giovedì 5 maggio 2016

Arancio sbiadito

Su 100 piloti che intraprendono la strada per raggiungere l’olimpo della MotoGP, forse 3 o 4 ci riescono. Come ben sappiamo, gli ostacoli da superare sono moltissimi, tra cui concorrenza e denaro. Proprio per quest’ultimo, per quest’anno Paolo ha dovuto prendersi un anno di stop. Una carriera breve, finora, ma con piazzamenti importanti nelle categorie che contano.
Paolo, un altro bogia del nostro motociclismo. Quando hai iniziato a correre?
Ho iniziato a correre nel 2010 nella Moriwaki Cup, per me era tutto nuovo perche venivo da 4/5 allenamenti a magione con l'rs125, la mia prima moto da strada. Mi sono ritrovato ad intraprendere un campionato senza conoscere gomme slick, telai la gran premio e setting delle sospensioni .
Hai avuto il piacere di correre con delle 2 tempi nelle categorie minori?
Con il 2 tempi purtroppo non ho disputato nessuna gara ma solo qualche allenamento prima di iniziare a correre immagino sia una categoria molto divertente ma chi lo sa magari un giorno mi capiterà di farci una gara
2013, trofeo del centauro a Vallelunga, è stata una manifestazione positiva? Ti piace il tracciato romano?
Il trofeo  del centauro per chi è di Roma e molto positiva come manifestazione perche puo disputare 5 tappe sul tracciato romano cosi da portare a casa un bel bagaglio di esperienza e di allenamento, poi il tracciato di casa a mio parere e sempre quello preferito
Hai preso parte ad altre competizioni con la R6?
Con la R6 ho corso nel trofeo Motorex e nello stesso anno anche nel centauro: nel motorex purtroppo ho saltato tre gare per problemi tecnici ed economici quindi alla fine il mio piazzamento era nullo; poi nel 2013 ho partecipato al trofeo del centauro e alla classifica metzeler, che ho vinto entrambe; in più, ho fatto il national trophy dove anche li ho saltato due gare ma questa volta per problemi tecnici finendolo 8°
La vittoria nel 2014 nella formula Duke 200, raccontaci come è andata. Il campionato, secondo te, avrebbe ancora successo se riproposto? 

Alla fine del 2013 mi avevano proposto di fare la selezione del ktm duke trophy, alla quale mi sono presentato. Ho partecipato a questa giornata di test, la moto mi è piaciuta fin da subito: poco motore, gomme stradali (quindi poco grip) e possibilità di regolazione delle sospensioni quasi zero… quindi, tornato da questa giornata di test mi sono detto: le moto sono tutte uguali quindi qui esce fuori chi ha più esperienza e chi osa di più. Mi sono iscritto al campionato e ho visto che il livello era molto buono, eravamo uno più smaliziato dell'altro quindi mi piaceva sempre di più. Gara dopo gara, mi sono sempre divertito,fino a quando sono riuscito a vincere la competizione.
Poi nel 2015, sempre su KTM, nel RC390 Trophy, in un palinsesto di altissimo livello, il CIV. Come potresti descrivere quelle gare e quel periodo?
Beh, la 390 è stata una bella esperienza, purtroppo iniziata bene e finita male. Siamo partiti dai test che avevamo un buon rapporto con la moto, iniziamo il campionato ed eravamo già primi e abbiamo continuato su questa strada fino alla penultima tappa: a Imola ho rotto tre motori e la sfiga mi ha costretto al ritiro della gara e a 0 punti in classifica, stessa sorte all'ultima tappa del Mugello. In qualifica sul bagnato avevo conquistato la pole ma nel secondo turno ero protagonista di una brutta caduta dove ho sbattuto la testa e mi sono causato un trauma cranico, il giorno dopo ero un po’ frastornato,  in gara non ho potuto dare il 100%, così sono finito 2° in campionato.
Punti di forza e di debolezza della moto arancione?
Il punto di forza della RC390 è la ciclistica che ti permette di fare tante belle cose; mentre la sua pecca è stato il cuore cioè il motore che purtroppo non è performante ed affidabile come quello delle altre moto


L’anno 2016 purtroppo ti vede senza una sella. Come mai?
Nel 2016 mi sono ritrovato senza una sella perchè il mio budget non me lo permetteva. Non si può fare il passo più lungo della gamba, spero per il 2017 di trovare qualche sponsor che mi aiuti ad affrontare una nuova stagione.
Sogni nel cassetto?
il mio sogno nel cassetto era di arrivare nel mondiale dove ora si trovano tutti ragazzi come Locatelli e tanti altri, coi quali ho corso, ed ora loro sono là. Io invece, per il momento, sono qui a casa a lavorare e ad aspettare il momento migliore.
Fare la riserva, stare nei box, è una cosa che non piace a nessuno. Figurarsi ad un pilota dove Paolo, che freme dalla voglia di dare gas. La sua carriera, contraddistinta dalla presenza costante del colore arancio, in questo momento è opaca per via della polvere. Non è detto, però, che a breve ritornino toni ben più accesi. Non ci si arrende di certo, qualche gara si può ancora fare. Buttare così un talento è un peccato.