venerdì 4 marzo 2016

Il progetto di Padova

Italia fucina di talenti, terra mitica capace di sfornare enormi geni capaci di dare un enorme contributo all’umanità: basti pensare a Leonardo da Vinci oppure a Galileo Galilei. Personalità al di fuori dal comune, le cui invenzioni hanno sconvolto il quotidiano di tutti. All’università di Padova, invece, si lavora costantemente alla ricerca della miglior motocicletta, testando e creando sempre nuove soluzioni.
Università di Padova, altra fucina di giovani menti. Il vostro progetto Motostudent su quali principi si basa?
Il principio chiave su cui ci basiamo è impegnarci a tradurre la teoria in pratica, progettando una moto innovativa, performante e esteticamente accattivante, seguendo la filosofia che porta le case del Bel Paese a differenziarsi dal resto del Mondo.
La facoltà non è nuova a questi progetti nel mondo delle due ruote, mi riferisco sia al primo ciclomotore sia alla supertwins testata a Monza. La moto sviluppata da voi: come è? Di che si tratta?
Data la prima partecipazione del team ad un evento del genere, la moto è volutamente più semplice dell’eccellenza accademica mostrata nella victoria e nell’esnake. Tuttavia parte delle loro innovazioni si riflettono nel modo di lavoro e negli strumenti a disposizione del team per lo sviluppo della nostra moto.
Parlando della progettazione della vostra moto, le difficoltà maggiori dove le avete riscontrate?
La difficoltà principale è stata quella di creare un ottimo team, non potendo contare su una base di partenza. Inoltre, non va dimenticato che l’organizzazione, il rapporto con burocrazia universitaria e con gli sponsor non è così facile. Per quanto riguarda la tecnica, abbiamo trovato alcune parti del regolamento limitanti: avendolo avuto a disposizione solo da agosto ha annullato parte del vantaggio che avevamo messo da parte nei mesi precedenti prendendo scelte tecniche differenti.
Avete preso spunto da qualche modello attuale o del passato? Quali sono le vostre muse ispiratrici?
Ci siamo basati alla recente produzione italiana, senza dimenticare il glorioso passato che da sempre coniuga design e prestazioni. Le nostre muse possono essere rappresentate da Ducati, Aprilia, Bimota, Mv Agusta e Moto Guzzi, che ci spinge a unire i punti di forza di queste grandi aziende.
Cosa può portare di innovativo il vostro prodotto rispetto alla concorrenza?
Mettiamo alla base di un approccio ingegneristico la creatività di tutti i membri del team, facendo nascere soluzioni tecniche assolutamente nuove che rispondono alle esigenze di dinamica e performance, cardini del Motorsport.


La scelta del pilota del vostro mezzo: fate delle audizioni oppure è uno studente anche lui?
Siamo tutti molto appassionati e alcuni del team corrono a livello più che amatoriale in varie discipline, dal cross alla pista. In futuro prevediamo una selezione che potrà riguardare sia membri del team che altri studenti universitari di Padova.
Parlando di un’altra realtà italiana presente nel contest Motostudent, quali sono secondo voi I punti a vostro vantaggio e quali a vostro svantaggio?
La profonda conoscenza della dinamica della moto grazie alle macchine e agli studi a nostra disposizione, anche per il fatto che il nostro stesso responsabile ha scritto il libro che stanno studiando tutti gli altri team per progettare la loro moto, sono sicuramente un grande vantaggio per noi. In ciò, paradossalmente, si riflette anche il principale svantaggio: non possiamo semplicemente a partecipare, dobbiamo puntare a fare già un ottimo risultato.
Secondo voi, un progetto universitario di questo tipo quanto può essere utile a livello professionale un domani?
Molti di noi hanno già avuto l’occasione di parlare e interfacciarsi con la realtà industriale, con I tempi e i costi del lavoro “vero”. Riuscire ad unire la realtà universitaria (pochi soldi, molto tempo) con le esigenze industriali (poco tempo, molti soldi), e tirare fuori il meglio da entrambe, fa sviluppare nei ragazzi del team una sensibilità che altrimenti apprenderebbero al momento dell’ingresso nel mondo del lavoro. Chi fa questi progetti insomma ha una marcia in più, e le aziende (in modo particolare quelle del Motorsport) se ne rendono conto.
Progetti 2016 e 2017?
Per l’immediato futuro cerchiamo di migliorare sempre, realizzare per tempo la moto e arrivare a provarla in anticipo in pista. Nel più lungo termine, per il 2017 o più avanti, il sogno sarebbe partecipare al CIV con un team di studenti padovani, un po’ come accaduto ad analoghe realtà “ex Motostudent” in Spagna e Italia.
A differenza di molte altre realtà con cui mi è capitato di parlare, all’università di Padova hanno capito esattamente cosa vuol dire lavorare in quest’ambiente. Ci vogliono purtroppo un sacco di soldi. Sanno fin troppo bene che per correre ci vuole denaro, figurarsi costruire da zero una moto competitiva. Tuttavia, la passione come quella dimostrata sinora rende possibile ogni cosa! Per questa ragione io dico che bisogna tener d’occhio questo team di lavoro, potrebbero uscire dei nuovi geni rivoluzionari!