mercoledì 20 aprile 2016

L'apprendista Tester

La cosa più bella del motociclismo è che non si deve avere una particolare età per iniziare. Puoi iniziare a 2 anni, così come a 20 oppure a 50 anni. È un mondo aperto ed accessibili a tutti, senza alcuna discriminazione. L’unica cosa che può differenziarci è la storia del singolo. Ognuno ha la sua bellissima storia da raccontare. Quella di Antonio mi ha colpito: una faccia così innocente che, a detta di molti, lascia di stucco appena viene coperta dalla visiera del casco. Un altro ragazzino promettente? Vedremo, dalle sue parole, è molto realista.

Antonio, quando hai iniziato a correre nel campionato naked e con che mezzo?

Ho incominciato a correre nel 2013 partecipando alla gara della Roadster Cup del 25 agosto al Mugello in sella ad una Suzuki SV650 che abbiamo preparato un po’ (70 cv scarsi sul rettilineo immenso del Mugello si stancano molto in fretta) io e mio padre assieme ad alcuni meccanici della zona.

Prima di questa esperienza in pista, quanti anni hai passato sulle due ruote?

Prima di questa esperienza, appena fatta la patente per il 50cc, mio padre mi ha fatto fare un corso di guida sicura nel 2012 presso la scuola Rock’n Road Racing di Fabrizio Rivellini, con una Suzuki SV650 a carburatori, e da qui ho incominciato a prendere un po’ di mano. Nel 2013 abbiamo deciso di comprare una moto per pista e ho continuato con il corso avanzato svolto nella pista di Grobnik (Rijeka, HR). Visto che la velocità incominciava a piacermi molto allora, insieme alla mia famiglia, abbiamo deciso di provare a partecipare ad una gara vera e propria.  

Suzuki, bicilindrico ad L. Perché lui e non, ad esempio, un desmodromico o un parallelo?

Quando fu il momento di comprare una moto da pista decidemmo di prendere la suzuki SV650 un po’ perché sono stato abituato fin da subito con quella moto e per cercar di crescere forse era più adatta come caratteristiche: leggera, con un buon motore ed ha un “giro vita” molto stretto che aiuta parecchio nelle curve.


Quali sono secondo te i punti deboli del mezzo?

La Suzuki complessivamente non aveva se non la velocità era un po’ diciamo ridotta rispetto alla Honda e alle altre naked.

Ti ritieni soddisfatto del tuo cammino di crescita oppure hai qualche rimorso?

Tutto sommato mi ritengo soddisfatto del mio cammino, gli unici rimorsi che ho sono quelli di non aver incominciato molto prima che un po’ è dovuto anche alla zona decentrata dove abito (Trieste) rispetto alla patria del motociclismo e poi di non aver subito incominciato a guidare in pista con una moto a 4 cilindri.

Il passaggio da Suzuki a Honda, è stato difficile?

Il passaggio da Suzuki a Honda è stato abbastanza difficile. Purtroppo non sono un pilota esperto, la differenza tra le due moto l’ho sentita moltissimo sia nel modo di guidare che nei comportamenti della moto. Appunto per tali motivi ho il rimorso di non aver incominciato fin da subito con la Honda.

Cosa apprezzi della Hornet e cosa invece rimpiangi della Suzuki?

Della Honda Hornet apprezzo la sua velocità, la sua ciclistica e la sicurezza che dà nel guidarla. Della Suzuki invece rimpiango di averla data via perché era pur sempre la mia prima moto da gara. La prima moto da gara è un po’ come la prima ragazza, quella che ti fa conoscere l’amore la prima volta.

Progetti 2016?

Per il 2016 mi sono iscritto al Trofeo Italia Naked, ex Roadster Cup, cercando di riuscire a partecipare a tutte le gare nonostante l’esame di maturità. Vorrei provare a fare anche qualche gara in salita, per vedere come è l’ambiente anche là.

Sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è quello di riuscire a vivere con questo sport, non per forza come pilota ma anche come tester o comunque qualsiasi lavora che abbia a che fare con la guida di una moto. Poi se la carriera da pilota porterà i suoi risultati sarà ancora meglio!

Il suo obiettivo è altissimo, è un sogno di tanti. È un paradiso piccolissimo, contornato da un purgatorio apparentemente infinito e pieno di baratri. Tanti mollerebbero fin da subito, alcuni di proverebbero, in pochissimi ci riuscirebbero. Lui ce la farà: parla poco e si dà da fare; Lui può farcela.