giovedì 28 luglio 2016

Bene, ma non Benissimo per Swan

Come da consuetudine, assieme alle gare della Michelin PowerGP si sono svolge quelle della Bridgestone Cup. Il nostro pilota Swan Puzone, conscio dei miglioramenti fatti in occasione della gara a Magione del Trofeo Centro Italia, ha tutte le carte in regola per poter fare bene. Il cronometro gli dà ragione sino al sabato, dove il suo passo è migliorato di circa due secondi.

Malgrado questo miglioramento e sebbene riuscisse a stare tra i primi sei della classifica nella prima parte del circuito, chiude le qualifiche con una 17esima posizione su 32 partenti. La gara purtroppo si è svolta in condizioni di asfalto bagnato, situazione nella quale Swan pecca di inesperienza. La partenza è stata concitata, ci sono stati anche dei contatti, inoltre la pista era bagnata a chiazze, situazione che non gli ha permesso di brillare in questo appuntamento.

Risultato finale? 21esimo assoluto, ma secondo di categoria. Il trofeo d’argento rappresenta una piccola consolazione per il pilota di Riccione, perché gli obiettivi da raggiungere erano ben altri. La preparazione al weekend di gara è stata ottima, fatta sulla falsa riga di quella di Magione, tuttavia l’inconveniente pioggia ha vanificato tutto il lavoro.

Un po’ di delusione per Swan, date le condizioni non del tutto favorevoli, ma chi lo sostiene sa perfettamente che questa è solo una piccola parentesi, consci che a fine agosto al Mugello la musica cambierà.

mercoledì 27 luglio 2016

Podio di Menduni a Misano

Si chiude il sipario del quarto appuntamento di campionato Italiano Michelin PowerGP 600 svolto nel circuito di Misano Adriatico che ha visto come grande protagonista il pilota toscano Giovanni Menduni alle prese con una gara resa difficile dalla pioggia battente.

Dalle prove, disputate nelle giornate di giovedì e venerdì, il nostro Menduni ha lavorato con il suo Team CZcorse per rendere la sua Yamaha R6 performante e veloce. Oggetto di molte variazioni sono state le sospensioni anteriori messe poi alla perfezione in condizioni di sole e tanto caldo; anche il motore ha dovuto subire variazioni nell’erogazione della potenza dovendo sostituire i rapporti finali.
Tutti gli altri piloti non sono rimasti fermi a guardare. I progressi fatti da tutti, infatti, hanno portato Menduni ad occupare solo la dodicesima posizione in griglia, anche se con pochissimo distacco dai piloti che lo precedono. Menduni non si lascia scoraggiare da questo risultato: è conscio del fatto che una buona partenza lo potrebbe aiutare tantissimo, senza contare che in gara riesce a concentrarsi molto di più.

Al mattino della domenica tutto il sole dei giorni passati si nasconde dietro a delle nuvole fitte, nere e cariche di pioggia, che non fanno ben sperare nelle condizioni di asciutto. I tecnici si mettono subito a lavoro preparando il necessario all’eventuale condizione di “wet race”.

All’ingresso in pista la visiera di Menduni inizia a riempirsi di goccioline, il pilota fa cenno di portare in griglia di partenza anche le gomme da bagnato. Motore a 16000 rpm, si spegne il semaforo e si parte, Menduni effettua una partenza magnifica che da dodicesimo lo vede già occupare le primissime posizioni, ma il gruppo non inizia nemmeno a  scremare che subito inizia a piovere ed i commissari di percorso sono costretti a dare bandiera rossa e a far uscire tutti dalla pista per permettere ai tecnici di sostituire gli pneumatici slick con le rain.

Pronti per una nuova partenza, Menduni ancora scatta fortissimo mettendosi subito quarto dietro al terzetto dei piloti più veloci. Durante la gara perde posizioni arrivando ad essere ottavo ma, riuscendo a migliorare giro dopo giro recupera terreno imponendosi davanti agli altri terminando così la gara sull’ultimo gradino del podio. Una gara vera, di quelle concitate, spettacolari per chi le vede dagli spalti, adrenaliniche e concitate invece per piloti e meccanici.

