domenica 25 settembre 2016

Spider Niccolò

È incredibile come certa gente sia in grado di creare attorno a sé una fitta rete di contati, di affari e garantire un flusso costante di informazioni. Non tutti sono in grado di costruire questa ragnatela e soprattutto mantenerla. Niccolò, straordinariamente, riesce a esserlo, coinvolgendo un sacco di attività. Grazie alle competenze che ha appreso nella vita privata e lavorativa, ora è un buon pilota ed anche un eccellente collaboratore.

Niccolò, un uomo che ha le mani in pasta praticamente in ogni possibile sfaccettatura del mondo moto. Quando è nata la passione per i motori?

La mia passione inizia da piccolo, quando all'età di 8 anni giravo tutto il giorno nel cortile della fabbrica di un mio amico di nome Alex, insieme a lui su due piccole minimoto monomarcia. Si passavano i pomeriggi a fare avanti e indietro nel cortile: bei tempi a fare nulla. Poi ho proseguito con il 50cc, un'Aprilia F1 a 14 anni. Finalmente nel 2004 riesco grazie a mio papà ad aver un Cbr600F con il quale si inizia a formare un gruppo di amici, e assieme creiamo anche un forum motociclistico di nome MOTOPOWER.ORG da cui nasce anche il motoclub FMI Che presiedevo, chiuso qualche anno dopo per mancanza di tempo e risorse. Tutt'ora cerco di mandare avanti il forum ma a fatica diciamo. Poi la velocità in strada non andava bene avendo perso un caro amico Karlos (fondatore del motoclub insieme a noi) quindi iniziammo con la pista e poi le gare negli ultimi due anni, quelle sì che portano la vera adrenalina che  amo provare in sella! Le mani in pasta diciamo che è un pò una mia caratteristica: sono una persona iperattiva, dormo pochissimo e cerco sempre di fare qualcosa che crei sinergie e valore aggiunto alle persone che mi stanno attorno. Grazie agli studi di marketing e imprenditorialità, grazie al lavoro nelle multinazionali Swarovski e alla passione per le moto, sono riuscito a crearmi un bellissimo network di persone con cui collaboro nel lavoro e in questo settore che amo a partire dal motomondiale per arrivare fino alle più piccole realtà. Fortunatamente tanti di questi sono anche diventati grandi amici nel tempo e ci confrontiamo spesso. Spero e credo che la mia forza sia nel riuscire a mettere assieme le potenzialità di tanti per portare tutti ad un risultato migliore. Sembra banale ma l'unione in un mondo ultracompetitivo come il nostro fa la forza, è quello che faccio con tutti i miei sponsor ormai amici come Massimo gomme, visto che è anche grazie a lui se riesco a correre
 Attualmente in pista usi una BMW s1000rr, prima di questa quali moto hai usato in pista? E sulle strade?
Ho iniziato ad andare in pista nel 2007 e attualmente per la pista ho una S1000RR del 2010 acquistata nel 2014 da MilanoMoto.it, un negozio di due ragazzi della mia età fantastici che non conoscevo ma da subito siamo diventati amici e adesso mi aiutano a correre. Prima avevo un'Aprilia RSV4 del 2010 davvero bellissima esteticamente, ma che mi ha fatto molto tribolare anche perché non amo davvero il motore a V. 

Prima, un CBR600RR del 2008 davvero super e ancora prima un CBR900. Fino a quando ho preso questa Bmw, usavo la stessa moto sia in pista che in strada impazzendo con le carene predisposte a fare entrambe le cose e il noioso smonta e rimonta. Ora, da solo qualche mese, sono riuscito a prendermi una motoretta tranquilla per andare in strada, dato che lavoro a Milano.

Pregi e difetti della tua moto attuale?
I pregi della tedesca credo siano l’estetica e i cavalli...sicuramente molto potente. I difetti purtroppo credo che siano in una messa a punto non semplice. Occorre fare molte prove e se sbagli rapporti o interasse forcellone, tende fin troppo facilmente ad impennare. La mia scelta comunque è finita su BMW anche perché molta elettronica era già presente di serie creando quindi meno problemi dopo dovendo aggiungere pezzi after Market difficili da settare. È comunque una moto più adatta a piste veloci e lunghe dove scaricare la sua potenza.
Oltre che pilota, sei anche collaboratore della SCM Racing. Come ci si sente a testare e usare i prodotti che provengono direttamente dalla tua azienda?
A dirla tutta, sono più modestamente un grande amico del proprietario e collaboro con lui su moltissimi fronti, su cui credo si possa lavorare bene.  Meno di due anni fa Stefano di SCM Racing ha iniziato a collaborare ad un mio evento per un altro sponsor e da lì è nato tutto... Ha iniziato a fornirmi i suoi prodotti e io ho iniziato ad aiutarlo al mio modo.
Quali sono secondo te i punti forti della SCM? Su quali invece lavoreresti di più?
Il vero punto forte è la qualità dei prodotti e dei materiali. Si lavora sempre insieme ai piloti di tutte le categorie a partire dalle collaborazioni di altissimo livello, con Pierfrancesco Chili fino a tutti i piloti del Motoestate e di altri trofei che ci aiutano sempre con le loro indicazioni preziosissime.


