lunedì 11 gennaio 2016

Terrible Goi!

Il campionato italiano velocità, la massima espressione nel motociclismo tricolore, conta personaggi davvero di spicco, con un’enorme esperienza alle spalle. Piloti con esperienza non solo nel circus nazionale, spesso si ha la fortuna di rievocare, attraverso le esperienze altrui, i cari vecchi 2 tempi. Per alcuni tempi nostalgici pieni di odore e sentimento, per altri invece sono stati anni pieni di quel fumo azzurrino. Anni opachi ma molto formativi, che hanno portato enormi insegnamenti. Come nel caso di Ivan Goi: origine lombarde, annata 1980. Poche parole, ma tanto gas! 

Ivan Goi, il terribile. Pilota del team Barni, uno dei punti di riferimento del panorama italiano. In quale momento è nato il centauro che vediamo oggi? Quando è scoccata la scintilla?


Beh, ci sarebbe da andare molto indietro...La passione che ho ora è quella che mi ha lasciato mio papà. Lui aveva una officina di moto sotto casa, e io ero sempre lì in giro; di conseguenza, vedendo le moto tutti i giorni è venuto naturale, parte del mio quotidiano. Per quanto riguarda le gare, siamo partiti per gioco dalle minimoto, Ho provato insieme a mio papà, vedendo che c'era l'equilibrio!

Da dove nasce il soprannome “il terribile”?

Niente di speciale...diciamo che con il nome Ivan il soprannome viene di conseguenza!

Parlando di motociclismo un po’ più recente, la tua carriera nella categoria 125 come la potresti definire in una parola?

Sinceramente la mia carriera la vedo di più dal 2003 in avanti...purtroppo. Ho avuto soddisfazioni subito dopo il primo anno, nel 1996, dove ho vinto e sono arrivato decimo assoluto. Poi squadre non all'altezza non mi hanno permesso di esprimermi fino al 2000, dove ho avuto nuovamente una bella stagione con molti piazzamenti nella top 10 e classificandomi decimo assoluto. 

Hai avuto modo di guidare entrambe le 125, Honda e Aprilia. Pregi e difetti?


Purtroppo i team con i quali ho corso su Aprilia non mi hanno lasciato un buon ricordo. Non posso certamente parlare bene nemmeno di Honda. Ho solo avuto mezzi che non mi hanno permesso di star davanti.

Il passaggio poi alla Supersport, motori 600cc 4 cilindri, telaio stradale, un mondo diverso. Il salto di categoria è stato così facile come fanno credere certi piloti moderni?

Se sei seguito dalla squadra giusta, non è troppo difficile.Se ti lasciano il tempo di imparare senza pressione, riesci ad andare forte in fretta. Io ho avuto questa situazione dal 2003 in avanti; attualmente con le gomme e l'elettronica a disposizione è ancora più semplice

Il 2006 invece è stato un anno molto buono, dove hai ottenuti buonissimi risultati nel CIV superstock e hai potuto correre anche nel mondiale Superbike per qualche occasione. Già in quei anni il divario prestazionale delle moto era così ampio?



Nel Civ il divario tecnico dei mezzi non era tanto... diciamo che le gomme potevano fare la differenza, oltre alla squadra. La nostra era fatta in casa, mio papà e un meccanico. Nessun enorme camion o mezzo appariscente, pochissimi uomini di fiducia ma capaci di far tutto e al meglio.

Dal 2007 in poi, hai avuto sempre modo di crescere costantemente sino al 2014 dove hai raggiunto l’apice, dove hai raggiunto il titolo. Quanto è stato difficile? Quali sono gli elementi che deve avere il campione?

Oltre a crederci sempre, ci vuole fortuna e costanza di risultati in ogni pista e ogni situazione. Come sempre dietro ad ogni piazzamento ci sono ore e risorse dedicate allo studio delle traiettorie, del circuito, del setting della moto, all’allenamento fisico e mentale. Il campione non deve essere mai contento ed appagato, ha sempre fame di vittorie e voglia di star davanti a tutti. Non ci sono scusanti.

La stagione 2015 ha soddisfatto le tue aspettative? Quali sono stati, in questo caso, i fattori che hanno condizionato la tua prestazione?

Mi reputo abbastanza soddisfatto, considerando che mi scontravo puntualmente con avversari che corrono in Motogp o coppa del mondo stock; sono almeno il doppio del tempo in moto rispetto a me. Le mie fatiche di quest’anno, sebbene abbia fatto 3 zeri, sono arrivato lo stesso terzo a pari punti con il secondo. Non penso di poter chiedere di più da questa stagione.

Progetti per la prossima stagione?

CIV Sbk...a breve si saprà!

Attualmente non si sa che cosa farà: un pilota del suo calibro e della sua esperienza non ha certo bisogno di andare a bussare alle porte di motorhome per elemosinare una sella. Vincitore del CIV nel 2014, nel 2015 si è difeso davvero bene contro avversari di livello altissimo, nel 2016 punterà al titolo? Nessuno lo può dire per ora, ma sappiamo molto bene quanto sia sciolto il suo polso destro!