martedì 19 gennaio 2016

National novità!

Il palinsesto italiano sta mutando molto in questo periodo, dato che si stanno preparando i calendari e le categorie per il prossimo anno. Tra le varie novità, ci sarà all’interno del National Trophy 600 la possibilità di correre con delle Moto2. Questa scelta può essere data dal fatto che ci sono molti piloti all’ interno del nostro vivaio che possono tranquillamente aspirare nella stessa categoria del mondiale, ed avere un anno di apprendistato non è affatto una cattiva idea. Tra le varie realtà intente ad allestire una moto2 spicca la Mazzoli Garage, realtà veneta che ha strutturato il proprio progetto puntando l’occhio sia alle prestazioni sia al contenimento massimo dei costi, dato il periodo certamente non roseo.

Mazzoli Garage, attività presente in provincia di Treviso, che ha sviluppato partendo da una cbr600 una vera Moto2. Perché imbattersi in un progetto del genere?

La Mazzoli Garage ha la sede fiscale in veneto, ma il piccolo laboratorio dove i prototipi vengono sviluppati e realizzati ha sede in Friuli in particolare a Maniago, millenario comune, famoso per le sue coltellerie. Tutto è nato dall’ unione di due mie grandi passioni, le elaborazioni sulle moto e la MOTO 2. Dunque basta con la preparazione di moto derivate dalla serie che poi in ogni caso, anche se molto elaborate, avrebbero comunque tradito la loro natura e via con la costruzione di una moto GP. Partire da una CBR 600 era d’obbligo, essedo proprio il progetto della MOTO 2 del mondiale basato su questo motore ed alcune sue componenti.

Quali sono secondo voi i punti deboli e di forza del modello di serie?

I punti di forza della CBR 600 sono il motore, il telaio e la facile reperibilità di moto usate a prezzi bassi, i punti deboli, le componenti della ciclistica, un’estetica un po’ datata, un motore non più al top come potenza. Bene, ho tenuto della CBR di serie solo: il telaio, il forcellone, il motore, il corpo farfallato con la cassa filtro (queste ultime tre obbligatorie anche nel mondiale), il resto l’ho costruito o comperato dalle ditte specializzate.
Avete lavorato seguendo quali principi? Quali sono secondo voi le aree dove si sono visti i maggiori miglioramenti e su quali si deve ancora lavorare?

Siccome ho seguito il regolamento della MOTO 2 e molti componenti come dimensione delle gomme, dimensione dei cerchi, erano già regolamentate, ho diretto il mio focus su come avrei potuto realizzare una piccola produzione di componenti molto leggeri, molto racing nell’aspetto, con costi contenuti. Dopo la prima prova in pista, ho capito subito che la strada era giusta, che si doveva alleggerire ancora, che c’era da lavorare molto di più di quello che pensavo, ma ne sarebbe valsa la pena. Alla prima uscita la moto pesava già solo 155 Kg, era stabile come una locomotiva e conferiva una sensazione di facilità di guida disarmanti ma soprattutto non sembrava più una CBR 600, soprattutto nella guida, ma anche nell’aspetto.
Testandola in pista, quali sono state le prime sensazioni?

Ho fatto provare il prototipo a molti piloti, diversi per altezza, peso, età, livello di allenamento e di velocità in pista, e tutti al momento di riaprire la visiera del casco al rientro nel box avevano lo stesso sorriso e la stessa esclamazione “incredibile”. Chiaramente mancava ancora la consacrazione, la prova del 9, un vero pilota, un responso vero, crudo, che se serviva mi avrebbe riportato con i piedi per terra e cosi è arrivato il test con Ale Tonucci, ero contenti e nervoso allo stesso tempo, a Misano, quando, dopo un attento controllo della moto da parte del capotecnico di Tonucci, Matteo Gnesi, Ale ha cominciato a inanellare una serie di giri.

I piloti più blasonati, come Tonucci (motomondiale Moto3) e Momesso (CIV Moto3), che feedback hanno dato?

Le due ore a disposizione sono volate, pochi ritocchi all’elettronica per aiutare l’entrata in curva e benzina, piccoli briefing e gas, due gomme nuove per fare un buon tempo e poi il verdetto
: com’è questa moto? Tonucci: non ho trovato il limite dell’anteriore! Eccezionale, facile da capire, reattiva veramente bella da guidare e DIVERTENTE! Con più tempo a disposizione si poteva andare sotto il 1.41!
E’ stato il momento di svolta, ho capito che si poteva cominciare a proporre questa moto anche ai ragazzini che stavano crescendo nella loro carriera e anche in Italia non era più necessario farlo per forza con una costosissima MOTO 3Anche con Momesso non abbiamo avuto molto tempo a disposizione, a causa del periodo (metà dicembre) ma in ogni caso 4 turni quasi completi con un pilotino che non aveva mai guidato una moto con più di un cilindro hanno fatto capire a tutti quelli che erano lì che si può fare, Filippo dopo una prima presa di contatto, non senza un po’ di timore per il peso e la potenza, ha cominciato a spingere e a piegare come se la guidasse da una stagione. Anche lui alla fine: DIVERTENTE!
Vedendo il sito internet, ci sono dei “livelli” di allestimento. A che scopo?

Per inesperienza, ho ipotizzato che si potesse proporre l’acquisto di queste moto con vari livelli di preparazione, ma a gennaio uscirà il nuovo listino e sarà con un prezzo unico e alcuni optionals.
La moto “completamente racing” quanto costerebbe?

La moto pronta per gareggiare costerà 24.000,00€ più iva, full optional 30.000,00 più iva
Il 2015 ha dato origine ad una Moto2 che ha preso una buona parte della componentistica della cbr. Lo sviluppo in previsione 2016 su che direttive lavorerà?

Nel 2016 ci sarà il modello nuovo, con molte migliorie rispetto alla moto che ha provato Tonucci, alcune le ha testate con successo e a sua insaputa Momesso. L’estetica sarà tutta nuova, nuovi scarichi, più leggeri e performanti, i motori saranno potenziati e la telemetria sarà montata di serie cosi come il serbatoio sotto la sella. Il peso sarà attorno ai 150 Kg in ordine di marcia.
Avete intenzione di correre in qualche competizione con questo mezzo?

La Mazzoli Garage schiererà una propria moto ufficiale al Trofeo National concomitante con il C.I.V. La Tecno Team, un team satellite, ha ordinato una moto e sta cercando un pilota per lo stesso campionato.

La moto2 non è solo una nuova categoria per potenziali piloti che affronteranno poi il mondiale, ma è anche una categoria molto competitiva anche per i tecnici e gli ingegneri. Estremizzare il pacchetto che si ha a disposizione, partendo comunque da una base stradale, è una bella sfida. Il fatto che si correrà nel livello nazionale poi potrebbe far si che ci creino le condizioni per dare una botta di vita al mondiale moto2 che, inesorabile, sta diventando un triste monomarca. Ancora una volta, il genio italiano è pronto a dare uno scossone al mondo!