mercoledì 27 aprile 2016

Il primo round di Giovanni

Questo week-end, in terra romana sul circuito di Vallelunga, ha preso luogo il primo appuntamento del Michelin Power GP. Dal giovedì alla domenica le nuvole hanno minacciato pioggia, che poi alla fine si è fatta vedere, fortunatamente, quando la gara delle 600 del Michelin PowerGP è terminata.



Dal Venerdi, il Team CZcorse, è stato impegnato con il pilota Menduni a cercare il setting migliore della moto in un circuito dove il pilota non era mai riuscito ad esprimersi al meglio. Le modifiche e il lavoro di finitura della squadra ha poi portato dei risultati soddisfacenti: durante il secondo turno di qualifiche del sabato il cronometro ha sancito un Best Lap in 1:47:500, tempo molto importante per il morale del pilota che non è mai riuscito a scendere sotto il 1:48. Gioia effimera ai livelli di griglia di partenza che lo vedrà scattare dalla quinta fila.

La domenica mattina allo spegnimento dei semafori di partenza, Menduni è riuscito a guadagnare posizioni importanti che lo hanno messo in condizioni di stare nel gruppo dei primi provando ad attaccare più volte gli avversari nei punti dove erano più vulnerabili. A 3/4 di gara con un passo di 1:46:400, un problema all'avambraccio destro ha fatto arrestare la rimonta del pilota facendolo purtroppo rallentare fino a perdere alcune posizioni guadagnate, portandosi a casa la dodicesima posizione a fine gara ma undicesima in campionato, visto che davanti a lui si è qualificata una Wild
Card che non conta come classifica di campionato.

"Mi alleno tanto e sto molto attento all'alimentazione, quindi con il mio fisioterapista dovremo capire quale sia stato il problema che mi ha fatto contrarre il muscolo dell'avambraccio destro" dice Menduni, "Non riuscivo più a frenare forte e ad accelerare" il motivo per cui il pilota ha dovuto rallentare la sua scalata.

Sembrerebbe che con il nuovo team Giovanni possa finalmente ritrovare il fiducia. Il lavoro dei meccanici Zanaboni e Sciubba e del sospensionista è stato fondamentale per questo primo round: in questo primo appuntamento è stato possibile saggiare il vero potenziale del gruppo di lavoro, che si è dimostrato di ottimo livello. Tutti questi elementi sono linfa vitale per il giovane pilota Toscano, il quale sarà ancor più motivato a far bene.

Il secondo Round sarà in terrà romagnola, sul circuito dedicato a Marco Simoncelli: Misano, circuito mitico e da sempre teatro di belle gare, sarà palcoscenico di uno spettacolo ancor più prelibato da parte di Giovanni Menduni?

Il tanto (in)sperato sblocco

Ho avuto l’enorme fortuna di poter intervistare un sacco di piloti, ognuno con la sua storia fatta di sacrifici e di saponette logore. In quest’occasione, ho deciso di fare una chiacchera post-gara con Swan Puzone, il quale nel primo appuntamento del campionato Bridgestone del 2016 non è affatto andato male.

Swan alla prima gara del campionato Bridgestone 2016, come è stato rivivere l’ambiente paddock?

Non ci sono parole: ogni volta che ritrovi persone che sono lì, per la stessa passione è come radunare una grande famiglia che è stata via per lavoro e che ora si riunisce per far festa tutti insieme. Il paddock è un’isola felice e quando sei lì dentro non vorresti stare da nessun altra parte al mondo.

Quest’anno concorri nella categoria Silver, che tipo di piloti racchiude?

Il trofeo è stato suddiviso in quattro categorie principali in base ai risultati dell’anno scorso e al tempo sul giro dei vari autodromi. Siamo all’incirca 7/8 piloti a categoria per un totale di 30 partenti.

La tua R6, in confronto all’anno precedente ha subito modifiche?

La mia R6 è la stessa moto dell’anno scorso, non ha subito nessun tipo di modifica in quanto già molto competitiva, l’unica differenza dall’anno scorso a quest’anno è che sono migliorato io e quindi la moto va un po’ più forte.

