giovedì 13 ottobre 2016

Le innumerevoli fatiche di Emiliano

Esiste un settore del motociclismo in pista molto particolare, dove ogni aspetto è a dir poco estremizzato. La resistenza e la costanza di performance delle moto vengono sottoposte a stress decisamente più lunghi di una solita gara; i tecnici e i meccanici non posso permettersi sbalzi di concentrazione, l’inconveniente è sempre dietro l’angolo; per non parlare dei piloti, che alternano ore di estrema concentrazione in sella a momenti dove devono combattere contro la stanchezza. Uno di questi pazzi è Emiliano Bellucci: un nome presente da vari anni nel circus dell’endurance, che vanta più di 20 anni nelle competizioni.

Emiliano Bellucci, un nome che si trova in una nicchia del motociclismo. Ma quando ti sei avvicinato a questo mondo?

Nel 1992, debuttando nel Campionato Italiano Sp125

Come mai, tra le varie specialità, hai scelto l’endurance?

Grazie a la chiamata del Team Nolimits nel 2009. A quel tempo correvano con Suzuki e lo fanno tutt’ora, mentre io ho avuto modo di guidare molte altre moto, moderne e non.

Cosa ti affascina e cosa detesti di questa disciplina?

Guidare di notte è molto bello e affascinante, ti dà un grande senso di libertà. Ma detesto la fatica fisica e mentale delle 24 h, che è ovviamente molto diversa dalle solite gare di velocità.

Come ci si deve preparare per affrontare una gara così lunga? Sia mentalmente che fisicamente

Fisicamente tanto allenamento durante alla stagione, con tantissimo cardio ed altrettanti esercizi per la resistenza e l’elasticità muscolare; mentalmente cercare di non pensare alla gara nei turni di riposo, vorrebbe dire solo stressarsi molto.

Che significa guidare un mezzo da 200cv nel cuore della notte in un circuito di fama mondiale?
Tanta adrenalina e molto pericolo. Al di fuori del fascino e del romanticismo che lo spettatore può provare, per noi piloti è la fase più dura: la stanchezza inizia a sentirsi e la percezione della velocità, di notte, è diversa, molto più acuta.

La tua squadra attuale, il team Flembbo, come si prepara per le gare?

Spero bene e sicuramente migliorando ogni volta. Non si tratta di un team esordiente, sanno come sviluppare i mezzi e come portarli al traguardo. Certo, l’inconveniente è sempre dietro ogni curva, ma in questo genere di competizione è necessario essere pronti per ogni evenienza.

Le soste ai box, quante volte mediamente ci si ferma durante una gara?

In 24 ore sono più o meno 25,26 soste; in ognuna di queste si cambiano gomme, si fa il pieno ed è possibile fare il cambio pilota. Le moto subiscono modifiche tali da poter permettere ai meccanici, ogni volta che si entra ai box, di fare le più semplici operazioni (controllo ed aggiunta olio motore, sostituzione pastiglie) al volo.

Il campionato endurance, secondo te, come mai non è così seguito come le altre categorie?

A parte l’Italia, il campionato endurance è molto seguito. È un genere di gare completamente diverso dalle solite, c’è molta strategia e ci sono piloti aventi i più disparati background.

Tra i circuiti che hai potuto visitare, quale preferisci?

Le Mans, indubbiamente. Ha storia, fascino ed è ancora una di quelle poche piste ancora “vere”

Progetti per i prossimi anni?

Sicuramente rivincere il Campionato Europeo con le Classic, così arriverei a quota quattro. 

La parola che potrebbe racchiudere al meglio sia la vita dei meccanici che dei piloti durante le gare endurance è stress. Un vero e proprio girone dantesco, dove arrivare al traguardo è già di per sé un vero successo. Le competizioni endurance sono la vera prova di come la moto e il pilota possano veramente raggiungere un’intesa tale da poter garantire costanza nel passo gara e nella concentrazione. Questo è uno dei motivi per cui Emiliano è uno di quelli che sta sempre tra i sopravvissuti al girone.


martedì 11 ottobre 2016

Giovanni, punto e a capo 2016

Cala il sipario sul Campionato Italiano Michelin PowerGP 600, un Campionato di altissimo livello che ha dato veramente tanto spettacolo. Domenica 2 Ottobre si sono dati battaglia i piloti iscritti a questa categoria che già dal Venerdì si sono imposti ad un ritmo veramente alto ed Il Team CZcorse, con il loro pilota Menduni Giovanni, non sono stati da meno.

Venendo da un podio conquistato sotto la pioggia battente di Misano, Menduni sbarca al Mugello con la voglia di imporsi.

