lunedì 21 marzo 2016

La nuova stella varesina?

Inutile parlarne: il nostro vivaio pullula letteralmente di talenti motociclistici. D’altro canto, la nostra nazione è culla delle più importanti case motociclistiche di sempre. Purtroppo come tutti sanno, il denaro gioca un ruolo fondamentale, tanto da essere quasi sempre un fattore discriminante. Per colpa sua, molti giovani piloti si perdono per strada. Molti di questi non riescono ad esprimersi al meglio, altri invece hanno un talento così puro da lasciare il segno ogni volta. Alessandro ne è un esempio.

Alessandro, un pilota proveniente dalla provincia di Varese, un ragazzo come tanti, con un polso davvero molto snodato. Dove è nata la tua passione per i motori?

Il mio amore per i motori credo sia presente dalla mia nascita, nella mia famiglia c'è sempre stata passione. Mio padre e mio zio avevano un kart 125 e andavano a correre con quello, insomma tutti appassionati di velocità. L’unico problema è che io amavo le 2 ruote e non le 4; così all'età di 4 anni mio padre vendette il suo kart per comprarmi la mia primissima minimoto e da li nacque tutto

La tua carriera motociclistica è iniziata nelle file del progetto HIRP. Come ti sei trovato e come si svolgevano le giornate?

La mia carriera iniziò principalmente nel Campionato Italiano Velocità con le minimoto; nel 2007 grazie a una selezione nel trofeo Honda entrai a far parte del progetto HIRP, un progetto fantastico che aiutava i ragazzi ad imparare le tecniche per “andare forte”, utilizzavamo delle NSF100 tutte uguali per far sì che non ci fossero diversità di prestazioni e far emergere i talenti. Ci insegnavano sia dalla parte teorica che dalla parte tecnica, era una scuola per piloti fatta e finita.

Poi il passaggio nel moto estate, nella Duke 200. Moto tutte uguali gestite allo stesso modo, il pilota quale vero ago della bilancia. La stagione di gare in questo contesto ti ha soddisfatto?

Il passaggio alla duke200 è stato un vero “miracolo” per così dire, è arrivato per caso. Dopo l’avventura con Honda mi sono dovuto fermare per ben 3 anni per mancanza di budget. Un giorno leggendo sul giornale ho scoperto questo trofeo dove assegnavano delle borse di studio ai più veloci in una giornata di test precampionato. Vinsi la borsa di studio e decisi di prendere parte al trofeo. La stagione è stata fantastica, il concetto di moto tutte uguali è davvero bello e aiuta a far emergere i talenti, esattamente come il trofeo Honda di qualche anno prima.

In una categoria come questa, la preparazione fisica del pilota gioca un ruolo importante. Quali allenamenti segui principalmente?

La preparazione fisica è molto più accentuata che in altra categorie, senza quella non vai da nessuna parte in un campionato alla pari ciclisticamente parlando. Facevo 2 ore al giorno di palestra per 6 giorni alla settimana con allenamenti specifici per potenziamento muscolare, esercizi per mantenere basso il battito cardiaco sotto sforzo, controllare la respirazione ed esercizi per migliorare l'equilibrio.

Il passaggio dalla duke 200 alla MV Agusta 675 del team Gimotorsport, decisamente un Gran Salto. Quali sono state le difficoltà maggiori?

Le difficoltà maggiori sono state principalmente l'adattamento alla potenza in fatto di cavalli erogati dalla moto e l'adattarsi all'elettronica e allo spostamento dei pesi in sella che la Duke200 non aveva. Si parla di più di 120cv della MV in confronto ai 20-25 della Duke dopotutto.

Ti ritieni soddisfatto della tua stagione con MV?

Mi ritengo molto soddisfatto perché mi sono abituato in fretta alla cilindrata e sono riuscito ad andar forte già da subito.

Quali sono stati secondo te i punti più felici e quelli più difficili?

Io direi che è stato tutto molto difficile, a partire dalla categoria nuova e agli avversari molto più esperti per arrivare alla messa a punto della moto e alla concentrazione del weekend di gara.

Girare al Mugello e non avere ancora 18 anni: primo test con best lap in 2.00 basso, direi non male davvero! Cosa si prova a girare nel Tempio?

Senza nulla togliere alle piste del trofeo motoestate ma quando fai il primo giro nel Tempio è un'emozione spaventosa! indescrivibile direi, ci ho giocato talmente tante volte con la Playstation che mi sembrava di averci già girato! siamo andati subito forte nonostante i freddissimi 13 gradi di aria quindi direi che è stato un bel traguardo.

Se tu potessi scegliere idealmente la moto con cui l’anno prossimo, in qualsiasi categoria, cosa sceglieresti?

L'anno prossimo (quest'anno in sostanza) il mio obbiettivo sarebbe continuare con l'F3 che ho già “conosciuto” poi il sogno ovviamente sarebbe correre con una bella Moto2.

Progetti per l’anno prossimo? A cosa aspiri nella tua carriera motociclistica?

I miei progetti potrebbero essere moltissimi, ovviamente il problema è sempre lo stesso del budget, con Gimotorsport stiamo trovando una soluzione valida per continuare insieme, certamente siamo sempre alla ricerca di qualcuno che ci accompagni nella nostra avventura.
Per concludere ringrazio il Motoclub Internazionale MVagusta per l'aiuto che mi ha dato nel 2015, ringrazio altrettanto il team Gimotorsport per l'incredibile opportunità e ultimo ma non meno importante mio padre che mi supporta e mi accompagna da tutta la mia vita.

Ogni occasione che gli si è presentata, l’ha sfruttata al meglio, lasciando il segno nei cuori e nei ricordi di chi l’ha supportato nelle sue gare. Il vero dispiacere è che talenti come il suo molto spesso si “disperdono” nell’etere motociclistico per un fattore del tutto indipendente dalle corse, ossia il denaro.  Tutti sanno che correre costa, ma perdere personaggi così è sicuramente il più grosso dispiacere che noi possiamo fare al Motociclismo nazionale e alle future generazioni.