giovedì 31 marzo 2016

THE Trainer!

La preparazione fisica non era un fattore così importante, prima dell’avvento di Agostini. Quando comparve sulla scena mondiale, molti lo presero quasi per pazzo dato il suo essere molto preciso: curava tutto della moto, ma soprattutto curava moltissimo il suo corpo. Il suo avvento mise la parola “Fine” al pilota con la sigaretta in bocca e il bicchierino di cuore che dà coraggio, per dare spazio quello che prima di salire in sella scalda anche i muscoli. Grazie a questa evoluzione, nel motociclismo moderno è stata inserita anche la figura del preparatore atletico. Se la moto e il pilota vanno forte, anche la mente del centauro (la vera centralina di tutto) deve essere allenata: per questo 
esiste la figura del mental coach.
Manuel Nevoni è la persona che racchiude queste figure.

Manuel, sportivo da sempre, sia nella mente che nello spirito. Quando hai iniziato a pensare di fare questo lavoro?

Ho iniziato gli studi universitari in scienze motorie, spinto dalla mia passione per lo sport, la competizione e la preparazione fisica. Sono una persona molto ambiziosa con 1000 progetti in testa, così durante gli studi mi sono ''creato'' questo mio lavoro, legando la preparazione fisica e quella mentale allo sport che amavo.

Cosa ti piace e cosa non ti piace di questo lavoro?

Direi che mi piacciono molto le soddisfazioni che questo lavoro mi trasmette, veder i miglioramenti ed i risultati dei piloti che seguo è molto appagante, sia che siano professionisti o semplici amatori; mi piace sperimentare e spingermi verso nuovi traguardi, non si smette mai di imparare ed è bello esser in un mondo in continua evoluzione. Le cose che non mi piacciono non sono legate al mio lavoro ma alla disonestà di alcune persone che ho incontrato nel mio percorso

Come hai fatto ad arrivare in contesti così prestigiosi come il mondiale enduro?


Per un mix di fattori: mi sono specializzato nel motociclismo, ho portato delle novità, ho avuto l'opportunità di lavorare con Nicolò Mori che già in quel momento partecipava al mondiale enduro ed ho dimostrato di saper fare il mio lavoro. Non mi sono inventato strategie di marketing, ho dato prova delle mie capacità.

Che percorso di studi hai fatto? È stato difficile?

Sono Dott. in Scienze Motorie, laureato a dicembre presso l’università di Pisa. Alcuni anni fa invece mi son formato come Mental Coach. Difficile? Beh ottenere la laurea non è stato molto facile, mi sono dovuto impegnare ma anche questo obiettivo è stato raggiunto. La preparazione mentale ha giocato un ruolo fondamentale anche qui.

Quali sono gli errori più comuni per quanto riguarda la preparazione fisica?

Purtroppo ne ho visti di tutti i tipi di errori, non solo da persone che non se ne intendono (e quindi li posso comprendere pienamente), ma pure da finti ''personal trainer'' o istruttori in palestra. Da chi afferma che gli allenamenti cardio non sono utili a chi fa allenare la forza agli avambracci (per evitare che si induriscano in moto...) o chi ritiene che la ''palestra'' non sia adatta.


La preparazione mentale quanto è importante?

E' fondamentale! Una moto si guida prima con la testa, poi con il fisico, e sono tantissimi gli elementi che influiscono in tal senso. La ''preparazione mentale'' meglio detta mental coaching aiuta gli sportivi a gestire autonomamente le proprie attività mentali, sviluppare una mentalità vincente, controllare le distrazioni, programmare obiettivi e raggiungere risultati. C'è chi vuole avere una spalla al suo fianco per riuscire ad esprimere tutto il proprio potenziale, chi invece riesce a cavarsela bene da sé, e chi invece pensa di saperla gestire ma senza riuscirci, come accade per la maggioranza.

Se dovessi preparare un regime di allenamento ad un pilota amatoriale, cosa consiglieresti?

Alternare un allenamento ''in palestra'' con un allenamento in bici o corsa a piedi, penso sia il miglior compromesso.

Quali sono, secondo la tua esperienza, quegli sport “propedeutici” al motociclismo e quelli no?

Bella domanda; sicuramente chi viene dalla mountain bike avrà qualche abilità in più rispetto a chi ha giocato a calcio per anni. E per quanto riguarda il fisico invece direi che chi ha svolto sport di 
resistenza sarà più preparato rispetto chi ad esempio faceva ''massa'' in palestra.

La preparazione di un pilota da enduro e di un pilota da velocità è la stessa?

Non è la stessa perché le richieste fisiche imposte dal tipo di guida sono diverse ma comunque hanno moltissimi punti in comune, niente di così troppo diverso si tratta pur sempre di guidare una moto.

Passando invece all’alimentazione, cosa suggerisci?

Il consiglio è semplice: seguire un'alimentazione sana ed equilibrata, tipo la dieta mediterranea, evitando alimenti grassi e zuccherati. Abbondate di frutta e verdura che non fanno mai male.

Quali piloti seguirai quest’anno?
Di piloti professionisti seguo Nicolò Mori, Davide Soreca (campione del mondo nel 2014) e Mauro Zucca, poi amatori e giovani ragazzi di qualsiasi livello praticanti sia motocross che enduro.


Manuel è stato capace di raggiungere il suo obiettivo con costanza e determinazione, senza mai abbassare lo sguardo di fronte a tutte le difficoltà che gli si sono parate davanti. Questo è da sempre il suo modo di fare e di affrontare ogni sfida, metodologia corretta che ognuno di noi dovrebbe seguire, sia nel motosport quanto nella vita!