venerdì 27 gennaio 2017

L'amicizia che vince

I paddock molto spesso sono pieni di strani e singolari personaggi a cui non daresti due lire e invece vanno fortissimo. Molto spesso quelli che ostentano tempi da mondiale in realtà sono solo dei grandi chiaccheroni. Le amicizie sono quel magico legame tra persone che apparentemente non hanno nulla in comune: a volte nascono nei primi anni delle elementari, ma un buon amico si riesce a farselo ovunque. Persino nei paddock. Il caso di Gabro e Claudio è l’esempio calzante di un’amicizia folle: il primo ha mollato certezze nel lavoro per lanciarsi in un’avventura, il secondo ha lasciato la solita strada per quella nuova. Si sono trovati ed assieme in poco tempo hanno fatto faville.

Gabro Racing Team, realtà vicinissima a Vallelunga. Come è nata e quali sono i servizi che offrite?

E’ nata perché mi ero stufato di lavorare in trasferta (sono un tecnico di turbine a gas industriali), allora ho deciso di far diventare la mia passione il mio lavoro. Forse è il periodo sbagliato lo so ma almeno mi diverto a fare quello che più mi piace. Il banco prova (mobile), le acquisizioni dati e le apparecchiature di diagnosi sono strumenti non facilmente acquistabili e gestibili dalle normali officine, inoltre la corretta messa a punto di una moto richiede dei tempi difficilmente compatibili con le attività giornaliere.  Quindi l’obbiettivo della mia attività come consulente è di mettere a disposizione il mio know-how e la mia attrezzatura alle officine ed ai privati per aiutare nella messa a punto di qualsiasi moto. E sta per arrivare anche il banco di flussaggio. Le corse sono quindi il naturale compimento della mia attività ma al momento è solo una valvola di sfogo e una sorta di dimostrazione delle capacità date dalla mia metodologia di lavoro.

Il vostro impegno agonistico principale è nel Trofeo Italia Naked. Come mai avete optato per questo campionato?

La moto è nata nuda. E’ un mezzo meccanico in cui tutto ruota intorno al motore. Coprirlo è peccato mortale! Inoltre le Superbike son nate Naked: prendi una moto stradale, pompala all’inverosimile e poi guidala tenendola da uno stendi panni. Cosa c’è di meglio?

La moto scelta per questo impegno è la Aprilia Tuono V4, con la quale avete ottenuto il terzo posto finale nel trofeo. Come mai questa scelta?

Anni fa avevo una RSV mille, la prima serie. Poi uscì la Tuono e mi si aprì un mondo: precisione e gusto di guida della sportiva, senza spezzarsi il collo per i tornanti e sempre col sorriso a 32 denti. Di contro le Tuono richiedono fiducia, tanta fiducia: vanno lasciate libere di correre, non forzate a fare quello che dici tu. E’ una delle poche moto che ancora bisogna “imparare” prima di avere soddisfazione della guida. E’ stato amore a prima vista. A chi ha inventato la Tuono 15 anni fa bisognerebbe fare una statua.
Claudio si è adattato bene e velocemente alla guida “manubriata” e piano piano siamo riusciti a costruire un buon feeling fra lui e la moto

Quali lavori sono stati fatti su questo mezzo per renderlo così performante?

Forse sarebbe meglio parlare di quello che è rimasto intonso: il telaio. Il regolamento del Trofeo è Open, per cui i tecnici si sbizzarriscono! Tendo comunque a precisare che la moto è stata presa usata e già parzialmente allestita, visto che è dal 2011 che corre. Inoltre poi veramente pochi accessori sono stati comprati nuovi, quasi tutto usato. La moto è un laboratorio, in continuo cambiamento! Un breve riassunto delle modifiche:



·         Ciclistica: cerchi OZ forgati, cartucce forcella Nix, ammortizzatore TTX, ammortizzatore di sterzo Ohlins e forcellone lungo.

·         Freni: all’anteriore dischi Brembo Supersport oppure Discacciati, pinze Brembo M4 senza parapolvere e pasticche Z04, pompa radiale Brembo 19x20. Al posteriore impianto a pollice completo Discacciati su disco e pasticche di serie.

·         Carena(?): kit by cruciata completa con muso modificato per montare le prese d’aria RSV4. Serbatoio in alluminio 21litri Tamburini.

·         Elettronica: cruscotto riprogrammato e customizzato, senza frecce e senza immobilizer. Otto iniettori e trombette a geometria variabile. Centralina Marelli di serie RSV4-RF 2015, con traction control ritarato e continuamente “massaggiata” per adattarsi alle varie configurazioni di motore e scarico. Freno motore ed erogazione (ride by wire) programmabili.

·         Blipper in scalata IRC (di cui abbiamo curato il collaudo finale pre-produzione); acquisizione dati AIM Evo4 con potenziometri sospensioni, sensore pressione freno, pressione olio, sonda lambda, oltre a tutti i dati sniffati via CAN dalla moto

·         Motore: ne abbiamo 2. Il motore A passa i 200cv/albero e dura 2000km fra una revisione e l’altra, il motore B ne fa sui 190 e ne dura 5000. A seconda della messa a punto voluta utilizziamo scarichi diversi (Smaltmoto, Leovince o Akrapovic) e diverse trombette di aspirazione. L’anno scorso avevamo solo il cambio Tuono, ora ho approntato altri 2 cambi pronti con diverse rapportature per adattarsi alle diverse piste (gioia del cambio estraibile!) con frizione originale ritarata nell’intervento dell’antisaltellamento.

