lunedì 11 luglio 2016

Giovanni Menduni: Mugellata storta

Assieme al CIV, nello scorso weekend sul circuito del Mugello si sono disputate le due gare del Michelin Power GP. In questo epico palcoscenico le gare sono sempre belle, sia che si tratti di una normale competizione amatoriale, sia che si parli della MotoGP. Le sue curve disegnate da Madre Natura sono pura gioia. Sapendo che il buon Giovanni Menduni avrebbe preso parte alla gara, ho pensato di fare una telefonata, e mi ha raccontato la sua avventura.

Ciao Valerio, ti spiego come si è andata la mia Michelin PowerGP 600 al Mugello.

Sono partito il Giovedì alle 13:00 perché con il Team avevamo deciso di sfruttare i turni della Promo Racing per fare alcune variazioni di assetto testando un nuovo set up che sulla carta doveva dare buoni risultati. Non è andata come speravamo, quindi siamo tornati ad un setting più vicino a quello precedente.

Il Venerdì abbiamo avuto a disposizione 3 turni di prove libere, li abbiamo sfruttati al meglio per migliorare ulteriormente la moto in condizioni di asfalto veramente caldo ed in vista dell’unica qualifica del Sabato mattina, dava la griglia di partenza per gara 1 e gara 2.
Il Sabato mattina per la qualifica sapevo di non essere al 100% con la moto perché nei giorni precedenti non eravamo riusciti a trovare la quadra. Ovviamente ci abbiamo provato fino in fondo riuscendo a prendere soltanto la 16° posizione. Oltre a non essere veramente apposto con il setting della moto anche la condizione mia non era proprio al massimo. Dover utilizzare un solo turno di qualifiche per giunta al mattino presto non mi ha mai fatto ben sperare quindi ero pronto a dover subire una partenza dal fondo.
Poco prima della partenza mi sono confrontato con il mio capomeccanico arrivando a prendere decisioni drastiche di assetto e rapporti finali , col senno di poi, hanno portato ottimi risultati.
Partenza di gara 1, sotto un sole cocente che non aiutava per niente noi piloti. 

In griglia mi ero prefissato l’obbiettivo di staccare forte alla prima curva San Donato e di prendermi i piloti della seconda fila e cercare di mantenere il ritmo dei primi anche se dovevo provare il nuovo set up dell’ultima mezz’ora. Alla partenza mi sono trovato molto vicino a quell’obbiettivo, non riuscendo a starci mi sono comunque attaccato al posteriore di un pilota che martellava tempi di tutto rispetto, ho fatto la gara su di lui tenendo costantemente la 12° posizione scambiandomela con lui 11°.

Durante la gara vedevo che per arrivargli davanti l’unica maniera era tenerlo vicino e arrivare dopo le Biondetti attaccato a lui, per poi sfruttare il propulsore della mia  R6 in uscita alla Bucine e passarlo poco prima del traguardo. Giro dopo giro ero sempre più convinto di questa tattica quindi nei settori principali lo tenevo a vista senza forzare troppo. Al settimo giro lui aveva rallentato il passo fino riuscire ad affiancarlo in uscita dall’arrabbiata 2 dove me lo sono trovato in traiettoria. A quel punto ho provato ad attaccare ma su una traiettoria troppo interna quindi mi si è chiuso l’anteriore e purtroppo sono scivolato. Peccato perché stavo scendendo sotto i 2.02 sec.
La domenica mattina sono sceso in pista molto presto e ho fatto la mia gara (partiva alle 9.15) senza forzare niente e così ho fatto. Ho chiuso con un 15° posto che non è il mio, è stato un po’ come prendere un pugno nella pancia ma ho dovuto fare così. Il Team mi ha supportato dandomi manforte senza farmi sentire troppo in colpa anche se in realtà me ne sono assunto la responsabilità al 100%, il sabato l’errore l’ho fatto io prendendo una traiettoria non corretta.

Non dobbiamo parlare di sfortuna perché piangersi addosso non serve a nulla, il lavoro che stiamo svolgendo con il Team è più che eccellente e servirà a fare il 2017 al massimo ecco perché il Team non mi ha fatto pesare troppo l’errore. Questo è un anno sabatico per cercare di conoscerci meglio e metterci a posto, sto imparando a lavorare con persone che vogliono il massimo e quindi danno il massimo e mi sto adattando ad un altro tipo di guida.

Insomma, non è andata benissimo, anche il tono di voce faceva intendere una felicità non completa. Gli anni portano esperienza, cambiamenti e rivoluzioni: ci sono momenti di magra, ma anche situazioni che presto arriveranno e porteranno risultati superlativi, come Giovanni ci sta lentamente abituando.