tirare calci rotanti. Non sfidiamo Valerio e il suo operato, sono certo che terrà alto il tricolore!