giovedì 14 aprile 2016

Special con tanto pepe!

Roma, la città eterna, culla di talenti del nostro motociclismo, tra cui Biaggi e Giugliano. Nella città dove si respira arte e vaccinara si possono scorgere anche note di metallo bruciato e olio motore esausto. Nella città degli storici gladiatori e dei campioni che stanno scrivendo la storia recente si scorgono delle officine dove le uniche note che escono sono lo sbattere delle chiavi sul piano di lavoro e il boato dei motori. Ma alla BRT Prototipi si sentono altri suoni: si distinguono chiaramente anche gli ingranaggi nelle loro teste, non smettono mai di creare e di pensarne una nuova! Ho provato a parlare con loro, ma è stata dura, non si fermano un attimo.

BRT prototipi, una bellissima officina romana, inserita in molti contesti. Come è andata questa attività?

BRT nasce per gioco ai tempi del liceo, io e un mio amico cominciammo ad elaborare un Fantic Caballero preso in campagna a 80 km dal box dove avevamo la nostra officina e lo spingemmo fino a destinazione... (con l’aiuto di un Metropolis, scooter della Peugeot); finito il lavoro decidemmo che un giorno avremmo aperto un officina e l'avremmo chiamata BRT ...una volta raggiunto l'obbiettivo decisi di aggiungere prototipi per la natura dei lavori che avremmo voluto fare.

Su quali marchi operate maggiormente?

Maggiormente lavoriamo su marchi italiani, ma non ci poniamo limiti perché ci piace cimentarci con tutto quello che capita.

Oltre ai “soliti” servizi, vi occupate anche di restauro e di preparazioni. Quali sono secondo voi i vostri progetti più riusciti?

Si, ci occupiamo di tutto ciò che riguardano le normali attività di officina di moto; siamo anche molto appassionati di restauro, ma di sicuro la cosa che più ci appassiona sono le personalizzazioni.


Abbiamo fatto molte moto nei nostri 16 anni di attività: di sicuro i nostri lavori migliori sono stati quelli su base Bimota (la Sebulba) vincitrice del contest cafè racer al Moto Days 2014, un’altra su base DB4 recensita sulla testata Mondo Ducati, una ducati 999 molto sportiva battezzata "superleggera". Abbiamo osato addirittura mettere mano ad un t-max, portato al Moto Days 2015, chiamato "extreme" e profondamente rivisto.

BRT vincitrice ai Moto Days del 2014 con una special base Ducati. È stato difficile creare una special così?
Creare la Sebulba non è stato difficile, si può definire un lavoro appassionante e oculato; c’è stata una grande sinergia con il committente e con l'ideatore delle carrozzerie (metal bike garage).

Abbiamo fuso idee tecniche e passione, il resto e venuto da se. I risultati si vedono.

L’edizione di quest’anno invece secondo voi come è stata?

La manifestazione non è stata male se si considera che purtroppo viene dopo quella di Milano e Verona dove vengono sparati i colpi migliori. Ma anche qui a Roma ci siamo difesi molto bene.

Avete qualche progetto orientato alla pista?

Si, quest'anno parteciperemo al trofeo Supertwins con una ducati 4 valvole guidata dal pilota Ivano Pigliacelli  e nelle ultime 3 gare avremo un altro pilota da seguire nella stessa categoria.

Altri progetti nel 2016?


Molti: avvicinare più persone possibili alle mini GP (VMC) perché hanno costi contenuti e fanno divertire moltissimo, far bene nel trofeo supertwins e creare almeno 3 special di alto livello… non necessariamente in quest’ordine, ma vogliamo alla fine farle tutte!

Ottenere queste risposte vi assicuro che è stata abbastanza dura, ma dalle loro Opere si capisce che per loro il tempo è solo un ingrediente per concretizzare la loro arte. Questa parola non può essere definita con contorni universalmente comprensibili: alcuni la interpretano con un curva fatta alla perfezione, altri con una virgola nera sull’asfalto, altri ancora con un’opera statica che tutti ammirano. BRT si è messa in testa di concretizzare tutti queste visioni; e se ci riuscissero? Solo chi li seguirà, lo scoprirà!