“Mi sono divertito come un matto con la mia Yamaha sotto l’acqua, ho avuto degni avversari ai quali però ho tenuto testa, sono felicissimo per l’ottimo risultato che quest’anno stavo aspettando, adesso ci prepariamo per la prossima tappa del Mugello dove farò di tutto per poter salire sul gradino più alto del podio”

Queste le parole di Giovanni Menduni, un pilota mentalmente distrutto e fisicamente stressato dopo una gara del genere, ma con una coppa in mano tutte queste sensazioni spariscono, a favore di sorrisi infiniti ed abbracci pieni di gratitudine. La strada intrapresa è quella giusta oppure “gara bagnata gara fortunata” ? Nessuno per ora può dirlo.

lunedì 25 luglio 2016

Partenza a razzo per Lolli

Ogni pilota assomiglia un po’ ad una torta: ogni impasto per sprigionare al massimo il suo sapore e la sua fragranza deve riposare e crescere. Per farlo ci vuole tempo, così come i piloti: con l’esperienza, che si acquisisce con costanza, si ottengono i risultati. Chissà se Paolo Lolli, giovane personaggio emergente nella 600 del Motoestate, sarà in grado di farci vedere delle gustose gare nelle categorie internazionali. Per ora lo sta facendo molto bene nelle gare appena trascorse tra Franciacorta, Varano e Modena. Pochi grilli per la testa e tanta sostanza, come le merende della nonna.

Paolo Lolli, tutti ricci e sorrisi. Che persona è?

Sono una persona molto solare, mi piace stare in compagnia, cerco di trovare del positivo in quello che la vita mi offre, di farne tesoro e di imparare dagli errori che faccio; sono molto determinato, dopo una caduta cerco di raccogliere sempre qualcosa (metaforicamente parlando, non pezzi di carene...) e di rialzarmi ancora più motivato!

Le tue prime esperienze in moto a quando risalgono?

In moto ho iniziato relativamente tardi, purtroppo ho saltato le minimoto, scuola di quasi tutti i piloti; il primo vero contatto con le due ruote l'ho avuto nel 2011 con una Pit bike, inizialmente per svago poi l'anno dopo mi sono iscritto ad un campionato ed è iniziato tutto.
Pitbike: motine estremamente divertenti, ma secondo te sono anche utili per chi corre in velocità?
Con le Pit bike mi sono divertito tantissimo, secondo me sono molto utili per imparare a far scorrere la moto e ad entrare molto forte in curva.

In quali competizioni hai preso parte con le PitBike?

Mi sono iscritto al Mobster Challenge nel 2012, un trofeo monomarca di Pit bike prodotte a Torino, il livello era alto e mi sono trovato in mezzo a tanti piloti con tanta esperienza su quelle piccole moto, questo mi ha permesso di imparare in fretta e a fine anno ho iniziato ad affacciarmi nelle prime posizioni. Nel 2013 ho deciso di riprovarci e con l'esperienza acquisita l'anno prima sono riuscito a vincere il campionato. Questi due anni mi hanno insegnato molto, oltre alla guida ho imparato a conoscere i valori di questo sport.

Poi la Duke200: monocilindrico KTM, pochi cavalli, ciclistica buona e tanto gas. Come è stato battagliare in mezzo a tutti quei piloti con armi praticamente identiche?

Nel 2014 sono passato alle ruote alte nel Duke 200 Trophy, un campionato combattutissimo e con piloti di grande talento e esperienza, anche in questa occasione nel corso delle gare sono cresciuto molto e sono arrivato a fine campionato giocandomi le posizioni di vertice in un gruppetto scatenato. Ho imparato a stare nel centro della bagarre e a cercare la minima occasione per passare.

Il grandissimo salto, dalla 200 alla 600cc supersportiva: team InPist@, una seconda famiglia, praticamente. I risultati che hai portato a casa sono dimostrazione della qualità del mezzo, dei meccanici e delle persone attorno a te.