Parlando invece delle corse, sei soddisfatto della tua attuale stagione?
Quest'anno purtroppo la stagione non è iniziata benissimo. Ai test e alle prime due gare la moto ha sempre dato problemi grossi,soprattutto di elettronica e al cambio. Poi problemi ai freni; nel frattempo anche una scivolata a Varano sotto l'acqua in cui ho combinato un bel po' di danni alla moto. Da Modena finalmente ho cominciato a vedere dei miglioramenti, con la moto che sembra migliorare dopo aver cambiato parecchi pezzi...adesso ci stiamo preparando per l'ultima gara doppia a Franciacorta dove spero di concludere bene la stagione. Se sarò soddisfatto te lo dirò a fine campionato.
Come fai a coordinare tutte le attività in cui sei coinvolto?
È davvero difficile stare dietro a tutto anche perché non riesco mai a dire di no a nessuno e mi piacciono tutte le nuove sfide Comunque Ho due calendari ben distinti. Quello di lavoro e quello delle moto che condivido con la mia povera fidanzata che cerca di mettere appuntamenti anche per le cose nostre in modo che io non fissi altri incontri. Diciamo che dormo poco e utilizzo molto il telefono. Ho oltre 2000 contatti in rubrica. Inoltre cercando di lavorare a progetti comuni per diversi sponsor (Massimo Gomme, SCM Racing, Milanomoto.it, Lesto racing, Rewin, Natural Boom, Ferodo, Motul, Pizzeria bella Napoli, Gabriele Bianchi design, Valfer vigevano Motoclub, Campagnolo carrozzeria) si riesce con minor sforzo a soddisfare più necessità.
Progetti per il prossimo anno?

Per il prossimo anno ci sono ancora poche idee chiare. Tutto dipende dagli impegni che avrò l'anno prossimo a livello lavorativo e dalle possibilità economiche mie e di chi mi aiuta. Probabilmente rifaremo il Motoestate con la speranza che ci sia almeno anche una bella pista adatta alle moto 1000 attuali come la mia; sicuramente continuerò a collaborare e aiutare i miei sponsor come sempre. A me piacerebbe anche iniziare a tenere dei corsi di guida in qualche circuito amico. Da sempre aiuto i neofiti ad avvicinarsi alla pista e cerco di allontanare coloro che amano la moto e la velocità esagerata dalla strada per provare a girare in sicurezza tra i cordoli. Poter trasmettere la mia passione a qualcuno che si avvicina a questo sport sarebbe davvero bello. Ovviamente non potrei fare categorie elevatissime, ma non è ciò che desidero, il mio aiuto sarebbe sul primo passo verso la pista per lasciarli poi in mano a piloti professionisti e farli avvicinare al record della pista. Per ora solo è un'idea,vedremo.
E chi lo ferma? Niccolò ha già in testa di far tutto, ha raggiunto traguardi estremamente difficili e non si vuole fermare. Spero, per gli avversari, che Niccolò non diventi tanto veloce quanto comunicatore, sarebbe in grado di monopolizzare il MES.


domenica 18 settembre 2016

I 4 mori alla carica!

Il motociclismo nostrano si è sviluppato principalmente in quella magica culla, dove si respira davvero aria di motori e di fatica. Terre dove è più facile sentire i vecchietti parlare di carburarori e scarichi a tromboncino piuttosto che della partita. Solitamente, i paesini vicini alle grandi fabbriche della storia italiana come Guzzi o  Ducati sono abitati da generazioni da quelle famiglie che si sono guadagnato da vivere assemblando quelle particolari sinfonie su due ruote. Ci sono però zone dove queste situazioni non si verificano, ma la passione certo non viene meno, nemmeno in una terra come la Sardegna. Dalla terra dei 4 mori esordisce nel 2012 nel CIV una giovane promessa, e da lì la sua fama è via via cresciuta

Walter Sulis, sardo. Una terra dove non c’è una spiccatissima cultura delle 2 ruote. Quando è nata la passione?

Diciamo per passione di mio padre, che a 4 anni ha preso una mini cross per me e mio fratello Lorenzo,ci divertivamo nella terra. Da quel momento è sempre bello andare in moto

Le prime gare come sono andate?

Con le miniGP al campionato HIRP (Honda Italia Racing Project), scuola più che campionato fatto da una selezione che si svolgeva ad Aprilia, nell'omonimo kartodromo. Essendo stato selezionato al secondo anno di frequentazione della HIRP, nel 2011 ho partecipato al Junior Trophy sempre miniGP Honda finendo secondo in classifica generale.

2012 al Mugello con una PreMoto3: cosa si prova a girare nel tempio per eccellenza?

Un sogno,oltretutto con un podio Fantastico sentire l’inno di Mameli da lassù al Mugello.

Dopo una stagione  nel campionato PreMoto3, il passaggio alla vera Moto3, con una FTR. Che differenza c’è tra i due mezzi?