Dal Venerdì Menduni ha iniziato con i suoi turni di prove libere cercando di capire se le sensazioni erano le stesse della Domenica precedente. Purtroppo, durante i turni di libere però qualcosa era diverso, la temperatura esterna e l’asfalto non era la solita, ma il team CZ Corse è stato in grado di adattare la moto alle condizioni del circuito, facendo comparire sulla faccia di tutti, Menduni compreso, un gran sorriso.
Al sabato il grande lavoro fatto ha portato i risultati sperati: termina la Q1 con un best lap di 2.01,3 battendo il suo record personale, come promesso, piazzandosi in quarta posizione provvisoria. Nella Q2 gli avversari migliorano, e chiude la sessione di qualifiche schierandosi all’ottavo posto.

In gara Menduni non riesce a fare un ottimo scatto ma comunque alla staccata della San Donato chiude la porta a chi aveva davanti; dopo una gara fatta di grandi sorpassi, sportellate e staccate furiose arriva alla bandiera a scacchi in settima posizione. Giovanni commenta la sua prestazione

Sono partito male ed ho perso il contatto con i primi, quindi non sono riuscito ad avere il traino giusto. Avrei potuto fare meglio ma un pilota mi ha impegnato in una bagarre che mi è piaciuta tanto ma mi ha rallentato. Sono molto contento però perché con la moto mi diverto e riesco a fargli fare ciò che voglio io, cosa che non sono mai riuscito a fare prima! Ringrazio tutti coloro che mi stano vicini e mi danno la carica per continuare a crederci e a dare sempre il 100%, la mia ragazza Loredana e la mia famiglia che mi seguono ovunque, i vari siti On Line e le testate giornalistiche che dedicano le loro pagine per raccontare le mie imprese,il Team CZcorse con i tecnici Claudio Zanaboni, Denny Carugi e Sciubba Alessandro che si dedicano con tutto il loro sapere a far riuscire questa iniziativa che nel nostro paese purtroppo ha una realtà troppo remota


A fine gara Menduni molto sereno ci saluta e promette di essere presente nel campionato anche nel 2017 con il Team CZcorse che lo conferma ulteriormente fino al 2018. La stagione si è chiusa nel migliore dei modi, con tante soddisfazioni e tanti sorrisi. Il team è pronto, la moto pure: è solo questione di tempo per rivivere l’adrenalina che solo Giovanni sa trasmettere.

lunedì 10 ottobre 2016

L'ultima del 2016 di Swan

L’ultima avventura del 2016 ha avuto come palcoscenico il mitico circuito del Mugello, dove il CIV e i campionati affini hanno dato fuoco alle ultime polveri. Nel primo weekend di ottobre il nostro Swan Puzone ha dato tutto se stesso per poter finalmente rimuovere quel blocco mentale che gli impediva di andare forte come sa fare realmente.

Le condizioni meteo, sulla carta, potevano compromettere completamente la gara, dato che nella giornata di domenica era prevista pioggia. Malgrado questo, il team SD Racing non si è perso d’animo ed ha risolto i problemi di assetto che hanno caratterizzato la gara precedente. La bravura dei tecnici, di Swan e un pizzico di fortuna (ha piovuto nella notte di sabato, così la pista in occasione della gara della Bridgestone Cup è risultata asciutta) hanno reso possibile il passo costante del 2.05 per tutta la gara e il gradino più alto della categoria. Il nuovo metodo di lavoro ha finalmente portato i frutti sperati, lo sblocco è finalmente avvenuto; ora Swan è già pronto per la nuova stagione 2017.

È stata una stagione molto intensa, grazie agli sponsor NUOVA CE, CD NAUTICA e alla raccolta fondi di amici e tifosi. Staremo a vedere cosa ci riserverà per il futuro: se la curva di crescita rimane questa, potremmo assistere a delle fantastiche gare.


lunedì 3 ottobre 2016

Da sempre a Gas Aperto

Le nuove tendenze del mercato motociclistico, con la creazione di nuovi mezzi con piccole cilindrate e dotazioni tecniche decisamente buone, ha obbligato le federazioni nazionali ad adattarsi e creare delle nuove categorie. Questo ha permesso a team e piloti di riempire le griglie di partenza. Il basso costo di acquisto e di preparazione di queste moto, quali Kawasaki Ninja 300 e Yamaha R3, e la buona politica della FMI hanno dato possibilità al CIV di contare su 50 iscritti. Ho avuto il piacere di parlare con uno di loro.

Kevin, quando hai iniziato a correre?