Nel 2015 il grande salto, il passaggio alla 600, è arrivato un po' per caso, all'ultimo momento grazie a Federico Ravera che mi ha messo a disposizione la sua moto e la struttura del Team Inpist@ con il meccanico Marco Gariglio dell'officina 101. E' stato un anno bellissimo, ci siamo trovati subito bene e abbiamo raggiunto subito ottimi risultati che nonostante i buoni propositi, nessuno si sarebbe aspettato. A fine anno abbiamo chiuso in 2° posizione anche per colpa di uno sfortunato incidente che non ci ha permesso di giocarci la vittoria all'ultima gara; comunque soddisfatti dei risultati ottenuti.

Quest’anno, giusto per non annoiarsi, passaggio da Honda a Kawasaki. Stesso gruppo di lavoro, cambia solo il nome: Team InPist@ - Go Eleven Junior Team. Si sente il peso di questo nome?

Quest'anno si è presentata la grande opportunità di far parte dello junior team creato da una partnership fra il Team Go Eleven e il Team Inpist@, ovviamente bisogna cercare di fare bene, purtroppo l'anno è partito in salita con tanti problemi che ci hanno costretto al ritiro nella prima gara e ad arrivare a lavorare di fino sulla messa a punto della moto solo a campionato inoltrato. Adesso ci siamo e dobbiamo cercare di fare il meglio!

Preferisci Honda o Kawasaki?

Quest'anno siamo passati da Honda a Kawasaki, le moto sono molto diverse ma sono cambiate molte altre cose, ad esempio le gomme, che mi rendono difficile il paragone. Mi ci è voluto un po' di tempo prima di cucirmi addosso la nuova moto ma una volta fatto si è rivelata molto divertente e gustosa da guidare.

In tutta la tua carriera, hai costantemente avuto in box una moto da cross per allenarti. Quanto e come ti alleni con la moto? E in palestra?

Per allenarmi ho una moto da cross 125, un po' vecchiotta ma fa ancora il suo dovere, è l'unica cosa con cui riesco ad allenarmi quando trovo un po' di tempo, non avendo una moto mia e per via del lavoro che mi tiene impegnato. Stessa cosa vale per la palestra, purtroppo non riesco ad andarci spesso per via del lavoro. Cerco di fare il più possibile.

Prospetto della stagione 2016? Sei contento per ora?
Il prospetto per questa stagione è dimostrare di potercela giocare e di ottenere ottimi risultati anche in questa categoria, mostrando a tutti di poter essere sempre competitivi lottando per le posizioni di vertice anche cambiando moto, categoria e avversari.

Nel 2017 hai già qualche idea?

Per quanto riguarda il 2017 tutto dipende da cosa nasce da questa partnership, perché purtroppo per andare avanti siamo a corto di budget e non avendo alcuno sponsor che mi aiuti personalmente a gestire i costi tutto diventa più difficile. Si vedrà, ma pensiamo positivo.

Ad ogni domanda, Paolo ha sempre cercato di dimostrare cosa ha imparato da ogni singola esperienza. Un ragazzo di 20 anni, con questa maturità e questo approccio, può arrivare ovunque. Come in tutte le carriere che emergono in questo universo, la disponibilità economica frena tutto, tranne la passione. L’approccio è quello delle persone di successo, il nostro caro Paolo qualunque strada scelga arriverà ad ottenere ottimi risultati. Spero, per noi appassionati di Motoestate e di motociclismo in pista, che percorri fino in fondo questa via, offrendoci gustose performance.

mercoledì 13 luglio 2016

Swan in Brain Training

Non solo CIV e Power Cup 600 al Mugello, ma anche Bridgestone Cup! Swan Puzone, del team Sd-RacingRunningBike, ha portato a casa un terzo posto di categoria . Il passo tenuto dal pilota di Riccione è stato attorno al 2.07 in gara, contro il 2.12 tenuto costantemente per tutto il venerdì e il sabato. Sebbene ci sia stata un’enorme crescita nel corso del weekend, Swan non si ritiene soddisfatto.

