mercoledì 23 novembre 2016

La Brava Ragazza dei box

Il motociclismo da competizione viene visto come un universo prettamente maschile dove le uniche figure femminili sono quelle che lavorano nelle segreterie degli autodromi, nei reparti amministrativi dei team e come ragazze immagine. Tutti ruoli che, sebbene importanti, fanno passare un po’ in secondo piano il ruolo femminile nei paddock. Come in tutti i mondi, ci sono le mosche bianche, quelle persone che ti fanno girare lo sguardo per la loro determinazione ed energia. In casa Rosmoto c’è lei, Sara: una valchiria che non ha paura di sporcarsi le mani e soprattutto sa dove mettere le mani. È una donna meccanico competente e determinata che non ha paura dei maschietti.

Sara, quando hai deciso di seguire l’attività di famiglia?

Nonostante fossi sempre stata affascinata dall'attività di famiglia e che ci sia cresciuta, ho iniziato a lavorare alla Rosmoto solo due anni fa. Finiti gli studi ho preferito entrare nell'ottica del lavoro tramite aziende estranee alla mia famiglia, in modo da acquisire esperienze diverse da poter portare come bagaglio personale.

Quale è il tuo ruolo all’interno della Rosmoto?

All’interno della Rosmoto io mi occupo dell’elettronica sulle moto, dell’assemblaggio e spedizione delle pedane arretrate e dell’assistenza in pista durante le competizioni; in mancanza delle mie solite mansioni collaboro in officina ed in ufficio.

Oltre ad essere cresciuta a pane e motori, sei anche motociclista. Come la vedono i ragazzi questa cosa?

Non penso che al giorno d’oggi sia una cosa che susciti parecchio scalpore le donne motocicliste sono in continuo aumento ed è una cosa fantastica. I ragazzi, dipende dal loro interesse per la moto: se sono motociclisti tendenzialmente ne rimangono affascinati e ti vedono esattamente come uno di loro e ci si ritrova a parlare inevitabilmente di moto, non per niente i motociclisti sono una grande famiglia. 



Hai mai pensato alle competizioni?

Quando penso alle competizioni mi vedo al muretto dei box, non sono una da competizioni preferisco fare assistenza e prestare il mio aiuto per fare in modo che chi sta in pista possa dare il meglio di sé. Le competizioni non si vincono solo in pista, ma anche con un gran lavoro ai box.

Se tu non lavorassi nell’attività di famiglia, cosa faresti?

Se non lavorassi qui probabilmente vivrei in Scozia, ho un’amica che è andata a vivere lì e grazie a lei ho avuto la possibilità di visitarla, è un luogo che mi affascina molto. Le persone sono tutte molto espansive e lì la vita si vive con calma non si è stressati come lo siamo noi.

Cos’altro ti dà adrenalina oltre alle moto, quali sono le tue passioni?

I motori, la meccanica e gli organi in movimento sono al primo posto, adoro andare a vedere i rally ed anche il motocross mi piace molto; negli anni mi sono affacciata anche su altri sport, mi piace molto lo snowboard ed ho giocato per diversi anni a Soft-air.

Come vedi il futuro della Rosmoto, ci sono dei progetti già in lavorazione?

Stiamo progettando una nuova moto per il 2017 con un nuovo motore, che affiancherà la SR nelle competizioni e nella piccola produzione, sempre per quel settore di nicchia che è la BOTT o Supertwins, che dir si voglia. Questa categoria in Italia è tanto bistrattata e male gestita quanto all’estero è amata ed in continua crescita. La parte che mi riguarda è principalmente la crescita del reparto elettronica all’interno dell’azienda, in modo da poter supportare gli sviluppi dei mezzi senza doverci rivolgere ad aziende esterne; per quanto riguarda invece il futuro dell’azienda l’intenzione di mio papà è quella di rimanere dei piccoli artigiani che curano personalmente i lavori producendo il più possibile in azienda, in modo da dare al cliente dei prodotti esclusivi e unici , sia che si tratti delle moto da pista che delle special stradali che in questo momento sono in forte espansione.

Il motociclismo italiano, secondo te, di cosa ha bisogno per fare un salto di qualità tale da essere paragonato a quello spagnolo?

Penso che il motociclismo italiano abbia bisogno di una svolta nella gestione cioè cercare di far crescere al meglio i piloti anziché puntare solo al guadagno, purtroppo in Italia è tutto basato sui soldi ed anche lo sport, oltre al fatto che secondo me viviamo in un paese monopolizzato dal calcio.

Ai box vieni trattata da meccanico oppure da “ragazza che ne sa”? intendo dire, ti trattano in maniera professionale anche se sei una ragazza?

Con il mio team oltre ad una bella amicizia c’è molto rispetto reciproco ed ognuno viene valorizzato al meglio, non ho mai avuto problemi di questo genere con loro. Il mio lavoro lo so fare e loro ne sono consapevoli ed anche con le altre persone nel paddock ho avuto modo di far vedere loro le mie capacità nella meccanica; tutti mi trattano bene e mi vedono come un apprendista meccanico cosa della quale vado molto fiera.


