domenica 18 settembre 2016

I 4 mori alla carica!

Il motociclismo nostrano si è sviluppato principalmente in quella magica culla, dove si respira davvero aria di motori e di fatica. Terre dove è più facile sentire i vecchietti parlare di carburarori e scarichi a tromboncino piuttosto che della partita. Solitamente, i paesini vicini alle grandi fabbriche della storia italiana come Guzzi o  Ducati sono abitati da generazioni da quelle famiglie che si sono guadagnato da vivere assemblando quelle particolari sinfonie su due ruote. Ci sono però zone dove queste situazioni non si verificano, ma la passione certo non viene meno, nemmeno in una terra come la Sardegna. Dalla terra dei 4 mori esordisce nel 2012 nel CIV una giovane promessa, e da lì la sua fama è via via cresciuta

Walter Sulis, sardo. Una terra dove non c’è una spiccatissima cultura delle 2 ruote. Quando è nata la passione?

Diciamo per passione di mio padre, che a 4 anni ha preso una mini cross per me e mio fratello Lorenzo,ci divertivamo nella terra. Da quel momento è sempre bello andare in moto

Le prime gare come sono andate?

Con le miniGP al campionato HIRP (Honda Italia Racing Project), scuola più che campionato fatto da una selezione che si svolgeva ad Aprilia, nell'omonimo kartodromo. Essendo stato selezionato al secondo anno di frequentazione della HIRP, nel 2011 ho partecipato al Junior Trophy sempre miniGP Honda finendo secondo in classifica generale.

2012 al Mugello con una PreMoto3: cosa si prova a girare nel tempio per eccellenza?

Un sogno,oltretutto con un podio Fantastico sentire l’inno di Mameli da lassù al Mugello.

Dopo una stagione  nel campionato PreMoto3, il passaggio alla vera Moto3, con una FTR. Che differenza c’è tra i due mezzi?

Diciamo che la moto 3 è più impegnativa sia per i cv e per la guida,devi sfruttare fino all’ultimo cv e cm della pista per combattere con i tuoi avversari. La prima gara all’esordio con la Premoto3 è andata molto bene, con un bel 3 posto: avevo la moto perfetta e volevo vincere a tutti i costi.  Non conoscevo nessuno dei miei avversari quindi zero pensieri. La gara si è conclusa alla grandissima, con tanto di volata con Dalla Porta Mazzola e Pagliani: eravamo lì, tutti in 7 millesimi.

Tra le piste italiane, quale preferisci?

Mugello naturalmente. È il tempio italiano in assoluto, con tutti i suoi saliscendi e le velocità di punta superiori a tutti gli altri circuiti nazionali.

Visto l’enorme potenziale che tu hai, sei passato dal campionato italiano a quello spagnolo. Come mai questa decisione?

Siamo stati contattati a settembre 2015 dal l'ex Team Manager di Capirossi (Pierfrancesco Pileri),come fai a dire no! Si tratta senza dubbio di un palcoscenico di primissimo livello, dove è possibile sia confrontarsi con team quasi a livello del motomondiale sia avere un grandissimo ritorno d’immagine.

Il livello medio dei concorrenti è più alto in Italia oppure in Spagna?

Decisamente livello altissimo in Spagna, non per altro è definito il “mondialito”

Con che moto stai affrontando la stagione 2016?

FTR motorizzata Honda del 2013: purtroppo questo è un anno di esperienza; anche se vorresti stare li avanti, la moto non te lo permette, senza contare che i livelli si alzano di anno in anno con le evoluzioni delle moto.

Come ci si sente ad essere l’unico pilota sardo nella storia del motomondiale?

Normalissimo, non è che mi importi tanto la notorietà. A me interessa correre, però fa piacere: è anche una soddisfazione delle persone che ti stanno accanto e lavorano ogni giorno per cercare di darti il massimo.

La tua terra natia, la Sardegna, ti ha supportato come credevi?

Se parliamo di tifosi si, ma per tutto il resto preferisco non commentare.

Progetti futuri? Magari un’altra puntata al Mondiale?

Stiamo lavorando per un futuro, cosa non da poco. Ora il mio team ha preso in gestione la pista di Tramatza, dove praticamente sono nato e dove ancora mi alleno. Incrociamo le dita

Come è successo a tanti, è stato parzialmente abbandonato e cerca di reinserirsi in un contesto decisamente competitivo. Correre con un mezzo nettamente inferiore già sulla carta non è una cosa facile e per far bene purtroppo si tocca il limite troppo spesso. Walter non si perde d’animo e cerca sempre di aiutare chi, come lui, ha fatto delle moto il suo stile di vita.