Sente che l’approccio mentale alla gara è sbagliato. Il nervosismo generato anche da piccoli errori nell’impostazione delle curve lo portava ad alzare i tempi, e rigidità nella guida. Il Mugello non è un circuito che ti permette di sbagliare: se si guida rigidi, il cronometro ti rema contro.

Più che per la coppetta sono semi contento del passo raggiunto. Sono sulla buona strada, ma ho una capoccia dura

La spiegazione è cristallina. Swan è atleticamente molto preparato, grazie anche al suo passato da thaiboxer, ma sulla psicologia della gara ci sono ancora molti colpi da incassare.  La prossima gara del trofeo Bridgestone sarà il 23/24 luglio a Misano, circuito molto veloce, dove Swan cercherà di prepararsi mentalmente per la gara domenicale già dal venerdì, per appianare ogni possibile dubbio o nervosismo. Questo approccio al weekend non si può improvvisare come se mettere un adesivo rosso anziché blu, quindi Swan e il team hanno deciso di iscriversi alla gara di Magione del trofeo Coppa Umbria Velocità.

Il primo tentativo ha portato ottimi frutti: fino all’anno scorso Swan non era in grado di scendere sotto il 1.21, ora ha tenuto per tutto il weekend il passo del 1.18. Un’altra nota positiva viene dalle fibre del pilota, che non ha risentito delle condizioni meteo della gara, fatta con 45 gradi nell’aria. Tutte le 13 tornate del circuito sono state fatte con lo stesso passo. Che sia l’inizio di un nuovo Swan, molto più efficace in pista e sereno?

lunedì 11 luglio 2016

Giovanni Menduni: Mugellata storta

Assieme al CIV, nello scorso weekend sul circuito del Mugello si sono disputate le due gare del Michelin Power GP. In questo epico palcoscenico le gare sono sempre belle, sia che si tratti di una normale competizione amatoriale, sia che si parli della MotoGP. Le sue curve disegnate da Madre Natura sono pura gioia. Sapendo che il buon Giovanni Menduni avrebbe preso parte alla gara, ho pensato di fare una telefonata, e mi ha raccontato la sua avventura.

Ciao Valerio, ti spiego come si è andata la mia Michelin PowerGP 600 al Mugello.

Sono partito il Giovedì alle 13:00 perché con il Team avevamo deciso di sfruttare i turni della Promo Racing per fare alcune variazioni di assetto testando un nuovo set up che sulla carta doveva dare buoni risultati. Non è andata come speravamo, quindi siamo tornati ad un setting più vicino a quello precedente.

Il Venerdì abbiamo avuto a disposizione 3 turni di prove libere, li abbiamo sfruttati al meglio per migliorare ulteriormente la moto in condizioni di asfalto veramente caldo ed in vista dell’unica qualifica del Sabato mattina, dava la griglia di partenza per gara 1 e gara 2.
Il Sabato mattina per la qualifica sapevo di non essere al 100% con la moto perché nei giorni precedenti non eravamo riusciti a trovare la quadra. Ovviamente ci abbiamo provato fino in fondo riuscendo a prendere soltanto la 16° posizione. Oltre a non essere veramente apposto con il setting della moto anche la condizione mia non era proprio al massimo. Dover utilizzare un solo turno di qualifiche per giunta al mattino presto non mi ha mai fatto ben sperare quindi ero pronto a dover subire una partenza dal fondo.
Poco prima della partenza mi sono confrontato con il mio capomeccanico arrivando a prendere decisioni drastiche di assetto e rapporti finali , col senno di poi, hanno portato ottimi risultati.
Partenza di gara 1, sotto un sole cocente che non aiutava per niente noi piloti. 

In griglia mi ero prefissato l’obbiettivo di staccare forte alla prima curva San Donato e di prendermi i piloti della seconda fila e cercare di mantenere il ritmo dei primi anche se dovevo provare il nuovo set up dell’ultima mezz’ora. Alla partenza mi sono trovato molto vicino a quell’obbiettivo, non riuscendo a starci mi sono comunque attaccato al posteriore di un pilota che martellava tempi di tutto rispetto, ho fatto la gara su di lui tenendo costantemente la 12° posizione scambiandomela con lui 11°.

