mercoledì 16 marzo 2016

Tenete d'occhio UniBS!

La nostra amata terra tricolore, dal punto di vista ingegneristico, si sta muovendo moltissimo. Grazie alla presenza nel palinsesto mondiale di una competizione dedicata alle giovani menti che si prodigano in questo magico mondo, si respira finalmente aria di novità. Tra questi, la facoltà della università di Brescia approda in questa sfida. Non sono degli sprovveduti del settore motorsport, hanno già alle spalle la costruzione ben riuscita di due vetture da corsa. Ovviamente, le quattro ruote sono completamente diverse dalle due, ma in questa università nessuno ha paura di lanciarsi in nuove sfide.


UniBS, una facoltà non nuova ai progetti motoristici. Cosa avete prodotto sinora?

L’avventura di UniBS nell’ambito delle competizioni motoristiche comincia nel 2013 quando una dozzina di studenti decidono di creare UniBS Motorsport, sotto la guida del prof. Gadola. Questo progetto si occupa di avvicinare gli studenti ad un diverso approccio all’apprendimento attraverso la pratica, tipicamente anglosassone, del Learning by Doing, consentendo ai futuri ingegneri di comprendere le problematiche che si incontrano nella realizzazione di un progetto reale, al di fuori dall’ambito didattico. La prima competizione a cui UniBS Motorsport partecipa è la Formula SAE: competizione ingegneristica tra università, presente nei più importanti paesi europei ed oltre oceano, che si pone l’obiettivo di realizzare una piccola monoposto in grado di superare diverse prove dinamiche, che valutano la bontà della vettura, e statiche, che ne valutano il progetto e le componenti di innovazione che vengono presentate. La nostra storia passa per Brixia1 (prima monoposto mai realizzata dall’Università di Brescia e qualificatasi poi in gara come 2° Team Italiano e Miglior Team Debuttante) e Brixia2 (che partecipa sia alla competizione italiana sia alla competizione austriaca).  Attualmente siamo concentrati su 3 progetti: Brixia2 Evo (evoluzione della monoposto pronta per partecipare alla più importante competizione internazionale di categoria in Michigan, Stati Uniti a Maggio), BRX250 (La nostra moto di casse PreMoto3 che si confronterà con le università di tutto il mondo ad ottobre ad Aragon) e Brixia3 (in previsione della competizioni Formula Student del 2017)

Come mai vi siete lanciati nella progettazione di una moto?

Forti dei positivi risultati ottenuti nei primi due anni del progetto Formula SAE, approdare alle 2 ruote ne è stata la naturale conseguenza in un territorio fertile alle moto come la realtà bresciana; siamo riusciti a coinvolgere ancora più studenti fortemente motivati e pronti a crescere con noi.

Quali sono i punti di forza del vostro progetto?

I punti di forza saranno una solida ciclistica, frutto di mesi di progettazione, un ampio range di regolazioni possibili e la capacità del team di elaborare i numerosi dati provenienti dalla pista traducendoli in un setting sempre più affinato e un mirato sviluppo dei componenti.

Da quanti studenti è formato il vostro gruppo di lavoro?

Il Team Motostudent è composto da 25 studenti di ingegneria provenienti prevalentemente dall’area industriale dei corsi e siamo suddivisi nelle 7 principali macro-aree di competenza: Ciclistica, Motore, Elettronica, Materiali compositi, Ergonomia, Freni e Analisi costi.

La facoltà che possibilità dà agli studenti che vogliono lanciarsi nel mondo del lavoro?

La partecipazione ai progetti di UniBs Motorsport dà l’occasione agli studenti di potersi confrontare con un problema reale e notevolmente complesso che affianca la progettazione alla competizione, stimolando sia la creatività che lo sviluppo di competenze fortemente richieste dal mondo del lavoro come: team leading, team working, intrattenimento di rapporti con aziende e fornitori, problem solving e naturalmente esperienza. Pur essendo nati da poco ci sono già i primi riscontri in studenti neolaureati che lavorano per aziende del settore di caratura mondiale.

Quali sono secondo voi gli elementi che mancano alle attuali motoGP?

Quelli che conserviamo gelosamente nei nostri laboratori!

Parlando della “vostra” competizione, la Motostudent, a vostro avviso quali sono le squadre da tener d’occhio?

Essendo alla prima partecipazione teniamo particolarmente d’occhio i team con più esperienza: l’italiano Politecnico di Torino (alla sua terza partecipazione) e le università spagnole, un territorio dove la cultura delle competizioni motociclistiche è molto radicata (oltre la metà dei team provengono infatti dalla penisola iberica)

Per quanto riguarda il pilota, avete intenzioni di fare qualche selezione?

Naturalmente per saper sfruttare una buona moto ci vuole un pilota adeguato, abbiamo già iniziato a prendere contatto con alcuni piloti emergenti della zona ma non siamo ancora arrivati ad una nomina. Il nostro pilota ideale deve essere il più leggero possibile, maggiorenne e non deve aver partecipato ad eventi internazionali, ma soprattutto deve essere pronto ad effettuare tutti i tutti i test che i nostri aspiranti ingegneri desiderano fare, dopotutto il nostro è un “laboratorio viaggiante”.

Avete poi intenzione, se il progetto va come deve, di passare a qualche campionato nazionale?

Sicuramente dopo esserci confrontati con le migliori università del mondo il gusto della competizione non si sarà esaurito: la volontà è quella di concretizzare tutto lo sforzo fatto partecipando a qualche tappa del CIV nella categoria PreMoto3 nella stagione 2017.


Da questa facoltà, da questo gruppo di teste matte, ne vedremo davvero delle belle. Non sanno cosa sia la stanchezza, lavorano a 360 gradi su ogni cosa abbia un motore. Tanta energia e voglia di far bene è ben bilanciata con la freddezza del ragionamento e dalle analisi fredde sulla concorrenza, la quale ha più esperienza. Affrontano Tutti gli aspetti della progettazione, incluso i costi, che rappresenta purtroppo il lato meno divertente. Ciò non toglie onore e meriti a questo gruppo; io consiglio di tallonarli da vicino!