lunedì 27 giugno 2016

Foggy girl!

Quando si va a vedere certe manifestazioni di motard e supermotard, si pensa spesso di ritrovarsi a che fare con personaggi grezzi e rudi. L’unica cosa certa, la pazzia e la libertà nei loro occhi. Poi passeggiando per il paddock incontri una ragazza: non è come tutte le altre, non ha su quei completini soffocanti in acetato, ma la tenuta da motociclista.  Occhi chiari, sguardo alla Fogarty e tanta voglia di dimostrare di saper andar forte quanto i maschietti.

Giada Vezzù, un nome che si appassionati conoscono bene, ma quando è nata la passione per le due ruote?

E’ nata da bambina, guardando le gare alla tv e vedendo sempre le moto dei miei cugini, inoltre mamma e papà sono sempre stati appassionati del mondo dei motori. Ci sono cresciuta in mezzo, quindi nella mia famiglia avere una moto è una cosa normale.

Quando hai iniziato a usare un mezzo a due ruote?

La passione per le due ruote si è concretizzata all’età di 11 anni quando sono salita sulla prima mini cross 50 cc, un Malaguti Grizzly con il quale giravo per il prato di casa!

Come mai il motard?

Ho iniziato a praticare il motard con le pit-bike ma dopo aver visto alcune gare di supermotard (con moto di cilindrata 450cc), ho deciso di mettermi in gioco e di provare anch’io quest’esperienza, ed eccomi qua, da allora non ho più smesso!

Hai mai provato una moto da velocità? Cosa ti piacerebbe provare?

Non ho mai provato una moto da velocità, o meglio l’ho provata ma ho fatto circa 500 metri, (dovevo spostarla in occasione di una fiera) era una Honda CBR 600 RR, sono stati 500 metri di pura emozione. Mi piacerebbe molto provarne una in pista! Inoltre mi piacerebbe provare una macchina da rally! Tutti mezzo molto tranquilli e confortevoli insomma!

Quali sono le gare che, secondo te, ricorderai per tutta la vita?

Sono molte le gare che porterò nel mio cuore per sempre anche se ogni gara ha i suoi ricordi positivi e negativi. Ora non saprei dirne una in particolare… ogni gara è un mondo a sé. 


Tra i momenti negativi, in quale hai pensato di aver toccato il fondo?

Quest’anno, stagione 2016, mi sentivo super in forma, organizzatissima: io e la mia moto un’unica cosa. Dopo le prime gare ho avuto un’importante rottura al mio mezzo, successivamente ha iniziato ad avere problemi e poi nuovamente rottura importante, ho dovuto utilizzare per 2 gare di fila la moto di un altro ragazzo. Questo è molto demoralizzante perché i sacrifici per fare questo sport sono molti e le spese, sempre molto elevate, sono andate ad aggravarsi con questi inconvenienti che sembrano portati dall’ignoto in quanto risultano inspiegabili. Ma come dicono tutti, ci rialzeremo più forti di prima!

Fuori dalle piste, Giada che persona è? Al di fuori delle moto, cosa la emoziona?

Fuori dalle piste sono una persona solare (ma lo sono anche in pista), sono una persona che cerca di impegnarsi nel proprio lavoro, sono una ragazza femminile ma senza eccessi. Sono una tutto fare e mi adatto ad ogni tipo di circostanza senza crearmi problemi. Le cose che mi emozionano sono le persone che ho a cuore e i rapporti che vivo con loro, famiglia, amore e amicizia.

La preparazione atletica e quella mentale: secondo te, quali delle due è più trascurata dall’amatore medio?

Secondo me l’amatore medio trascura la preparazione atletica e nega proprio l’esistenza della preparazione mentale. Ossia, molti credono che l’allenamento non serva a nulla quindi trascurano la preparazione atletica; altri invece credono che l’allenamento sia tutto; più uno è allenato e automaticamente più va forte, invece non è così. La mente è importante tanto quanto il fisico, inutile avere un fisico allenato ma una mente poco lucida e concentrata a dare sempre il massimo in ogni condizione.

Progetti 2016-2017 e sogni nel cassetto?

Progetti 2016/2017 non so, intanto voglio portare a termine nel miglior modo possibile questa stagione e sperare che tutto vada per il verso giusto. Sogni nel cassetto, andar più forte in pista di come vado ora.


Una valchiria dalla chioma bionda in mezzo a tanti mostri. Questo è quello che si vede ogni weekend di gara.  Sulla griglia di partenza sono tutti centauri amanti del suono monocilindrico e dei salti, tranne Giada: lei è una valchiria a cavallo della sua CRF sgomita e scalcia per la vittoria. La stagione è iniziata male per lei, ma già dall'appuntamento di Jesolo il vento è cambiato, con un ottimo terzo posto nella categoria Open. Avanti così!