lunedì 23 maggio 2016

Il capobranco ligure

Gli anni passano, così come le stagioni motociclistiche. Si arriva in un particolare momento dove si tirano le somme, cercando di capire se si è stati in grado di lasciare il segno oppure no. Tanti si ritengono semplicemente soddisfatti nell’aver portato a casa qualche coppa dei pareggiamenti, altri invece non sono mai contenti. Esiste anche una terza categoria: i cannibali. È una specie piuttosto rara, i cui esemplari non smettono mai di andare in moto, iniziano sin da giovani e non mollano mai, dando tantissimo gas sempre e ovunque. Ci sono casi, addirittura, dove riescono a creare dei “branchi” di motociclisti, i quali lo seguono fedelmente. Un esempio calzante è Alessandro Traversaro.

Alessandro, quando è iniziata tutta la passione per le moto?

La mia passione è iniziata proprio da bambino, ricordo che non avevo 6 anni che da mia nonna tutti i mesi mi facevo comprare la rivista “Tuttomoto”.

Dal 2000 al 2010, anni passati in autodromo a collezionare vittorie e soddisfazioni: quali sono stati i momenti da incorniciare?

Momenti da incorniciare in tanti anni ce ne sono stati parecchi, dalle prime vittorie in 250 con una Aprilia fatta in casa e tenuta assieme dal nastro americano alle vittorie in due categorie (600 e 1000) in un giorno solo con mano rotta e caviglie slogate che non stavo in piedi, alle prime volte che avevo battuto il Record della pista di Varano e ne avrei da raccontare per ore. Nel mio piccolo devo dire che di soddisfazioni me ne sono tolte parecchie.

Hai guidato moltissime moto, dalla 250 passando per Honda fino alla attuale Yamaha R1. Tra queste quali ti sono rimaste nel cuore? Ne hai qualcuna che vorresti provare?

Io penso che ogni periodo ha la moto del momento, c’è stato il tempo dell’Aprilia, poi Honda, lo scorso anno Yamaha e ad oggi Kawasaki e ancora Yamaha; per curiosità vorrei riprovarle tutte ma nelle moto c’è evoluzione tutti gli anni e sinceramente più nuove e moderne sono e più mi piacciono. Poi tra tutte se dovessi scegliere, proverei il Gilera Crono che è stata la mia prima moto con cui ho corso da ragazzino.

Sei detentore dell’attuale record di Varano, 1.07.9. Secondo te quali sono i punti dove si riesce a fare il tempo?

Ti devo correggere ma il Record adesso è di 1’07.060 che ho abbassato lo scorso anno con la R1. Secondo me non ci sono punti particolari dove bisogna fare il tempo ma bisogna essere il più veloce possibile in tutta la pista e costruirsi il tempo mangiando decimi e centesimi in ogni punto.

Sei molto riconosciuto a livello nazionale, come mai non hai mai corso all’estero?

Il problema numero uno, come la maggior parte di tutti è il budget: mi sarebbe ovviamente piaciuto molto e ci speravo una decina di anni fa, quando correvo nel Team Rumi dove c’erano piloti più lenti di me che facevano il mondiale Stock ma purtroppo questo è uno sport molto costoso e per andare avanti ci vogliono molti soldi o sponsor. Ma sono comunque molto soddisfatto dei risultati che ho fatto.

Oltre ad essere pilota (e vincente), sei anche istruttore in pista. Quali sono secondo te le doti di un buon insegnante in questo settore?

Ogni istruttore sicuramente ha il suo metodo di insegnamento, io cerco di spiegare quello che avrei voluto sapere quando andavo in pista le prime volte o quando sto girando e vorrei che qualcuno mi dicesse qualcosa per abbassare i tempi e questo è quello che cerco di trasmettere quando faccio i corsi.

Parliamo di LigurBike, su quali circuiti opera maggiormente e in che settori del motociclismo si orienta?

Ligurbike è stata creata da me e altri amici una decina di anni fa ed essendo un Moto club si occupa di diversi settori dal cross all’enduro ma principalmente alle corse e alle prove libere in pista. Negli anni si è rafforzato il rapporto con l’Autodromo di Varano de’ Melegari dove organizziamo diverse giornate di prove divise in gruppi in base ai reali tempi di ognuno in modo da far girare sia l’amatore che il pilota in tutta sicurezza. Quest’anno faremo anche un paio di date sul nuovo tracciato del Cremona Circuit con le stesse modalità che portiamo ormai avanti da anni della divisione in gruppi.

La stagione 2015, cosa ti ha fatto sorridere e cosa ti ha lasciato l’amaro in bocca?

La stagione 2015 è stata molto ricca di soddisfazioni in quanto ho abbassato i miei personali tempi sul giro un pò in tutte le piste che sono stato e ho portato a casa tante vittorie. L’amaro in bocca? No dai, direi che non ho amaro in bocca.

Invece nel 2016, correrai ancora e in che competizione? Qualche membro della ASD si farà avanti nel mondo delle competizioni?

In questo 2016 farò il National Trophy classe 1000 SBK assieme al Team J’Angel di Roma con una Yamaha R1 e poi con la Kawasaki zx10 preparata dal Centro Moto Rapallo, farò il Trofeo Moto Varano, Valceno Cup e la wild card in qualche altro trofeo. Di membri della asd sono in molti a fare competizioni nei vari Trofei a livello Nazionale e con grandi soddisfazioni… Nel 2015 infatti ha vinto il Trofeo Motoestate classe Race Attack, Andrea Carniglia, sempre Trofeo Motoestate classe Naked, Rudy Gaggiolo e poi tanti piazzamenti d’onore per tanti altri.

Ha da sempre dato gas ed ha sempre portato a casa risultati importanti. Purtroppo, come moltissimi, non è stato capace di fare il “colpaccio” per colpa del vile denaro. Ma questo suo insuccesso non l’ha scoraggiato, ma ha creato un gruppo di purosangue come lui, i quali tengono alto il nome della sua Asd. Alessandro può essere definito senza troppi giri di parole un leader e non un semplice dirigente di un’associazione qualsiasi. Ha gli attributi e lo sta dimostrando.