Vallelunga, quali punti preferisci e quali non sopporti?

Vallelunga è sempre stata una pista dove nella parte guidata sono sempre stato in difficoltà, quest’anno mi sono rifatto e nel punto più stretto della pista sono riuscito ad effettuare la maggior parte dei sorpassi in gara, mi sono scrollato di dosso le paure che avevo in una curva così ostica per me e non solo per me.

Qualifica e gare come sono andate?

Gara 1: schierato 22esimo su 30 partenti, partenza da dimenticare che mi ha portato fino alle 26esima posizione alla prima curva, finisco la gara in 22esima posizione con recupero di posizioni ad ogni giro, concludendo secondo di categoria nella classe Silver. Invece in gara 2 ho perso alcune posizioni in partenza come la gara del giorno precedente, ma ho fatto una gara piena di sorpassi fino a raggiungere la 19esiam posizione, finendo ancora una volta secondo di categoria. Termino questo primo week end di gara con un passo del 1.50, finalmente ho la testa più libera e riesco a guidare sciolto. Mi sembra doveroso dire un enorme Grazie a tutto il team Sd Racing-team che mi ha permesso questo miglioramento, ringrazio Sara Pozzi sempre al mio fianco e sempre pronta a dire di dare più gas; ringrazio di cuore NUOVA CE e CD NAUTICA, chi mi permettono economicamente di essere qua e ringrazio i miei compagni in pista che sono davvero delle belle persone.

Ti ritieni soddisfatto del tuo risultato? Ci sono stati errori che avresti evitato volentieri?

Devo dire che non mi aspettavo finalmente di sbloccarmi cosi in questo modo, ho girato 6 secondi più veloce dell’anno scorso in condizioni identiche, finalmente posso dire che siamo sulla buona strada e che ho tirato fuori gli attributi come avrei dovuto fare già l’anno scorso. Si, sono felice.

Prossima gara a Misano, circuito amico o nemico?

Pista assolutamente amica, la adoro e sarà la mia gara di casa, quindi gas a martello e vediamo di fare una bella partenza per concretizzare davvero un bel risultato.

Swan, buona la prima! Con queste parole, ha dimostrato che la moto può essere quanto più performante, ma se il pilota ha la testa piena di pensieri, non si va forte. Ora che i pensieri sono nel ripostiglio di casa e c’è meno peso, il gas si può aprire a vangate! 

mercoledì 20 aprile 2016

L'apprendista Tester

La cosa più bella del motociclismo è che non si deve avere una particolare età per iniziare. Puoi iniziare a 2 anni, così come a 20 oppure a 50 anni. È un mondo aperto ed accessibili a tutti, senza alcuna discriminazione. L’unica cosa che può differenziarci è la storia del singolo. Ognuno ha la sua bellissima storia da raccontare. Quella di Antonio mi ha colpito: una faccia così innocente che, a detta di molti, lascia di stucco appena viene coperta dalla visiera del casco. Un altro ragazzino promettente? Vedremo, dalle sue parole, è molto realista.

Antonio, quando hai iniziato a correre nel campionato naked e con che mezzo?

Ho incominciato a correre nel 2013 partecipando alla gara della Roadster Cup del 25 agosto al Mugello in sella ad una Suzuki SV650 che abbiamo preparato un po’ (70 cv scarsi sul rettilineo immenso del Mugello si stancano molto in fretta) io e mio padre assieme ad alcuni meccanici della zona.

Prima di questa esperienza in pista, quanti anni hai passato sulle due ruote?

Prima di questa esperienza, appena fatta la patente per il 50cc, mio padre mi ha fatto fare un corso di guida sicura nel 2012 presso la scuola Rock’n Road Racing di Fabrizio Rivellini, con una Suzuki SV650 a carburatori, e da qui ho incominciato a prendere un po’ di mano. Nel 2013 abbiamo deciso di comprare una moto per pista e ho continuato con il corso avanzato svolto nella pista di Grobnik (Rijeka, HR). Visto che la velocità incominciava a piacermi molto allora, insieme alla mia famiglia, abbiamo deciso di provare a partecipare ad una gara vera e propria.  