Diciamo che la moto 3 è più impegnativa sia per i cv e per la guida,devi sfruttare fino all’ultimo cv e cm della pista per combattere con i tuoi avversari. La prima gara all’esordio con la Premoto3 è andata molto bene, con un bel 3 posto: avevo la moto perfetta e volevo vincere a tutti i costi.  Non conoscevo nessuno dei miei avversari quindi zero pensieri. La gara si è conclusa alla grandissima, con tanto di volata con Dalla Porta Mazzola e Pagliani: eravamo lì, tutti in 7 millesimi.

Tra le piste italiane, quale preferisci?

Mugello naturalmente. È il tempio italiano in assoluto, con tutti i suoi saliscendi e le velocità di punta superiori a tutti gli altri circuiti nazionali.

Visto l’enorme potenziale che tu hai, sei passato dal campionato italiano a quello spagnolo. Come mai questa decisione?

Siamo stati contattati a settembre 2015 dal l'ex Team Manager di Capirossi (Pierfrancesco Pileri),come fai a dire no! Si tratta senza dubbio di un palcoscenico di primissimo livello, dove è possibile sia confrontarsi con team quasi a livello del motomondiale sia avere un grandissimo ritorno d’immagine.

Il livello medio dei concorrenti è più alto in Italia oppure in Spagna?

Decisamente livello altissimo in Spagna, non per altro è definito il “mondialito”

Con che moto stai affrontando la stagione 2016?

FTR motorizzata Honda del 2013: purtroppo questo è un anno di esperienza; anche se vorresti stare li avanti, la moto non te lo permette, senza contare che i livelli si alzano di anno in anno con le evoluzioni delle moto.

Come ci si sente ad essere l’unico pilota sardo nella storia del motomondiale?

Normalissimo, non è che mi importi tanto la notorietà. A me interessa correre, però fa piacere: è anche una soddisfazione delle persone che ti stanno accanto e lavorano ogni giorno per cercare di darti il massimo.

La tua terra natia, la Sardegna, ti ha supportato come credevi?

Se parliamo di tifosi si, ma per tutto il resto preferisco non commentare.

Progetti futuri? Magari un’altra puntata al Mondiale?

Stiamo lavorando per un futuro, cosa non da poco. Ora il mio team ha preso in gestione la pista di Tramatza, dove praticamente sono nato e dove ancora mi alleno. Incrociamo le dita

Come è successo a tanti, è stato parzialmente abbandonato e cerca di reinserirsi in un contesto decisamente competitivo. Correre con un mezzo nettamente inferiore già sulla carta non è una cosa facile e per far bene purtroppo si tocca il limite troppo spesso. Walter non si perde d’animo e cerca sempre di aiutare chi, come lui, ha fatto delle moto il suo stile di vita.


giovedì 1 settembre 2016

Level UP per Puzone

Il motociclismo ad agosto non si ferma di certo: i fortunati che rimangono a casa dalle ferie ne approfittano per fare giri più lunghi, magari di più giorni, oppure si dedicano alla propria moto, curandola con la calma che solo le vacanze estive possono dare. 


Oppure si dà, come sempre, gas a due mani. Il primo nome che mi salta in mente è Swan Puzone. Durante l’appuntamento della Bridgestone Cup, che si è venuto nel weekend del 27 e 28 agosto, sono stati portati ulteriori miglioramenti, sia per quanto riguarda l’efficacia in pista, sia la preparazione mentale alla gara. Grazie anche a degli ottimi test pre-gara, fatti in condizioni simili, il passo avuto sin dalle prime battute della Q1 del mattino è stato buono; “si inizia finalmente a girare su tempi interessanti!”. Purtroppo i tempi non sono scesi nel corso del pomeriggio, a causa delle alte temperature e ai problemi di ciclistica; a quanto pare, Swan in questo appuntamento è riuscito a toccare il limite dinamico della sua Yamaha R6. Per la gara ha deciso di non toccare nulla, tenendo pure la stessa gomma usata nella Q2. 

La gara della domenica, che si è disputata sotto un sole importante, non ha permesso a Swan di esprimersi come ha fatto in qualifica 1, il monoarmotizzatore aveva bisogno di regolazioni  che prima non erano necessarie, ma il passo tenuto in gara è stato, a detta di tutto il team, molto interessante. Il cambio della sola gomma posteriore e un’ottima condotta hanno permesso a Swan di portare a casa la coppa del secondo classificato di categoria. Nemmeno la squadra pensava che il loro pilota potesse raggiungere certi obiettivi: dopo la gara di Magione, dove è stato sperimentato un diverso approccio mentale alla gara, anche se è necessario lavorare su un aspetto:  la paura di tornare a sentirsi impacciati come nelle prime gare.

Come ha detto Swan Ogni volta che scendo ho sempre la paura che quando risalgo torno ad essere impacciato, ma è solo una fissa mentale perché vedo che ogni volta che risalgo va sempre meglio”. Problema analizzato e compreso, ora è solo da risolvere. In sintesi, ora non ci sono scuse per non andare forte, sta tutto nel suo polso e nel suo cuore.