lunedì 6 giugno 2016

Le piccole pesti novaresi

L’enorme creatività, che ha da sempre caratterizzato il popolo italiano, si sfoga in ogni settore: dal design alla cucina, dalla chimica alla letteratura. Nemmeno il motociclismo è escluso. Oltre ai soliti nomi noti che tengono alto il tricolore nel mondo, ci sono delle realtà più piccole ma molto apprezzate sia a livello nazionale che estero. Non hanno certo un nome blasonato, ma i loro prodotti sono di eccelsa qualità.

Rotek, azienda novarese che fa delle pitbike il suo mercato principale. Quale è la storia dell’azienda e dei suoi modelli?

Rotek nasce nel 2006 come semplice espressione di moto fatta per passione! Ma, già al debutto, vince
tutto quello che c’era da vincere: Rotek e Mario Rolandi sono stati i primi campioni italiani della specialità Pitbike MX. Poi, negli anni a seguire inizia la produzione, affinando sempre la moto dell’anno precedente, da sempre Rotek è sinonimo di Alluminio made in Italy. Ad oggi sono state prodotte più di 140 Rotek, nelle tipologie MX (cross) e SM (motard).

Come mai avete puntato alle pitbike da motard e da cross piuttosto che alle midimoto da velocità?

Come dicevo, Rotek nasce dalla voglia di fare qualcosa di esclusivo, nato per correre. La midi/minimoto, non conoscendola, non mi interessava, ma poi abbiamo iniziato a farci una cultura su questo mondo e abbiamo iniziato a fare qualcosa che spero interessi alla gente.

Per quale motivo un utente dovrebbe preferire una Rotek ad altri modelli?

Se un pilota cliente, cerca qualcosa di esclusivo, e non di assemblato, non può che scegliere una Rotek: TUTTI i pezzi di una Rotek sono esclusivi, autoprodotti, e difficilmente compatibili, su altre pitbike. Con una Rotek hanno vinto in tanti, dall’amatore al più esperto: quindi, il nostro è un prodotto facile, performante e molto intuitivo.

In quali campionati siete impegnati? 


In Italia, direttamente nei campionati più importanti SM e MX abbiamo Team che usano Rotek. Siamo presenti anche in scenari europei dove abbiamo importatori che svolgono attività in Francia, Inghilterra  ed Estonia.

Dalla moto per tutti gli utenti alla moto da corsa per pochi utenti: la PM3. Chi ha avuto l’idea di lanciarsi in questo ambizioso progetto?

Si tratta un progetto nato per volontà mia e del genitore di un ragazzino che correva con noi. La voglia di affermarci e di dimostrare la nostra bravura nel creare moto da competizione esclusive ci ha motivato a creare la PM3, un nuovo mondo per Rotek e una nuova sfida per tutti i nostri clienti.

 In quali campionati può essere impiegato la PM3?

Nel Civ nel Cev e nelle gare 4T 250cc, nella categoria PreMoto3

La scelta è caduta sul motore Sherco: come mai non vi siete affidati ad aziende con ben altra esperienza?

Mi piace non seguire il branco, amo le sfide e a volte ho un buon intuito. Poi, perché non un motore Sherco? Sanno fare dei motori molto buoni, nel loro settore sono un marchio esclusivo, che io sappia nessuno dei loro clienti si è mai lamentato del loro prodotto. Una moto esclusiva necessita un motore esclusivo come Sherco.

Pronostici per la stagione 2016?
Fare bene ne Civ e magari qualche apparizione all’estero. ...sin dal debutto, abbiamo avuto richieste di vendita della nostra PM3, ed anche richieste di far parte del nostro Team gare: nel 2017 soddisferemo chi crede in Rotek!


Cercando un po’ sul web, si leggono testimonianze di utenti Rotek sempre più esaltati dal loro acquisto e dalle performance del proprio mezzo. Un’azienda che vuole crescere non può fermarsi a godere dei complimenti della clientela, ma deve sempre più osare e migliorarsi. La PreMoto3 potrebbe essere definita come una “naturale evoluzione” del mondo Rotek, ma anche un’interessante opportunità per esplorare il motociclismo di taglia superiore.