Durante la gara vedevo che per arrivargli davanti l’unica maniera era tenerlo vicino e arrivare dopo le Biondetti attaccato a lui, per poi sfruttare il propulsore della mia  R6 in uscita alla Bucine e passarlo poco prima del traguardo. Giro dopo giro ero sempre più convinto di questa tattica quindi nei settori principali lo tenevo a vista senza forzare troppo. Al settimo giro lui aveva rallentato il passo fino riuscire ad affiancarlo in uscita dall’arrabbiata 2 dove me lo sono trovato in traiettoria. A quel punto ho provato ad attaccare ma su una traiettoria troppo interna quindi mi si è chiuso l’anteriore e purtroppo sono scivolato. Peccato perché stavo scendendo sotto i 2.02 sec.
La domenica mattina sono sceso in pista molto presto e ho fatto la mia gara (partiva alle 9.15) senza forzare niente e così ho fatto. Ho chiuso con un 15° posto che non è il mio, è stato un po’ come prendere un pugno nella pancia ma ho dovuto fare così. Il Team mi ha supportato dandomi manforte senza farmi sentire troppo in colpa anche se in realtà me ne sono assunto la responsabilità al 100%, il sabato l’errore l’ho fatto io prendendo una traiettoria non corretta.

Non dobbiamo parlare di sfortuna perché piangersi addosso non serve a nulla, il lavoro che stiamo svolgendo con il Team è più che eccellente e servirà a fare il 2017 al massimo ecco perché il Team non mi ha fatto pesare troppo l’errore. Questo è un anno sabatico per cercare di conoscerci meglio e metterci a posto, sto imparando a lavorare con persone che vogliono il massimo e quindi danno il massimo e mi sto adattando ad un altro tipo di guida.

Insomma, non è andata benissimo, anche il tono di voce faceva intendere una felicità non completa. Gli anni portano esperienza, cambiamenti e rivoluzioni: ci sono momenti di magra, ma anche situazioni che presto arriveranno e porteranno risultati superlativi, come Giovanni ci sta lentamente abituando.

martedì 5 luglio 2016

Fulmini arancioni dalla terra brianzola

Tutte le migliori avventure, sia quelle che portano a risultati esaltanti o deludenti, nascono quasi per gioco. Nascono nei momenti più insperati: a volte dai banchi di scuola, giocando e sognando. Un evento simile deve essere stato il “big bang” che ha portato alla nascita del team BrCorse. La loro presenza nel paddock non è per niente secondaria: le loro spalle, contornate dal nero e arancio delle camicie del team, grosse e fiere, fanno capire chiaramente la mole di sacrifici che hanno fatto e stanno continuando a fare, senza sosta. Non hanno un motorhome esoso come tanti altri team, ma dei modesti furgoni. Non hanno sponsor faraonici, ma lunghe notti in bianco per portare le loro possibilità al massimo. Parlare con Edoardo Mazzuoli è stato molto istruttivo e formativo.

Team BrCorse, giovane realtà brianzola. Quando è nata questa realtà?

Come tutte le cose belle e vere, è nata per gioco. Tutti i componenti attuali del team, lottavano uno contro l’altro, in un campionato amatoriale.
Mazzuoli mise in risalto le sue qualità di pilota, io ed altri quelle tecnico-meccaniche. Edoardo ed aveva bisogno di qualcuno che lo seguisse così, abbiamo messo insieme una piccola squadra iscrivendoci, l’anno seguente, alla Mototemporada Romagnola, allora affilatissima di futuri campioni.

Le prime gare con la RS125 nella Mototemporada, poi la Kawasaki Ninja 250 4 tempi. Come mai questo passaggio?

Il passaggio fu obbligato dalla corporatura di Mazzuoli che si trovava a correre, in una categoria popolata da ragazzini più giovani e minuti; lui, avendo qualche anno, cm e kg in più, faticava sui rettilinei, così nel 2011 siamo passati a Kawasaki, casa alla quale siamo fedeli tutt’ora.

La piccola Ninja come si comporta in pista? Secondo voi è una moto valida?

