lunedì 8 febbraio 2016

News e nuovi suoni dalla BTT

Le tante aziende che sono presenti sul nostro territorio ci hanno abituato a delle folli e fantastiche invenzioni, tra cui delle fantastiche motociclette. Tra le numerose realtà che oramai deliziano il palato di noi appassionati esiste la Byte Theraphy. Abbiamo già avuto l’occasione di parlare di loro attorno a settembre dell’anno scorso, illustrando la loro attività e i loro obiettivi annuali. I target sono stati raggiunti, e durante questa stagione sono persino riusciti a partecipare in qualche modo alla esposizione mondiale del motociclo. Nell’ anno 2015 hanno avuto tempo e risorse per gettarsi a capofitto in un progetto completamente nuovo, partendo questa volta da una Guzzi. Il suo nome, BTT-G40. Una realizzazione partorita dalla mente dei signori De Benedetti e Fiordi: una vera opera d’arte.


Byte Theraphy, nuovamente sulla scena grazie alla loro nuova BTT-G40. Cosa è rimasta della moto di serie?

Non molto a dirla tutta, giusto quel che ci serviva: motore, trasmissione e forcellone. Il resto è stato rivisto da zero: telaio, tutta l’elettronica, strumentazione, scarico, serbatoio e altre parti sono state riviste dai vari componenti dello staff. Saranno tutte parti che comporranno un kit per il pubblico, così chiunque può avere la sua G40.

Come mai un progetto stavolta su Base Guzzi?

Ci piace sperimentare e creare nuovi mezzi che possano essere definiti sotto vari aspetti delle vere e proprie opere d’arte: non importa la base di partenza, noi la stravolgiamo del tutto, ricomponendola al meglio. Un nostro amico, Barilati Massimo, non ha resistito a tanta bellezza, e ne ha già una: effettivamente, lui è il primo proprietario in assoluto

Motore: unità completamente di serie oppure avete messo mano?

Il motore, in alcune configurazioni che abbiamo studiato e testato, pesa di meno ed ha una erogazione più fluida, a tutto vantaggio di chi la guida.

Il telaio: su che base siete partiti?

Da un foglio bianco, davanti al quale si è messo il buon Moretti, che aveva già creato il telaio della nostra moto BTT-2V, quella con motore Ducati. Il risultato finale è un telaio completamente diverso da quello della 2V, con tanto di regolazione del canotto di sterzo e posizione del monoarmotizzatore.

Come mai avete preferito tenere la trasmissione a cardano?

Per due motivi: non volevamo stravolgere eccessivamente il carattere del motore Guzzi, che è parte integrante del progetto; l’altro motivo è da ricercarsi nel budget: una modifica di questo tipo avrebbe fatto solo incrementare i costi, rallentandone lo sviluppo.

Attualmente, dopo tutti i lavori fatti, quanti cv per quanti kg?

La configurazione estremizzata in tutte le sue componenti conta 155 cv a 8000 giri, con un peso in ordine di marcia di 177 kg. Decisamente un bel passo in avanti.

Il costo di questa opera d’arte su due ruote?

L’arte non ha solo un prezzo dato dal suo valore effettivo, è il risultato delle ore e della passione di tutto lo staff, che si è da sempre impegnato nell’ offrire all’utente finale un prodotto artigianale con la stessa qualità di quelli delle grandi industrie. Il prezzo è comunque proporzionato alle esigenze della clientela.

Parlando della sua dinamica, su quali aspetti ci sono stati grossi miglioramenti? Su quali secondo voi si deve ancora migliorare?

Sicuramente grossi miglioramenti in un po’ tutti i settori rispetto ad una Guzzi a V di 40 gradi di serie, soprattutto per quanto riguarda peso e cavalleria. Si possono ulteriormente migliorare su un po’ di aspetti, ma questo ci allontanerebbe dal nostro obiettivo: creare una moto in grado di competere a testa alta con avversarie aventi analogo rapporto peso-potenza; deve essere ed è una moto destinata ai gentleman rider, ma con occhi puntati alla prestazione assoluta

Parlando di EICMA, vi siete inseriti sul palcoscenico mondiale con una BTT-2V pesantemente rivisitata. Di che si tratta precisamente?

Si tratta di una collaborazione nata per caso con Angel Lussiana, titolare della prima factory che si occupa di design su due ruote. Tra vari telai che aveva visto e provato, ha scelto il nostro, ritenendo fosse quello più adatto su cui stendere il suo progetto. L’opera che ha realizzato usando il nostro telaio di partenza è stato esposto assieme ad altre sue moto, tra cui una H2R. La realizzazione finale è stata molto apprezzata da tutto il pubblico.

Parlando sempre della BTT-2V, come è andata la 200 miglia del Mugello?

È stata davvero una grandissima esperienza, in un contesto unico come il Mugello. Credo sia inoltre un’esperienza formativa per chiunque, perché permetterebbe di far capire cosa vuol dire “guidare con coscienza”

Progetti 2016?

Mai fermarsi, perseverare nei nostri progetti e creandone sempre di nuovi! Per quanto riguarda la G40, creare la moto Guzzi più performante degli ultmi 20 anni. Nel contesto delle competizioni, invece, vorremmo far vedere il nostro brand nei paddock della Old Open Class, della BotT, del CRV; senza contare la nostra presenza nei corsi di guida nell’autodromo di Cervesina… insomma, essere sempre sul pezzo.


BTT, una realtà del nord Italia, che non si ferma mai. Ha sempre voglia di creare, sperimentare, osare, lo fa sempre divertendosi tantissimo e creando un bell’ambiente. Tuttavia, non si tratta solo di un gruppo di amici che fa colletta e si mette a fare un quarantotto: è una factory molto seria e professionale non fa altro che far vivere nel cuore degli appassionati il sano motociclismo fatto di brugole e birra; è tempo che i giovani motociclisti smettano di cercare nei vari store la giacca ultimo grido da abbinare ai pantaloni racing (con saponetta rigorosamente vergine), e imparino a far andare le mani.