Suzuki, bicilindrico ad L. Perché lui e non, ad esempio, un desmodromico o un parallelo?

Quando fu il momento di comprare una moto da pista decidemmo di prendere la suzuki SV650 un po’ perché sono stato abituato fin da subito con quella moto e per cercar di crescere forse era più adatta come caratteristiche: leggera, con un buon motore ed ha un “giro vita” molto stretto che aiuta parecchio nelle curve.


Quali sono secondo te i punti deboli del mezzo?

La Suzuki complessivamente non aveva se non la velocità era un po’ diciamo ridotta rispetto alla Honda e alle altre naked.

Ti ritieni soddisfatto del tuo cammino di crescita oppure hai qualche rimorso?

Tutto sommato mi ritengo soddisfatto del mio cammino, gli unici rimorsi che ho sono quelli di non aver incominciato molto prima che un po’ è dovuto anche alla zona decentrata dove abito (Trieste) rispetto alla patria del motociclismo e poi di non aver subito incominciato a guidare in pista con una moto a 4 cilindri.

Il passaggio da Suzuki a Honda, è stato difficile?

Il passaggio da Suzuki a Honda è stato abbastanza difficile. Purtroppo non sono un pilota esperto, la differenza tra le due moto l’ho sentita moltissimo sia nel modo di guidare che nei comportamenti della moto. Appunto per tali motivi ho il rimorso di non aver incominciato fin da subito con la Honda.

Cosa apprezzi della Hornet e cosa invece rimpiangi della Suzuki?

Della Honda Hornet apprezzo la sua velocità, la sua ciclistica e la sicurezza che dà nel guidarla. Della Suzuki invece rimpiango di averla data via perché era pur sempre la mia prima moto da gara. La prima moto da gara è un po’ come la prima ragazza, quella che ti fa conoscere l’amore la prima volta.

Progetti 2016?

Per il 2016 mi sono iscritto al Trofeo Italia Naked, ex Roadster Cup, cercando di riuscire a partecipare a tutte le gare nonostante l’esame di maturità. Vorrei provare a fare anche qualche gara in salita, per vedere come è l’ambiente anche là.

Sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è quello di riuscire a vivere con questo sport, non per forza come pilota ma anche come tester o comunque qualsiasi lavora che abbia a che fare con la guida di una moto. Poi se la carriera da pilota porterà i suoi risultati sarà ancora meglio!

Il suo obiettivo è altissimo, è un sogno di tanti. È un paradiso piccolissimo, contornato da un purgatorio apparentemente infinito e pieno di baratri. Tanti mollerebbero fin da subito, alcuni di proverebbero, in pochissimi ci riuscirebbero. Lui ce la farà: parla poco e si dà da fare; Lui può farcela.

giovedì 14 aprile 2016

Special con tanto pepe!

Roma, la città eterna, culla di talenti del nostro motociclismo, tra cui Biaggi e Giugliano. Nella città dove si respira arte e vaccinara si possono scorgere anche note di metallo bruciato e olio motore esausto. Nella città degli storici gladiatori e dei campioni che stanno scrivendo la storia recente si scorgono delle officine dove le uniche note che escono sono lo sbattere delle chiavi sul piano di lavoro e il boato dei motori. Ma alla BRT Prototipi si sentono altri suoni: si distinguono chiaramente anche gli ingranaggi nelle loro teste, non smettono mai di creare e di pensarne una nuova! Ho provato a parlare con loro, ma è stata dura, non si fermano un attimo.

BRT prototipi, una bellissima officina romana, inserita in molti contesti. Come è andata questa attività?

BRT nasce per gioco ai tempi del liceo, io e un mio amico cominciammo ad elaborare un Fantic Caballero preso in campagna a 80 km dal box dove avevamo la nostra officina e lo spingemmo fino a destinazione... (con l’aiuto di un Metropolis, scooter della Peugeot); finito il lavoro decidemmo che un giorno avremmo aperto un officina e l'avremmo chiamata BRT ...una volta raggiunto l'obbiettivo decisi di aggiungere prototipi per la natura dei lavori che avremmo voluto fare.