La mia prima minimo ti mi è stata comprata quando ancora dovevo nascere alla prima ecografia di mia mamma in cui diceva che ero maschio; la prima volta che la sentì accesa piansi ma poi all'età di 3 anni ci salì per la prima volta e poco dopo mio babbo mi portò in pista, solo un anno dopo tolsi le 
rotelle ed inizia ad andare in pista di frequente.

Quest’anno corri nella Sport 4t, su una Kawasaki ninja 300. Come potresti definire questo mezzo?

Potrei definirla un'ottima moto, molto divertente ed anche veloce se si parla di prestazioni in pista; un buon motore al pari delle altre marche ed un'ottima ciclistica che, trovata la messa a punto ideale, rende molto bene e può permettere di lottare coi primi. La considero un'ottima scelta per affrontare questa categoria nel CIV.

Quali sono le più grosse difficoltà di queste categoria?

Ne sono sorte parecchie di difficoltà rispetto all'anno precedente poiché questa categoria era sottovalutata, invece quest'anno dopo l'arrivo di tutte le nuove moto e le varie modifiche vanta addirittura 50 iscritti: vale a dire la categoria più piena del CIV. Una delle più grandi difficoltà è riuscire a stare coi primi, innanzitutto perché vanno forte e in più perché i primi 10-15 sono tutti in un fazzoletto; di conseguenza in qualifica è molto difficile riuscire a fare un giro pulito e quindi fare il cosiddetto giro della morte e partire nelle prime file, quelle che contano. Con tutti questi piloti la pista in gara diventa una giungla ed è una lotta continua dalla prima all'ultima curva ma tutto ciò rende la categoria molto divertente, a parer mio, la più divertente del CIV.

Oltre alle 300 ed alle minimoto, quali mezzi hai potuto guidare?

Nelle minimoto ho fatto varie categorie salendo sempre di più ma non ho mai avuto l'opportunità di guidare una senior; da qui poi sono passato alle miniGP 50 e dopo aver fatto due anni di campionato regionale mi è stata offerta l'opportunità di fare la Wild Card al campionato italiano col team RF (Romano Fenati); dopo questa Wild Card conclusa nei primi 15 abbiamo deciso l'anno dopo di fare il salto di categoria e di passare alla preGP 125; anche con questa categoria dopo tanto allenamento ho avuto l'occasione di disputare la selezione Red Bull Rookyes Cup sempre con una PreGP; l'anno dopo sono rimasto sempre in questa categoria disputando una Wild Card al CIV con un' Honda preGP 125 concludendo le qualifiche in ottava posizione su 35 (sul circuito di Imola). Da lì fino a quest oggi c'è stato uno stop, cause purtroppo economiche, ed oggi eccoci qua sulla 300

Dovessi puntare su di te, tra 10 anni dove vorresti essere?

Visto che sarebbe scontato e monotono dire al Motomondiale mi piacerebbe essere molto in SBK

Prima del CIV, in quali competizioni hai partecipato?

Campionato italiano minimoto (tutte le categorie), Campionato Italiano e Regionale MiniGP 50 cc, Coppa Italia con PreGP 125 (Campionato che ora è all'interno del CIV ma allora nel 2013 faceva parte della coppa Italia), CIV con Sport 4t.

Fuori dalle piste, Kevin cosa fa nella vita?

Parte della settimana è dedicata all'allenamento per le gare; visto che ho deciso di smettere la scuola alla soglia della terza superiore, appunto quest'anno, e da luglio lavoro tutte le sere come pizzaiolo in un ristorante; nel weekend e nel tempo che mi rimane in mezzo alla settimana sto con la mia famiglia e la mia morosa

Progetti 2017?

Il progetto c'è ma purtroppo sono più parole che fatti concreti poiché fin'ora non ho trovato qualcuno che mi appoggi concretamente in termini economici per affrontare la prossima stagione; e comunque penso di fare questa categoria poiché dopo aver conosciuto la moto, aver imparato le piste ed aver acquisito dati che ci hanno permesso di fare tanta esperienza si sa di poter partire con la possibilità concreta di vincere il titolo.


Come al solito, purtroppo, i progetti prossimi sono solo un sogno che si materializza solo all’ultimo. Probabilmente, nelle altre nazioni non è così difficile come da noi. Ciò non toglie che, che venga dal nord o dal sud del mondo, un Pilota è sempre un Pilota. Dentro alla parola Pilota ci sono altri significati: costanza, sacrificio, sudore, sconfitta, amarezza, lacrime, vittoria, sorriso, spumante. Nello Zanichelli non vengono annoverate questi termini: ogni Pilota li impara vivendo. Kevin, men che meno, che si dà da fare come un dannato: nel suo passato ha assaggiato l’amarezza più volte, adesso basta. È tempo di spumante.