venerdì 4 novembre 2016

Un ottimo riferimento

Nel campionato MES di quest’anno molte categorie hanno decretato il campione solo all’ultima gara, sul circuito di Franciacorta. Tra queste, la categoria Naked è stata di sicuro quella con la battaglia più serrata, in quanto i due contendenti, Rudy Gaggiolo e Nicola Ruggiero, erano divisi da veramente un soffio. In uno scontro che si ripete da oramai una decina di gare, stavolta Ruggiero è stato in grado di sorpassare l’avversario Gaggiolo. Che sia l’inizio di una nuova era nel MES categoria Naked? Al moneto, ho avuto la fortuna di fare due chiacchiere con il pluricampione Rudy Gaggiolo.

Rudy Gaggiolo, idolo ligure. Quando è nata la passione per i motori?

La mia passione nasce da bambino,con il desiderio di avere una motoretta da non dormirci la notte. Poi, col tempo e i primi motorini che smontavo 1000 volte,sono arrivato fino ai giorni nostri. Tutto ciò che ha due ruote e un motore mi ha sempre appassionato. Ora è il mio lavoro e non me ne pento per nessuna ragione.

Prima di essere pilota, sei un meccanico. La RG Racing che tipo di clientela ha solitamente?

La RG Racing ha clientela prevalentemente pistaiola. Siamo attrezzati per poter soddisfare tutte le esigenze di chi vuole preparare e correre con la propria moto,sia meccaniche che elettroniche. Ovviamente facciamo anche tagliandi e manutenzione varia, ma la parte divertente è quella appena detta.

Tornando alle corse, prima del Motoestate categoria Naked, quali competizioni hai vissuto come pilota? E come meccanico?

Prima del Motoestate ho iniziato le gare nel 94 con una Honda 125GP, dove mi sono avventurato nel CIV facendomi tutto da solo,e mi sono fatto una buona esperienza sui 2t. Poi ho fatto il trofeo Suzuki con la Gamma RGV250, successivamente trofeo Yamaha con SZR660 e il Motoestate (mi sembra nel 98) con una Aprilia rs125 sport production. I risultati non erano di rilievo, ma c'erano veramente tante moto in quegli anni! Poi di agonismo più nulla a parte qualche gara col motard. Ho ricominciato quindi dove avevo lasciato anni fa,col Motoestate.

Torniamo alla storia recente, con le competizioni del MES. 2013-2014-2015, una tripletta esagerata. Quale è stata la formula vincente per moto e pilota così competitivi?

Direi nessuna formula a parte tanta voglia di correre e una buona messa a punto della moto grazie anche ad un po' di esperienza in più. Di sicuro non ho mai avuto tempo di allenarmi, dovendo gestire un’officina e tutti i clienti.

La tua moto, la Thiumph Street Triple: cosa è rimasto del modello di serie?

La mia Street è una vecchietta del 2008, alla quale ho realizzato la presa aria anteriore con relativo supporto e il telaietto posteriore per applicare un codino più snello di una moto 3. Ovviamente la ciclistica è stata rivista sostituendo in toto le sospensioni. Tante prove a banco per trovare la messa a punto ottimale del motore, totalmente stock e delle “solite cose” che si mettono ad una moto per farla girare un po’ più forte.

Cosa è mancato invece nel 2016 per avere il titolo?

Quel che è mancato è stato un po' di allenamento a inizio stagione, prima delle gare. A volte la grinta non basta e comunque arrivare a pari punti e vittorie è un po' un pareggio,ma il titolo non si può vincere in due. Onore al vincitore, è stato più costante

Cosa pensi della nuova categoria 300cc promossa dalla FIM?

La categoria è in crescita e suscita parecchio interesse, non solo per i costi. Quest'anno ci ho lavorato seguendo dei giovani piloti nel CIV e il prossimo anno la categoria debutterà nel mondiale sbk con gare in tutte le tappe europee. Le piccole 300 sono il futuro.

Tu su che moto punteresti in questa categoria?

Conosco le Yamaha R3, a mio parere è una delle moto migliori del lotto. È globalmente più bilanciata e il motore bicilindrico non è affatto fiacco.

Progetti 2017?
Qualcosa bolle in pentola e i progetti 2017 sono in definizione,ovviamente sperando di avere ancora tempo per correre, perché la voglia è sempre la stessa!


Un altro personaggio a tutto tondo che sa cosa vuol dire dare gas e cosa serve per dare gas. Un talento vero non si può esprimere al meglio senza un mezzo ben preparato, lo stesso si può dire quando una buona moto non può andare al limite se il pilota che la guida non è all’altezza. Rudy, invece, è entrambi. Non solo meccanico e pilota, ma anche osservatore per ciò che riguardano le nuove tendenze del motor sport. Un ottimo esempio da seguire.