Non è sicuramente una moto racing, ma è facile da mettere a punto ed è molto formativa inserita in un contesto di continua bagarre quale era la Coppa Italia 125Sp.

Il progetto CIV600: un contesto davvero molto competitivo. Come sono state le prime esperienze?

Edoardo aveva dimostrato ottime qualità laureandosi Vice Campione Italiano 2011 Sp4t, terzo nel 2012 e nel 2013 abbiamo partecipato a metà campionato, essendo sempre molto veloci, per poi concentrarci sulla preparazione del 600 e su alcuni test per permettere ad Edoardo di abituarsi alle moto di grossa cubatura. Abbiamo esordito nel National Trophy come WC nel 2014 dove abbiamo concluso 5° su 40. Un bell’inizio.

Avete deciso di correre nel CIV600 sempre con Kawasaki: come mai questa scelta e non avete puntato su moto che, sulla carta, son più performanti?

In verità abbiamo avuto un ottima occasione durante l’acquisto e conoscendo la casa, i ricambi e la metodologia di lavoro a noi congeniale abbiamo proseguito in quella direzione.

La vostra Ninja, in quali comparti ha subito le modifiche più pesanti?

La base di partenza non è sicuramente una moto racing. Rispetto all’allestimento proposto da Scuderia Platini, la nostra moto si differenziava dalle altre per una forcella completamente sviluppata da noi in collaborazione con Matris Dampers, impianto elettrico e telaietti completamente rivisti per una miglior distribuzione dei pesi.

Avete avuto la possibilità di vivere sia il paddock CIV che quello del Motoestate. Secondo voi, quali sono i pregi ed i difetti di ognuno?

Sicuramente il paddock del CIV è molto professionale. Per i piloti e le squadre è formativo scontrarsi con case ufficiali e piloti ex o da mondiale. Il MES è molto bello per la passione che trasmette e che si vive nel paddock.

I progetti del 2016 sono stati purtroppo condizionati dall’infortunio di Edoardo, il vostro pilota. Cosa prevedeva la tabella di marcia?

Sicuramente il CIV, del quale abbiamo saltato una gara a causa appunto dell’infortunio ma già dal secondo Round del Mugello saremo presenti.  Stiamo aspettando che Monza dia il via libera alla WSBK per partecipare come Wild Card con Edoardo.

Edoardo, centauro decisamente completo: pilota, istruttore e con un sacco di tempo davanti a sé. Quando è nata questa favola?

La mia storia è particolare, ho iniziato a correre in età adulta, ancor prima di correre mi ero comprato le prime moto all’insaputa della mia famiglia. Sono capitato in pista ed è stato amore; dopo la prima giornata ho capito che avevo qualcosa da dimostrare e volevo che le moto diventassero la mia vita.

Prima della 125 nella Mototemporada, in quali categorie hai militato?

Ho partecipato ad un campionato amatoriale organizzato da un forum sempre con delle 125, ma chiamarle Sp mi sembra eccessivo ;)

Il passaggio dalla 125 alla 250 è stato traumatico quanto il passaggio dalla 250 alla 600? Quali sono stati i fattori di rischio?

Il passaggio dalla 125 alla 250 è stato semplice, hanno freni telaio e motore differenti ma alla fine sono la stessa categoria e potenza. Sul 600, all’inizio un po’ di fatica ma non per la velocità, quanto per la precisione necessaria nella messa a punto. Bisogna essere più meticolosi e precisi. Cambia molto anche lo sforzo fisico infatti ora mi alleno tantissimo.

Partiamo con ordine: la ninja 250. Come la si potrebbe definire in breve? Pro e contro?

Nella categoria, rispetto alla Aprilia ha più motore però è molto più pesante e frena molto meno.

Secondo te, cosa è mancato per poter vincere la categoria?

Tolgo il budget, che evito sempre di usare come scusa a differenza di molti, al di la di quello, il primo anno ci è mancata esperienza e nel 2012 siamo stati un po’ sfortunati.

Il passaggio alla 600, sempre Kawa: cosa ti piace e cosa non ti piace della tua moto?