Su quali marchi operate maggiormente?

Maggiormente lavoriamo su marchi italiani, ma non ci poniamo limiti perché ci piace cimentarci con tutto quello che capita.

Oltre ai “soliti” servizi, vi occupate anche di restauro e di preparazioni. Quali sono secondo voi i vostri progetti più riusciti?

Si, ci occupiamo di tutto ciò che riguardano le normali attività di officina di moto; siamo anche molto appassionati di restauro, ma di sicuro la cosa che più ci appassiona sono le personalizzazioni.


Abbiamo fatto molte moto nei nostri 16 anni di attività: di sicuro i nostri lavori migliori sono stati quelli su base Bimota (la Sebulba) vincitrice del contest cafè racer al Moto Days 2014, un’altra su base DB4 recensita sulla testata Mondo Ducati, una ducati 999 molto sportiva battezzata "superleggera". Abbiamo osato addirittura mettere mano ad un t-max, portato al Moto Days 2015, chiamato "extreme" e profondamente rivisto.

BRT vincitrice ai Moto Days del 2014 con una special base Ducati. È stato difficile creare una special così?
Creare la Sebulba non è stato difficile, si può definire un lavoro appassionante e oculato; c’è stata una grande sinergia con il committente e con l'ideatore delle carrozzerie (metal bike garage).

Abbiamo fuso idee tecniche e passione, il resto e venuto da se. I risultati si vedono.

L’edizione di quest’anno invece secondo voi come è stata?

La manifestazione non è stata male se si considera che purtroppo viene dopo quella di Milano e Verona dove vengono sparati i colpi migliori. Ma anche qui a Roma ci siamo difesi molto bene.

Avete qualche progetto orientato alla pista?

Si, quest'anno parteciperemo al trofeo Supertwins con una ducati 4 valvole guidata dal pilota Ivano Pigliacelli  e nelle ultime 3 gare avremo un altro pilota da seguire nella stessa categoria.

Altri progetti nel 2016?


Molti: avvicinare più persone possibili alle mini GP (VMC) perché hanno costi contenuti e fanno divertire moltissimo, far bene nel trofeo supertwins e creare almeno 3 special di alto livello… non necessariamente in quest’ordine, ma vogliamo alla fine farle tutte!

Ottenere queste risposte vi assicuro che è stata abbastanza dura, ma dalle loro Opere si capisce che per loro il tempo è solo un ingrediente per concretizzare la loro arte. Questa parola non può essere definita con contorni universalmente comprensibili: alcuni la interpretano con un curva fatta alla perfezione, altri con una virgola nera sull’asfalto, altri ancora con un’opera statica che tutti ammirano. BRT si è messa in testa di concretizzare tutti queste visioni; e se ci riuscissero? Solo chi li seguirà, lo scoprirà!


mercoledì 6 aprile 2016

Tosto, fino alla fine

Altro autodromo, altra regione, altri talenti. Altri sguardi carichi di determinazione e voglia di vincere. Tra questi, le differenze che li caratterizzano sono i ragionamenti che fanno per ottenere il successo. I più metodici si creano un percorso più lungo e graduale, mentre i più audaci si lanciano in sfide e competizioni sulla carta impossibili da poter vincere. Tra questi due estremi ci sono milioni di soggetti, la mia attenzione è caduta su Francesco. Un ragazzo come tanti, guida una delle tantissime R6 che sono presenti nelle griglie di partenza. Un pilota come tutti gli altri, però mi ha colpito. Ho deciso così di raccontare la sua storia recente.

Francesco, un altro pilotino interessante che milita nei nostri campionati. Come sei arrivato a concorrere nel Trofeo Italia Expert? Quando hai iniziato a correre?

Ciao! Dunque ho iniziato a correre nel 2013 nel Trofeo Italiano Amatori Pro K Cup 600 partecipando a malincuore solo a 2 gare per problemi di budget! In questi anni di gare non sono mai riuscito a finire del tutto una stagione per vari problemi.
Ho iniziato a pensare di poter partecipare per questa stagione al Trofeo Italia nella categoria Expert 600 quando finalmente a settembre dello scorso anno ho trovato lavoro acquisendo la sicurezza finanziaria che negli ultimi anni mi è sempre mancata. Guardandomi attorno in questa lunga pausa invernale mi sono accorto che questo trofeo ha una formula appropriata alle mie esigenze, infatti permette a piloti che come me corrono in forma totalmente privata di potersi comunque cavare le proprie soddisfazioni.!