Una ragazza che non ha paura di Niente e Nessuno, qualsiasi cosa gli si pari davanti. In una parola, Sara. Probabilmente, in un primo momento, si rimane sorpresi dalla sua tenacia e dai suoi modi di fare, così diversi dagli standard cui si è abituati. Non c’è scritto da nessuna parte che il meccanico o il pilota debba esser per forza uomo. La voglia di fare e il modo con cui affronta e supera gli ostacoli sono doti che gli serviranno per portare avanti e ancora più in alto il lavoro iniziato dal padre?

venerdì 4 novembre 2016

Un ottimo riferimento

Nel campionato MES di quest’anno molte categorie hanno decretato il campione solo all’ultima gara, sul circuito di Franciacorta. Tra queste, la categoria Naked è stata di sicuro quella con la battaglia più serrata, in quanto i due contendenti, Rudy Gaggiolo e Nicola Ruggiero, erano divisi da veramente un soffio. In uno scontro che si ripete da oramai una decina di gare, stavolta Ruggiero è stato in grado di sorpassare l’avversario Gaggiolo. Che sia l’inizio di una nuova era nel MES categoria Naked? Al moneto, ho avuto la fortuna di fare due chiacchiere con il pluricampione Rudy Gaggiolo.

Rudy Gaggiolo, idolo ligure. Quando è nata la passione per i motori?

La mia passione nasce da bambino,con il desiderio di avere una motoretta da non dormirci la notte. Poi, col tempo e i primi motorini che smontavo 1000 volte,sono arrivato fino ai giorni nostri. Tutto ciò che ha due ruote e un motore mi ha sempre appassionato. Ora è il mio lavoro e non me ne pento per nessuna ragione.

Prima di essere pilota, sei un meccanico. La RG Racing che tipo di clientela ha solitamente?

La RG Racing ha clientela prevalentemente pistaiola. Siamo attrezzati per poter soddisfare tutte le esigenze di chi vuole preparare e correre con la propria moto,sia meccaniche che elettroniche. Ovviamente facciamo anche tagliandi e manutenzione varia, ma la parte divertente è quella appena detta.

Tornando alle corse, prima del Motoestate categoria Naked, quali competizioni hai vissuto come pilota? E come meccanico?

Prima del Motoestate ho iniziato le gare nel 94 con una Honda 125GP, dove mi sono avventurato nel CIV facendomi tutto da solo,e mi sono fatto una buona esperienza sui 2t. Poi ho fatto il trofeo Suzuki con la Gamma RGV250, successivamente trofeo Yamaha con SZR660 e il Motoestate (mi sembra nel 98) con una Aprilia rs125 sport production. I risultati non erano di rilievo, ma c'erano veramente tante moto in quegli anni! Poi di agonismo più nulla a parte qualche gara col motard. Ho ricominciato quindi dove avevo lasciato anni fa,col Motoestate.

Torniamo alla storia recente, con le competizioni del MES. 2013-2014-2015, una tripletta esagerata. Quale è stata la formula vincente per moto e pilota così competitivi?

Direi nessuna formula a parte tanta voglia di correre e una buona messa a punto della moto grazie anche ad un po' di esperienza in più. Di sicuro non ho mai avuto tempo di allenarmi, dovendo gestire un’officina e tutti i clienti.

La tua moto, la Thiumph Street Triple: cosa è rimasto del modello di serie?

La mia Street è una vecchietta del 2008, alla quale ho realizzato la presa aria anteriore con relativo supporto e il telaietto posteriore per applicare un codino più snello di una moto 3. Ovviamente la ciclistica è stata rivista sostituendo in toto le sospensioni. Tante prove a banco per trovare la messa a punto ottimale del motore, totalmente stock e delle “solite cose” che si mettono ad una moto per farla girare un po’ più forte.

Cosa è mancato invece nel 2016 per avere il titolo?

Quel che è mancato è stato un po' di allenamento a inizio stagione, prima delle gare. A volte la grinta non basta e comunque arrivare a pari punti e vittorie è un po' un pareggio,ma il titolo non si può vincere in due. Onore al vincitore, è stato più costante

Cosa pensi della nuova categoria 300cc promossa dalla FIM?

La categoria è in crescita e suscita parecchio interesse, non solo per i costi. Quest'anno ci ho lavorato seguendo dei giovani piloti nel CIV e il prossimo anno la categoria debutterà nel mondiale sbk con gare in tutte le tappe europee. Le piccole 300 sono il futuro.

Tu su che moto punteresti in questa categoria?

Conosco le Yamaha R3, a mio parere è una delle moto migliori del lotto. È globalmente più bilanciata e il motore bicilindrico non è affatto fiacco.

Progetti 2017?
Qualcosa bolle in pentola e i progetti 2017 sono in definizione,ovviamente sperando di avere ancora tempo per correre, perché la voglia è sempre la stessa!


Un altro personaggio a tutto tondo che sa cosa vuol dire dare gas e cosa serve per dare gas. Un talento vero non si può esprimere al meglio senza un mezzo ben preparato, lo stesso si può dire quando una buona moto non può andare al limite se il pilota che la guida non è all’altezza. Rudy, invece, è entrambi. Non solo meccanico e pilota, ma anche osservatore per ciò che riguardano le nuove tendenze del motor sport. Un ottimo esempio da seguire.