venerdì 12 febbraio 2016

Sembra jappo ma non è

Andando cercando nuovi artigiani e nuove filosofie costruttive, mi sono imbattuto in una officina particolare nel vicentino. Alle loro spalle hanno sia realizzazioni di cafè racer di primissimo livello, ma anche delle motociclette resuscitate. Quello che mi ha colpito di più? Una Laverda 750 e una special dalla base ignota. Ho voluto fare domande su entrambe

Sc Motor, un’officina particolare, che mescola elementi custom più classici ad altri decisamente più racing. Inizierei a parlare del vostro lavoro sulla Laverda: come mai creare un monoscocca?

E' nato tutto da un disegno di Oberdan Bezzi. Da appassionato Laverda, ne sono rimasto colpito e ho deciso di produrne una. Direi che l'ho presa come sfida "personale", probabilmente sono quelle più difficili... Vedremo se produrne una piccola serie. Tutto dipende da quanto piacerà alla gente.

Oltre al vantaggio sul peso, quali vantaggi ha un telaio monoscocca rispetto a quello originale Laverda?

Parlando dal dato più scontato, il vantaggio in termini di peso è di circa 11 kg. La ciclistica del monoscocca inoltre è stata riprogettata utilizzando quote più "moderne"...canotto più chiuso, forcellone più lungo, interasse complessivamente più corto rispetto all' originale. La ciclistica originale non brillava per maneggevolezza era dura e non dava confidenza. Quando hanno cominciato ad usarla nelle gare di endurance molti piloti si sono lamentati del telaio originale (era molto meglio quello della SFC 750 che nell' endurance ha vinto tanto) tanto che per risolvere la situazione in Laverda hanno fatto lo spaceframe.

Il mezzo subirà qualche altra modifica?

Il motore ha subito una preparazione non indifferente: bielle, camme, valvole, carburatori da 40, centralina ecc… Tutto questo lavoro al motore serve anche per mettere alla frusta il nostro telaio, capendo così le sue reali capacità.

Questo lavoro verrà portato in qualche competizione?

Purtroppo no, questo telaio non può corre nell' endurance epoca, ma la porterò sicuramente al bikers classics di Spa e a qualche altra manifestazione di questo tipo che all' estero sono molto seguite.

Un altro progetto molto interessante è l’incastro di un motore bicilindrico dentro un telaio di una 4 cilindri: raccontaci un po’

Tutte le moto che corrono nella supertwin/bott sono delle special che sfruttano ciclistiche originali o artigianali che hanno interasse lungo e forcellone corto con pregi e difetti che ne conseguono. Per questo motivo, noi abbiamo optato per cercare sul mercato delle componenti tra loro del tutto diverse che potessero in qualche modo essere legate tra di loro, con un senso.
La ciclistica della Yamaha R6 è molto più "moderna” rispetto a tante altre: interasse corto, forcellone lungo vanno a favore di maneggevolezza e trazione.
La scelta del motore è stata in qualche modo forzata, perché in questi campionati si corre prevalentemente con i due valvole, senza poi contare la questione di dimensioni... un 4 valvole proprio non ci sta; avremmo dovuto utilizzare un telaio R1, con conseguente aumento di pesi e dimensioni della moto. Per il momento il motore è in configurazione standard; la centralina è stata giusto rimappata per adeguarla alle farfalle più grandi da 52 mm e al nuovo impianto di scarico, creato artigianalmente, adesso sviluppa 98 CV.


La moto è stata provata per la prima volta dal pilota Alex Sassaro presso il circuito di San Martino del Lago e le sue impressioni sono state molto buone...tanto che c'è l'intenzione di partecipare ad alcune gare del trofeo Battle of the Twins. L’idea ci solletica parecchio, anche il cronometro ci dà ragione. Con la nebbia e 9° di temperatura (tenendo in considerazione anche che Alex non aveva mai provato la moto prima ed era fermo da 4 mesi e con la prudenza di non fare scivolate…) ha girato con un passo costante di 1.37.0  

Oltre alla creazione di special, realizzate anche radiatori su misura: è possibile ordinarli su disegno?

Certo, i radiatori vengono costruiti a disegno o a campione come tanti altri componenti che realizzo nella mia officina (telai, telaietti, forcelloni etc.)
Tutto viene realizzato all'interno di sc motor l'Hyper R6 ne è l'esempio più chiaro.

Per quanto riguarda il lavoro fatto sulla Laverda, non posso fare altro che augurare il meglio per questo progetto interessantissimo e fuori dagli schemi: Nessuno si metterebbe mai a lavorare su una moto del genere, soprattutto perché molto vecchia.

La sostituzione di un motore già di per sé non è una faccenda facile da gestire. Ci sono davvero vari momenti dove è possibile sbagliare e fare qualche danno irreparabile. Ma mettere un motore desmodromico dentro una ciclistica giapponese è qualcosa di veramente inaudito, spettacolare nella sua originalità e nella perizia messa. Per creare una Supetwins hanno voluto sfruttare il loro tempo cercando una combinazione originale, cercando di ottenere da una moto sola la precisione e la rapidità giapponese e il rombo godurioso del motore italiano.