lunedì 25 gennaio 2016

Riccioli verdi oro dalla Puglia

Più mi interesso del motociclismo nostrano, più mi rendo conto della Miriade di potenziali nuovi campioni che posso lasciare un segno tricolore nel palinsesto mondiale. Nessuno escluso, ognuno a modo suo. Sto inoltre notando che le difficoltà da affrontare volta per volta hanno sempre nomi simili: budget, sfortuna, sfiducia, imprevisti. In questa occasione vorrei raccontare la storia di Alessandro Nocco, una testa tutta riccioli che come molti è partito dal fondo, figlio dell’amore per il motociclismo e cresciuto a pane e motori. Nato nel 1997, pugliese, è stato inizialmente un pilotino Honda, per passare poi al lato Verde del Motociclismo. Un vero Kawaliere.

Alessandro, tre lati positivi di te?

Faccio un po’ fatica a descrivermi, dicono che sono determinato, solare e coerente. Io invece penso solo di essere un ragazzo come tanti, con un sogno da realizzare

E tre negativi?

Credo di essere un po’ permaloso, non ho pazienza e sono disordinato. Ma chi non lo è a modo suo...

Da dove è nata questa tua passione per le moto?

La mia passione per le moto è nata anche grazie al fatto che fin da quando sono nato respiro aria di circuiti: mio padre ha un’officina e un concessionario moto. Inoltre, ha partecipato anche lui a diversi trofei ed io ero sempre lì a fare il tifo per lui.

Poi crescendo sono arrivate le prime soddisfazioni. Come è stata la tua prima vittoria?

La prima volta non si può descrivere: è un’esplosione di emozioni, in grado di darti la carica per continuare a vincere e riassaporare quell’emozione che crea dipendenza.

Poi dalle minigp 70cc al monomarca Kawasaki ninja 250cc. Il salto è stato così grande oppure si è trattato di un passaggio più “morbido”?

Si è trattato del passaggio giusto: io ero troppo alto per le MINIGP, avevo bisogno di un mezzo per la mia struttura fisica. Non avevo compiuto ancora 14 anni e quindi saltai due gare del campionato, ma sono stato capace di arrivare comunque terzo assoluto.

Poi dalla 250cc alla 600cc sempre Kawasaki. Questo passaggio invece?

Il passaggio in questo caso è stato davvero bellissimo, non vedevo l’ora di guidare una moto così potente. La ninja 250 è un’ottima moto per imparare a piegare forte in pista, ma col tempo ci si accorge di voler di più. La ninja 600cc è stato il passo giusto al momento giusto.

Dal 2012 in poi sempre in sella alla Ninja 600 in configurazione Superstock. Pregi e difetti di questa moto?

È una moto che a me piace molto, forse per essere portata al limite ha bisogno di essere guidata in maniera più fisica rispetto alle altre. Un altro privilegio secondo me è che è sufficiente una buona messa a punto per farla andare veloce, non serve avere tutte le regolazioni perfette al 100%.

2014: salto nella categoria Supersport sempre con la Verde. Quali sono stati i più grossi ostacoli in questa stagione?

Nel 2014 avrei dovuto affrontare la mia prima stagione in MOTO2, avevo fatto i test ed ero pure andato bene. Purtroppo all’ultimo minuto uno sponsor è venuto meno, vanificando tutto. La delusione è stata davvero tanta, ma sono riuscito a trovare una sella in Supersport. Peccato che non sono riuscito a fare la prima gara e i test pre-campionato...

Il 2015 poi col team Lorini, compagno di squadra di Rolfo, un pilota con un’esperienza immensa. Come è stato il confronto?

Purtroppo il 2015 è cominciato male a gennaio, nei test pre-campionato a Jerez mi sono fratturato la rotula del ginocchio destro... Rolfo è un pilota con tanta esperienza ma non ho avuto modo di confrontarmi . Peccato aver saltato l’intera stagione.

Quanto ti ha condizionato l’infortunio al ginocchio?

Più che condizionamento, parlerei di impazienza. Non sono mai stato così tanto tempo fermo per un infortunio, ma ora sto bene e sono davvero carico

Il 2016 ti vedrà di ritorno al CIV sempre con Kawasaki. Come mai questa scelta?

Ho ricevuto varie offerte per poter correre l’anno prossimo, ma ho deciso di tornare a correre col team Velocisti. Ho già corso con loro nel 2012, è stata una decisione presa col cuore.

Cosa pensi di ottenere dalla prossima stagione?
Non penso, sono molto carico e voglio vincere il più possibile!

Le emozioni con lui non mancheranno di certo, sia per quanto riguarda lo spettacolo in pista sia all’interno del box. Alessandro è l’ennesima bestia rara che, purtroppo, a causa della sfortuna e dei costi esorbitanti che il motociclismo mondiale ha raggiunto, non può spiccare il volo. Penso sia ora che si debba prima pensare al messaggio che questo Sport può dare alla gente e poi al portafogli. Malgrado questo, Alessandro continuerà a tenere i denti stretti e il polso sempre ruotato, conscio che chi la dura la vince!