Adoro la posizione in sella che mi sono costruito grazie anche alla pazienza della squadra ed ho a disposizione un ottimo motore. Alle volte vorrei semplicemente essere più a posto più spesso ma ci stiamo arrivando.

Nella prima stagione del CIV600, quale è stata la parola d’ordine?

Nessuna, ho fatto il massimo che ho potuto, raffrontarsi con Roccoli e compagnia bella è dura ma siamo cresciuti molto nell’arco dell’anno e nell’ultimo Round del Mugello, ad ottobre, ci siamo avvicinati sull’asciutto ed ho fatto quella Top10 che penso abbia un buon peso al primo anno di Civ.

Hai mai pensato di correre con una 1000?

Si, ma prima voglio stare davanti con le 600, io corro per vincere e per cercare di diventare un professionista quindi se “ancora” non sono nella parte alta della classifica, significa che ho ancora da apprendere (non che si smetta mai), prima di passare ad una categoria maggiore.

La tua preparazione atletica: quali sono i tuoi punti fermi? E l’alimentazione?

Punti fermi, il ciclismo sicuramente. E’ nato per gioco anche quello, dapprima con la mtb poi con la bici da corsa ora è una passione che coltivo frequentemente. Da quando mi sono rimesso in piedi dopo l’infortunio, ovvero metà febbraio, ad oggi ho nelle gambe 3000km percorsi. Il ciclismo è importante per il fiato e poi alla fine sei sempre su due ruote, nelle discese faccio valere le mie qualità. Cerco di stare in moto quando posso con la minimoto e la Riding School, per quanto riguarda l’alimentazione invece, viste le kcal che brucio mangio molto, cerco solo di evitare le schifezze.

Oltre ad essere pilota, sei ancora istruttore nella Riding School di Pedersoli, scuola nella quale si usa Yamaha: la R6 com’è?

Si da quest’anno Luca Pedersoli mi ha dato la possibilità di entrare nella loro meravigliosa realtà. L’R6 è una moto valida anche se quella che guidiamo è in configurazione stradale. Rispetto alla Kawasaki è più agile.

Invece ritrovarti ad insegnare a persone ben più grandi di te, come ti fa sentire?

Per me è stato un sorta di piccolo traguardo, insegno con campioni di calibro mondiale ed internazionale e ciò fa si, che ogni volta, sia una lezione anche per me. Nella mia carriera non ho mai avuto un ex pilota o tecnico che mi spiegasse come si fa una determinata cosa per questo motivo sono sempre stato molto vigile ed attento nell’osservare gli altri; ora appunto sono in un contesto nel quale ovunque guardi, cresco ed apprendo qualcosa di nuovo. Da Canepa che fa il mondiale, a Migliorati che è tecnico FMI per il Team Italia, a giornalisti del calibro di Ceccotti ed a tutti i piloti, alcuni rivali nel CIV, ogni giorno è una lezione.

Il tuo infortunio ha purtroppo pregiudicato la stagione 2016. Stai già lavorando in ottica 2017 oppure conti di fare qualche gara già quest’anno?

Ma quale 2017, questa settimana siamo al Mugello a lottare veramente. Io sono quasi al 100%, almeno per quanto riguarda la preparazione atletica, meno il piede sinistro che ha subito la frattura scomposta di tutti e cinque i metatarsi. Abbiamo fatto aggiornamenti sulla moto ed abbiamo sulle spalle l’esperienza dell’anno passato per questo, sono fiducioso come mai prima d’ora.


Per fermare Edoardo e il team BrCorse la sfortuna ha cercato di colpirli in maniera tanto precisa quanto devastante, ma sono stati in grado di riprendersi con una velocità senza pari, e questo weekend si sono presentati sulla griglia di partenza del Mugello. Con ben 10 mesi di stop forzato dalle competizioni, un po’ di tensione è più le comprensibile. La doppia gara nel tempio della velocità ha portato ad uno zero in gara1 ed a un 25esimo posto in gara2. Ma, analizzando i tempi e il passo gara, si vedono risultati molto incoraggianti, segno che la strada intrapresa è quella giusta.