lunedì 9 maggio 2016

L'impegno totale

Come ogni anno, molti team si lanciano nelle competizioni della propria nazione cercano di primeggiare con i loro mezzi, i loro piloti e i loro tecnici. Si cerca sempre di competere nei contesti che hanno quanto più possibile visibilità, quindi possibilità di recuperare sponsor. Lo sponsor, la “femme fatale” del motociclismo: senza di lei, non riesci a vivere in questo mondo. Ma nella vita, chi non osa non otterrà nulla. Con questa filosofia, il team DDT-RF si lancia nelle competizioni italiane ed europee.

Team DDT-RF Racing, dove nasce tutto questo?

Il Team nasce nel 2009 dalla collaborazione di due amici: Diego Milloch, trevigiano, collaboratore in una concessionaria di moto, molto appassionato del settore e della velocità (pilota), e un imprenditore trevigiano, Diego Vettorello, anche lui spinto dalla passione per le moto e le corse. Il loro incontro è stato concreto e produttivo fin da subito: l'entusiasmo dei due ha coinvolto i primi sponsor e cosi è iniziata la nostra avventura. A Diego Vettorello dobbiamo molto, ci ha insegnato che quando si mette entusiasmo nelle proprie azioni si può raggiungere ogni obiettivo. La sua frase preferita è: un passo alla volta, se puoi sognarlo puoi farlo. Da quel giorno, noi non abbiamo mai smesso di sognare. Negli anni si sono poi aggiunti tecnici e meccanici che hanno valorizzato il nostro cammino, fino ad arrivare ad oggi che possiamo vantare la preziosa e fondamentale assistenza e collaborazione tecnica di RF Racing.

Da quante persone è composto il team e quali ruoli ricoprono?

Ad ogni gara, le persone che gravitano all'interno del team, per sfruttare la sinergia e dare il massimo, sono una decina. Le figure fondamentali sono: Riccardo Feltrin tecnico sospensionista, Mauro Rizzi e Guido Bonvicini assistenza tecnica, Lino Ronchese supporto tecnico, Daniele Corvezzo meccanico, Roberto Trevisiol gestione hospitality, Davide Casarin fisioterapista, Maria Teresa Chiorra cuoca, Laura Bettiol project manager, Diego Vettorello e, ovviamente, il pilota Diego Milloch.

Correte con Kawasaki, come mai questa scelta?

La nostra scelta è stata semplice: la nuova Kawasaki zx10r 2016 è una moto estremamente efficace e competitiva. É stata semplice perché abbiamo già disputato diverse gare con il modello precedente, ottenendo ottimi risultati e vittorie.

Quali aree del mezzo sono state oggetto della vostra rivisitazione?

Le moto di serie oggi hanno raggiunto un livello tecnico molto elevato. Si possono raggiungere da subito ottime prestazioni. Nonostante questo, per ricercare il massimo bisogna lavorare sulla messa a punto, sostituendo alcune componenti come l'impianto elettrico, la centralina, le sospensioni ecc. Si tratta di trasformare un mezzo progettato per la strada in una moto performante in pista, dove viene sottoposta a criticità meccaniche e dinamiche. Le difficoltà che abbiamo oggi sono nel reperimento dei componenti racing: trattandosi di una moto nuova, tutte queste parti sono ancora in fase di sviluppo e produzione.

Il vostro pilota, Diego Milloch, è stato scelto oppure è da sempre stato un membro attivo del vostro gruppo?

Il nostro Team nasce per seguire il pilota Diego Milloch, al quale negli anni si sono alternativamente uniti altri piloti. La nostra realtà non è sicuramente complessa, per questo da un paio di anni beneficiamo della collaborazione di un altro grande Team, RF Racing, dal quale attingiamo esperienza e supporto per le gare di campionato.

Quale è la storia sportiva del vostro pilota Diego?


“Dalla strada alla pista”, ecco la sua storia. Non inizia fin da piccolo con le minimoto, come altri piloti hanno fatto, seppure la passione per i motori e le corse devi averla scritta nel DNA… Il pilota Diego Milloch inizia a frequentare il circuito con la moto stradale, ma fin da subito la passione amatoriale ha lasciato il posto ad un serio impegno sportivo e agonistico che l’ha spinto a puntare ad obiettivi sempre più impegnativi. Dalle prove libere alle prime gare il passo è stato breve, quasi naturale. Valuti di partecipare a qualche campionato… l’idea diventa la possibilità, la possibilità diventa un progetto, il progetto diventa un obiettivo, ed eccoci qua.

Nel vostro storico, quali sono stati i momenti più belli e quelli più difficili?

Per un pilota e il team, il momento migliore si identifica sempre con le vittorie e il raggiungimento, o il superamento, degli obiettivi che ci si pone. Detto questo, nella storia del Team ci sono stati diversi momenti memorabili, come anche momenti difficili. Il più difficile è stato proprio l’anno scorso: un brutto incidente occorso al pilota Milloch durante un test invernale a Cartagena ha compromesso tutta la stagione, e sicuramente abbiamo vissuto una fase dura e frustrante. Quest’anno sembra che i problemi fisici del pilota siano parzialmente risolti e mi sento di dire che sarà un campionato pregno di emozioni e di soddisfazioni

Per la stagione 2016, avete deciso di dedicarvi sia ad una competizione nazionale, il Trofeo Italiano Amatori (classe 1000 Pro), e al Alpe Adira Championship (Campionato europeo SBK). Si tratta di uno sforzo davvero impegnativo. Quali sono le motivazioni di questo doppio “impegno”?

Il Campionato Europeo Alpe Adria si preannuncia particolarmente interessante e ricco di emozioni ed è stata una forte tentazione. Naturalmente, affrontando già il Campionato Italiano Coppa Italia con una moto nuova che richiede molte messe a punto, non potremo dedicarci completamente anche a quello europeo. Per ora è prevista la partecipazione come “Wild card” ad alcune gare. È il primo anno che pensiamo ad una sfida così impegnativa, consapevoli che acquisiremo una esperienza che solo un campionato di così alto livello può offrire.

Avete già esperienze nel contesto europeo? Come è il clima nel paddock in confronto a quello italiano?

Proprio per preparare le gare Alpe Adria, abbiamo da poche settimane partecipato come "wild card" ad una gara del campionato croato nel circuito di Rijeka. I piloti dell'Alpe Adria sfruttano queste gare per allenamento in previsione del campionato europeo, quindi il clima che si vive nei paddock é molto vicino a quello del contesto europeo. Con questa unica esperienza alle spalle possiamo dire che, rispetto al campionato italiano, lì abbiamo riscontrato una dimensione non più rilassata ma sicuramente più socievole e amichevole. É stata, quindi, una esperienza positiva. Per questo, se l’anno prossimo troveremo il necessario appoggio anche dagli sponsor, si potrà partecipare a tutto il campionato.

Pronostici per la stagione che sta per iniziare?

Il nostro obiettivo principale è il divertimento, fare un pronostico ora non è semplice perchè ci sono alcune variabili: tuttora paghiamo lo scotto del grave infortunio occorso al pilota nel 2015 e della messa a punto di una Kawasaki zx10r 2016 ancora "troppo nuova". Il nostro obiettivo è di entrare nella top five.


Un gruppo che punta decisamente in alto, che osa e che potrebbe farcela. Tutti sono molto concentrati nei loro ruoli e con l’obiettivo della squadra in mente: fare bene e vincere. Si tratta di un gruppo di lavoro nato grazie ad una passione comune, alla voglia di portare in alto i propri principi e, soprattutto, il proprio pilota.