Prima del trofeo amatori, hai preso parte a qualche competizione per farti le ossa?

Ho iniziato a farmi le ossa alla tenera età di 13 anni!! In quell’ anno ho partecipato alle mie prime gare con una minimoto cinese regalatami dai miei nonni nel trofeo UISP categoria Senior Economica...da li a poco la mia passione per le competizioni è letteralmente esplosa!
Stagione dopo stagione,minimoto dopo minimoto, sono sempre più cresciuto arrivando a laurearmi campione regionale UISP categoria Senior A nel 2010, a competere nel 2011 ai massimi livelli e vincere gare nel CIV minimoto nella categoria Open A e nel Trofeo Italia UISP nella categoria Senior A in veste di pilota ufficiale per la casa costruttrice DM; infine, mi sono laureato nel 2012 vicecampione regionale UISP nella categoria Senior B vincendo tutte le gare a cui ho partecipato.

Parliamo delle ultime tue stagioni di gare: Trofeo Italiano Amatori PRO K Cup 600 nel 2013; Trofeo RR Cup 600 nel 2014. Racconta un po’

Per quanto riguarda il 2013 non c’è molto da dire...è stata la mia prima stagione in sella ad una moto 600 facendo il salto diretto dalle minimoto, le uniche 2 gare a cui sono riuscito a partecipare nel Trofeo Italiano Amatori mi sono servite molto come esperienza per poter affrontare la stagione successiva. Nel 2014 sono arrivate le prime soddisfazioni, ho iniziato la stagione entrando subito nella top10 nella prima gara che ho disputato al Mugello; il miglior risultato stagionale sono riuscito ad ottenerlo subito dopo nella gara di casa ad Imola conquistando un 5° posto assoluto, un 2° posto nel Challenge Yamaha ed un 3° posto nell’ Under 30 in gara 1, mentre in gara 2 ho perso il podio nelle 2 sotto categorie per pochi millesimi piazzandomi al 6° posto assoluto.
Sono arrivato infine all’ultima gara al Mugello con l’obiettivo di concludere il campionato al 5° posto assoluto, al 2° nel Challenge Yamaha ed al 3° nell’ Under 30; purtroppo le cose non sono andate secondo i piani...al 3° giro di gara sono incappato in una brutta scivolata all’ingresso della curva Casanova-Savelli a causa di una gomma anteriore difettosa distruggendo completamente la moto, fortunatamente ne sono uscito illeso!
Nonostante la caduta sono comunque riuscito a terminare la stagione al 9° posto assoluto, al 6° nell’ Under 30 ed al 5° nel Challenge Yamaha ritenendomi comunque abbastanza soddisfatto visto il livello del Trofeo RR CUP di quell’ anno ed il pacchetto che avevo a mia disposizione per correre 
ho corso tutta la stagione con una Yamaha R6 del 2006 praticamente di serie seguito da solo un meccanico e la mia famiglia.

A tuo avviso, cosa manca a queste competizioni per sfondare ed avere ancora più successo?

Secondo me una soluzione ottimale sarebbe oltre a dividere le varie categorie in base alle prestazioni dei piloti, sarebbe opportuno reintrodurre come accadeva pochi anni fa la suddivisione in classi anche per quanto riguarda le prestazioni delle moto (Stock ed Open), in questo modo anche piloti amatori con mezzi quasi totalmente di serie potrebbero riuscire a gareggiare con costi “limitati” praticamente ad armi pari con i migliori della categoria

Hai lasciato il segno in tutte le gare che hai affrontato, portando a casa tantissimi risultati. Qual è la tua ricetta vincente?

