venerdì 19 febbraio 2016

Me la faccio io, ci corro io!

Nei campionati di un certo livello si vedono sempre meno ragazzi con le mani sporche di grasso, sempre meno giovani che con tabelle alla mano e cacciavite cercano di risolvere il mistero che affligge ogni centauro ad ogni pistata: quando la moto “non mota” e la forcella “non fa la forcella” che si fa? Il pilota col team alle spalle cerca di spiegare le proprie sensazioni e i meccanici lavorano sulla moto basandosi sulla sua spiegazione. Nel caso in cui invece non si hanno persone attorno che lavorano per te? E se non hai persone che ti preparano la moto? Se vuoi correre e vincere, ci vuole il mezzo allestito al meglio. Giovanni Menduni, giovane anima toscanca, sa cosa vuol dire tutto questo. Il tuo campo di battaglia, Power Gp.

Giovanni, un pilotino niente male che milita nella griglia della Power Gp. A che età hai iniziato a usare una moto?

Ciao, speriamo di essere nelle prime file della griglia! Che dire, una moto almeno 600cc ho iniziato ad usarla che avevo intorno ai 20 anni (quando ancora non avevo l’età per usarla, ma si sa la passione non ha età)  

Hai avuto qualche esperienza con le minimoto da piccolo?

Diciamo che con le minimoto mi sono avvicinato tantissimo al mondo delle competizioni, è da li che non me ne sono mai allontanato. Ho avuto un Team privato con il quale ho fatto correre 3 pilotini nei campionati Regionali, Italiani ed Europei, ovviamente prima di questo ho corso anche io con le minimoto, togliendomi così qualche bella soddisfazione.

Cosa fai nella vita?

Sin da piccolo ho sempre avuto la passione per i motori e la meccanica in generale, al punto che me ne sono fatto un lavoro… Ho iniziato la mia carriera come meccanico generico ma ad oggi sono responsabile tecnico presso un’azienda in grande espansione e gestisco le riparazioni su delle flotte di veicoli sparse sul territorio Nazionale: un bel lavorino insomma, costruito man mano. Ho appreso una cosa molto importante, per gestire al meglio bisogna innanzitutto sapere cosa vuol dire “esser gestiti”.

La tua prima moto da pista è stata una Honda cbr 600. Quali sono stati i fattori che ti hanno fatto scegliere questo mezzo?

Il CBR, il primo amore non si scorda mai. La prima cosa di cui mi sono innamorato è stato il fatto che somigliasse alla Honda MotoGP che guidava l’eroe nazionale Valentino Rossi. Poi Il CBR di quell’annata aveva una linea fantastica che più o meno è simile a quella attuale; da allora ad oggi ha mantenuto lo scarico sotto la coda, proprio come le GP attuali. Poi detto tra noi, trovai anche un’ottima occasione!

Lati positivi e negativi di questa moto?

Positivi la maneggevolezza e la semplicità nella guida, è una moto molto intuitiva che da subito confidenza, insomma facile da guidare. Aspetti negativi? Una erogazione inesistente ai bassi regimi ed aveva le forcelle anteriori classiche, che sostituii appena possibile con delle Showa rovesciate di 50 mm.

Ci sei mai caduto?

Tasto dolente… Con il CBR ho fatto la mia prima brutta caduta, premetto che io su strada ci sono andato poco e tutti i km che ho percorso li ho fatti in pista. Ricordo che ero al Mugello in uno di quei pareggiamenti, dove tutti danno il 110% per la coppetta. In breve, stavo provando a fare un giro un po’ più tirato quando alla Savelli persi il posteriore facendo un high side fenomenale. Atterrai di testa e sulla clavicola. 

Mi risvegliai all’ospedale con la clavicola rotta e un forte trauma cranico, secondo te cosa chiesi a mio papà?... La moto tutto ok???

Poi il passaggio alla yamaha r6. Quali sono le grandi differenze tra le due?


Sicuramente due opposti, sia di ciclistica che di motore: il CBR è una moto che secondo me si adatta a quasi tutti gli stili di guida, una moto più semplice da maneggiare, diciamo più morbida con un motore non troppo esasperato, anche se sarei curioso di provarne una di questi anni. La R6 invece è una moto nata per la pista sia a livello di ciclistica che di motore. Il telaio è maneggevole ma va preso con la giusta cautela, il motore deve cantare sempre ad alti regimi, non puoi permetterti di guidarla in pista come se fossi a fare la passeggiata al mare.  Io dico che va violentata, va guidata proprio al limite anche perchè è li che da il meglio di se stessa! A differenza della Honda, non è certo la prima moto che consiglierei per andare in pista.

Rimpiangi qualche caratteristica della Honda?

Forse soltanto lo scarico sotto la coda, dato che quando si cade con la R6 si fa in fretta a rovinarlo.  

Cosa vorresti di più dalla tua attuale Yamaha?

Che mi portasse a vincere il campionato 2016, ma li entro in ballo io e il polso sciolto quindi è un discorso lungo

Hai preparato da solo la tua moto o ti sei appoggiato ad un preparatore?

Le moto che ho avuto, ed anche questa, le ho sempre preparate io, sono un perfezionista e nelle mie cose voglio metterci le mani io. La manualità, grazie al lavoro che faccio, non mi manca e di passione per la meccanica e le moto ne ho a vagonate.

Passando alle competizioni, hai corso nella Power Gp, competizione con monogomma Michelin. Come ti è sembrato il format?

Direi che è uno dei trofei più accessibili del momento che offrono il vantaggio di buoni pacchetti sia per i più esperti sia per chi si avvicina per la prima volta al mondo delle corse e non vuole bruciarsi subito con costi elevati. Le gomme sono performanti ed ogni anno vengono migliorate grazie allo sviluppo che Michelin impiega in questo settore. Con il 2016 sono 4 anni che partecipo a questo campionato e ne sono pienamente soddisfatto anche merito di chi organizza il trofeo.

Quali sono stati i risultati ottenuti nella stagione 2015?

Mi sono piazzato 2° nella categoria Rookie, 5° nella categoria EVO e 13° categoria generale, diciamo ottimi risultati visto le varie difficoltà. Mi ritengo molto soddisfatto anche se mi mangio le mani per la caduta della prima gara al Mugello dove stavo lottando per il podio della categoria EVO, mi rifarò!

Progetti 2016?

Ho tanti progetti per il 2016 sia per la vita privata che per la vita in moto

Punti alla vittoria nella categoria oppure preferisci passare alla cilindrata massima?

Ad oggi punto alla vittoria nella mia categoria, non faccio progetti per fare salti di cilindrata perché ad oggi non vedo un futuro, forse ci monterò quando avrò 40 anni, vediamo!

Giovanni è il perfetto esempio di chi prende la moto, la prepara per conto suo e la fa girare al limite delle sue capacità. Il motociclismo fortunatamente vive ancora di questi fantastici personaggi che passano le serate e il periodo invernale a pensare a quanto manca alla tanto amata estate, stagione di gite e gare. È il segno che, dopotutto, chi ha la vera passione esiste ancora.