mercoledì 10 febbraio 2016

Thunder young man

È chiaro come il sole che gli unici limiti del motociclismo attuale sono le leggi indiscutibili della fisica e la disponibilità di denaro. Quest’ultima è una condizione che attanaglia tutti, che condiziona la vita di noi centauri. Molte volte, la presenza o meno di un pilota dipende anche dalla sua capacità di trovare sponsorizzazioni e fondi per correre. Poi c’è chi ci prova fino all’ultimo, con la stessa determinazione con cui ha vinto il campionato. Il caso di Giampiero calza perfettamente: si è sempre messo in discussione, imparando a dare sempre gas, fino a coronare il suo sogno e vivendolo costantemente.

Giampiero, quando è nata la tua passione?

Credo di non essere differente dagli altri motociclisti. La nostra passione per la moto nasce con noi, e se è vera passione non ti abbandona mai. Non è strano vedere persone di 70-80 anni sulla cima dei passi di montagna con le loro moto e con lo stesso sorriso dei 20enni.

Prima dell’attuale Aprilia Tuono V4, quali moto hai avute?

Da quando avevo 13 anni ho sempre avuto un mezzo a due ruote! Sono partito con il Ciao della piaggio, il mitico Fifty Malaguti, un Fantic strada 125, per poi passare a 21 anni alla prima vera moto: Honda vfr750. Ricordo sempre la prima volta che ho aperto gas; passare da un 125 ad un potente 750 è come passare da bimbo a uomo. Dopo tante scorribande sui passi tosco emiliani e tanti viaggi, decisi di passare ad una Honda cbr900rr, per avere tutta quella cavalleria sportivissima che le giapponesi hanno sempre promesso! Poi dopo averla distrutta sono passato alla Cagiva Raptor 650, moto divertentissima e diceva la sua sul passo di montagna! Per poi fare il passo alla Aprilia Tuono bicilindrica, la old factory. Poi decisi di imparare la guida in pista e facendo solo corsi di guida per imparare bene, fino a decidere di fare la prima gara: grazie al mio istruttore Maurizio Baglioni all'esordio al Mugello arrivai terzo dietro al campione in carica e il pilota Sebastiano Zerbo. Con lo stupore di tutti e due pagine dedicate su superwheels... fecero coronare il mio sogno. Il famoso sogno nel cassetto si era realizzato: correre una gara vera della roadster coi veri piloti alla età di 42 anni! Da lì, io il mio istruttore di allora abbiamo deciso di continuare, e così Maurizio diventò il mio professore. Dopo due campionati di roadster cup, con tantissime soddisfazioni rischiando di vincere anche il campionato e stando comunque sempre sul podio finale, capii che la potenza del bicilindrico non era più sufficiente. Ed eccomi al tuono V4 e con (a mio avviso) il team migliore al mondo per gestire una Aprilia, Team Nuova M2 Racing (campioni del mondo 2015 stock1000 con Lorenzo Savadori).

Invece con la nuova, quali sono le differenze con la versione bicilindrica?

La bicilindrica è stato il mio primo amore, la moto che mi ha permesso di realizzare il mio sogno. Una ciclistica fantastica, alla quale puoi chiedere sempre qualcosa in più. La V4 ha un motore da superbike su una ciclistica da purosangue, e se vuoi portarla al limite devi essere davvero un pilota! Due moto fantastiche le dividono “solo” 10 anni di tecnologia e studi. Quindi la parte comune di tanta guidabilità e equilibrio, nel v4 troviamo anche tanto motore (a mio avviso poco ai bassi quindi poca coppia che invece il bicilindrico era portentoso) e infine il v4 ha una vera elettronica di serie che è davvero efficiente!

Da grande conoscitore della Tuono, quale è secondo te il possessore tipico della Tuono?

La Tuono secondo me è l'arma totale! Ci vuoi andare sul passo di montagna per cercare di arrivare prima degli amici? È l’arma ideale. Ci vuoi andare la sera al bar e avere gli sguardi delle belle figliole? È a suo agio. Ci vuoi andare in pista? Ti toglierai delle belle soddisfazioni anche contro qualche moto carenata! Ci vuoi montare due borse laterali una sul serbatoio e una ragazza sulla sella posteriore? Se non vai a Capo Nord, è sicuro che ti diverti e la ragazza ti abbraccerà sicuramente!

Secondo te, cosa manca al motociclismo italiano per poter essere apprezzato quanto quello (ad esempio) spagnolo?

Hai preso di riferimento secondo i due mondi più importanti del motociclismo della velocità, Italia e Spagna. Secondo me credo che con maggiori sconti per l'uso degli impianti delle piste e di conseguenza delle maggiori opportunità per i giovani per approcciare senza forti investimenti, il mondo delle competizioni, in Italia potremmo fare un altro passo avanti.

Pensi di continuare a correre anche nella prossima stagione?

Sta diventando sempre più difficile economicamente, questo sport è tropo costoso e io che faccio tutto da solo, mi fa ogni anno fare salti mortali per potermi permettere un campionato intero, ma per il 2016 mi sono già iscritto al nuovo trofeo italiano Naked che già si preannuncia davvero competitivo!

Aprilia, da appassionato, secondo te cosa gli manca per ritornare davanti a tutti?

Ad Aprilia secondo me non manca molto. In superbike è davvero competitiva negli ultimi anni ha fatto sempre molto bene. Aggiungo il fantastico risultato dell'amico e compagno di team di Savadori nella stock1000. In motoGP siamo arrivati quest'anno e sentendo qualche voce di corridoio è stato fatto un anticipo di un anno sulla tabella di marcia. Ma questo 2016 vedrete che Aprilia non partirà più indietro. Da quest'anno sono stati acquisiti molti dati e quando in Aprilia vogliono fare una moto buona spesso ci riescono, e stavolta ci hanno messo tutto l'impegno necessario.

Progetti a lungo termine?

A lungo termine ho l'impegno di avere le giuste finanze per poter soddisfare la mia passione, ho iniziato tardi a fare gare... ma non voglio finire presto!


Non voglio fine presto, la miglior frase. Come in tutte le cose, per poterle fare bene ci vuole costanza e impegno, sacrifici da cui alla fine si ottengono soddisfazione e riconoscimenti. Non abbiamo una data di scadenza, ma solo condizioni e sacrifici a cui sottostare. Giampiero è stato ed è capace di tutto questo, ma come tutti i piloti italiani deve sottostare alla carenza di sponsor, comune a tutti i piloti nazionali. È tempo che si faccia capire alla gente che “sponsor” non vuol dire “regalare soldi agli altri”, ma significa “investire nella pubblicità”. Io auguro a Giampiero, così come a tutti i piloti, di continuare a vivere i propri sogni, nella speranza che il motociclismo nostrano migliori.