Fin dall'inizio ho sempre cercato di correre il più possibile con i migliori piloti delle varie categorie in cui ho partecipato iscrivendomi sempre a campionati di livello piuttosto alto; cerco sempre di studiare il più possibile i miei avversari e di imparare da loro... infatti fin dalle minimoto ho preso sempre spunto dai primi guardando per esempio lo stile di guida adattandolo al mio per cercare poi di migliorarlo ulteriormente!! Comunque oltre ad essere molto tecnico, il motociclismo è uno sport anche piuttosto mentale che mette spesso alla prova il carattere dei piloti anche se non sembra dall’ esterno, personalmente parlando ho affrontato molti sacrifici e situazioni delicate
lungo questi anni di gare, la mia vera ricetta vincente se così si può dire non risiede tanto nello studio della tecnica ma nel fatto di non aver mai mollato e nemmeno pensato di farlo anche nei momenti più difficili quando invece sarebbe stata la cosa più facile e logica da fare!!
In questo sport la mentalità vincente vale più di qualsiasi allenamento o moto performante che sia

Ti senti soddisfatto della tua stagione 2015?

Purtroppo nel 2015 sono riuscito a partecipare solo alla prima gara del Trofeo Amatori per motivi di budget, ottenendo un risultato non troppo esaltante a causa del poco tempo avuto a disposizione per cucirmi addosso la nuova moto...posso dire però di essere abbastanza soddisfatto del lavoro di messa a punto svolto sulla moto nel corso della stagione, allenandomi spesso in vista
del 2016.

Hai affrontato ogni stagione con una Yamaha R6, come mai questa scelta?


Ho iniziato a correre nella 600 con una R6 trovata usata ad un buon prezzo, andando avanti nelle varie gare mi sono sempre più abituato a questa moto e sono riuscito ad adattarmi e ad apprezzare le sue caratteristiche, anche quando a fine stagione 2014 ho dovuto cambiarla a tutti i costi per la caduta fatale al Mugello, ho subito pensato ad un altra Yamaha R6 magari più aggiornata! Personalmente parlando mi sono molto legato al marchio in questi anni e credo che un motivo ci sia se è l’unica moto che da 10 anni praticamente non subisce modifiche e rimane comunque competitiva sempre ai massimi livelli

Potessi scegliere, quale moto vorresti guidare?

Nella categoria 600 oltre alla R6 l’unica moto che mi incuriosisce è la MV Agusta F3, ma la moto che più di tutte vorrei in assoluto provare è la nuova R1! (è inutile ho un debole per la Yamaha)

Hai mai pensato al passaggio alla 1000cc?

Ci ho pensato molte volte, sopratutto lo scorso inverno quando dovevo cambiare moto! ! Devo ammettere che mi affascina molto la massima cilindrata ma prima di effettuare il salto di categoria voglio migliorare ancora nella 600 provando magari a vincere o almeno ad ottenere dei buoni risultati in qualche trofeo o campionato

Progetti 2016?
Sono molto fiducioso per questo 2016 anche se sarà tutto fuori che una stagione semplice! Avrò finalmente il budget necessario per partecipare a tutte le gare però sarò costretto ad affrontarla in forma del tutto privata contando solo sulla mia famiglia e su me stesso senza nessun team, meccanico o altro aiuto di sorta! So molto bene che tutto questo comporterà parecchi sacrifici però mi sono allenato molto duramente per affrontarla questo inverno e sono riuscito finalmente a trovare anche il giusto equilibrio psico-fisico che da tanto tempo mi mancava, riscoprendo così la fiducia totale in me stesso!!
Il mio obiettivo per questa stagione sarà terminare tutte le gare almeno sul podio provando a giocarmela di volta in volta e perchè no, se le cose andranno per il verso giusto mi piacerebbe poter puntare anche a vincere il trofeo.


Un pilota come tanti, con tanti sacrifici alle spalle e la voglia di primeggiare. Non si è lanciato con avidità e presunzione in competizioni blasonate dove poteva, molto facilmente, fare una magra figura. Ha fatto le sue scelte in maniera ponderata, calcolando costi e possibilità di poter far bene, come fecero i campioni SBK tempo addietro. Un approccio più “pane e salame” per risultati comunque ottimi e, perché no, molto gustosi!