Il format della competizione, secondo voi, è efficace e può attirare piloti se ben pubblicizzato?

La popolarità delle gare con moto Naked è altalenante, si va da periodi con tanto seguito e griglie piene a periodi un po’ mosci. Ora però un po’ di diffidenza si sta sciogliendo, c’è parecchio interesse anche perché con queste moto “strane” facciamo buoni tempi anche rispetto alle carenate, si inizia a ricreare un buon gruppo di piloti specialisti della categoria.
Il periodo è d’oro: ci sono tante super-naked sul mercato in grado di contendersi il primato in pista, senza dimenticare poi la classe Under-800cc con cui si può correre con molto meno impegno e spesa! Forse si, servirebbe solo avere un po’ più di pubblicità.

Cosa è mancato per stare davanti a tutti?

Sicuramente ci è mancata l’esperienza... Lo scorso anno abbiamo fatto un grandissimo lavoro ed in poco tempo siamo riusciti ad essere competitivi fino ad arrivare all’ultima gara dove ce la siamo giocata ad armi pari col senatore della categoria Giampiero Scopetani e la sua velocissima Tuono preparata da M2R. Li abbiamo capito che il grosso ormai l’avevamo fatto, ora dobbiamo lavorare tanto sulla gestione della gara ma soprattutto ci manca l’abitudine a stare davanti.

Che progetti avete in mente per la stagione 2017?

Sicuramente riprendere il Trofeo Naked da Varano il prossimo mese di Aprile e cercare la rivincita. Inoltre vorrei riuscire a riportare in pista la mia vecchia TuonoV2 del 2007 e, magari, riuscire a regalarle una vittoria in gara per il suo decimo compleanno davanti alle sorelline più giovani. Vediamo.

Parlando del pilota Claudio Dottorini, invece, quali esperienze hai avuto prima di approdare nel Trofeo Italia Naked?

Ho iniziato a correre nel 2008 esordendo nella Supertwins con una Bimota DB5 ed ho proseguito in questa categoria anche nel 2009 e nel 2010 col BRK Team.  Purtroppo però sono stati anni avari di soddisfazioni, togliendo qualche podio nella sotto-classifica dedicata ai motocicli Bimota.  Negli anni successivi ho corso molto poco dato che i fondi erano davvero scarsi.

Nel 2013 sono passato alla 600 in sella ad una Yamaha R6 ed ho fatto podio all'esordio nel Trofeo Italia; nell’estate del 2015 finalmente sono riuscito a stabilizzare la mia situazione lavorativa ed ho conosciuto una fatina dal nome Gabro che mi ha coinvolto nel suo progetto.  Dopo il primo positivo test abbiamo deciso di correre da wild card l'ultima gara del Trofeo Naked di quell’anno (allora era Roadster Cup) sul circuito di casa a Vallelunga e abbiamo vinto subito.

Cosa significa, per te, affrontare il lunghissimo rettilineo del Mugello con una naked?

Beh non ho molti metri di paragone dato che l'unica moto con cui avevo girato al Mugello prima della Tuono era la Bimota 2valvole... posso dire che si sente un po' l'aria ma neanche eccessivamente... ed é una goduria staccare alla San Donato oltre i 280km/h!

Tra le moto che hai guidato nella tua carriera, quale hai amato subito e con quale hai avuto difficoltà?

Ho amato subito l'R6 dato che venivo da anni difficilissimi con la Bimota, e salito sulla Yamaha ho sentito subito di poter tornare a guidare come so fare... ma anche la prima volta sulla TuonoV4 è stata fantastica! Nonostante fosse la prima volta per me su una 1000 e per di più a manubrio alto ho capito subito che il potenziale era molto alto; poi avere vicino un tecnico come Gabro rende tutto facile!

La tua stagione 2016 ha soddisfatto le tue aspettative?

Essendo la stagione d'esordio con le Naked ed essendo anni che non affrontavo una stagione per intero non è andata malissimo: abbiamo lottato fino all’ultima gara per il secondo posto in classifica (sfuggito a 3 curve dalla fine purtroppo). Ho peccato di inesperienza ma faremo tesoro degli errori per competere al meglio nel 2017!

Nel 2017, se correrai ancora nel trofeo Italia Naked, pensi di essere più competitivo?

Se troveremo la giusta copertura economica correremo ancora il Trofeo Italia Naked per intero e chiaramente quest'anno l'obiettivo sarà portare a casa il numero 1.


Entrambi, ognuno a modo suo, vuole dimostrare che hanno le capacità di arrivare davanti. Non importa se sarà merito della moto o del pilota, entrambi vogliono quel numero 1 sulla carena. Sanno che se lo meritano, che il loro lavoro è di ottimo livello e che i risultati arriveranno. La loro intesa ha reso possibile gettare delle solidissime basi per un 2017 a dir poco entusiasmante per gli amanti del trofeo Italia Naked. La stagione 2016 lo è stata, questa stagione non sarà da meno.