domenica 29 gennaio 2017

L'inarrestabile Fabio

Fabio Uccelli è senz’altro un personaggio che, nelle retrovie, ha costruito le vittorie di moltissimi piloti. Uomo in gamba, silenzioso e professionale, ma anche molto umile. Ha avuto anche la fortuna di incontrare nella sua vita persone con un cuore immenso, che gli hanno permesso di essere il professionista che è ora.



Fabio, quando è iniziata la tua passione per il mondo dei motori?

Diciamo che e iniziata presto perché mio cugino Roberto Locatelli ha sempre corso in moto ma la passione me la ha trasmessa mio fratello spiegandomi e facendomi vedere tutto quello che riguardava i motori dalle moto alle auto

Quando invece hai deciso di fare questo mestiere?

Ho iniziato presto, dopo le scuole medie quindi a 14 anni ho deciso che sarei voluto diventare un meccanico per la superbike; ovviamente ho dovuto fare un minimo di esperienza, cosi ho deciso di frequentare una scuola meccanico di auto visto che di moto non ne esistevano al tempo. Al pomeriggio dopo la scuola lavoravo in una officina Aprilia dove principalmente si lavorava sugli scooter e poche moto. La svolta è stata dopo 2 anni avere la possibilità di lavorare con Peppo Russo, con il quale ho lavorato complessivamente circa 6-7 anni. Senza i suoi insegnamenti oggi non credo che avrei combinato molto.

In quali campionati hai avuto occasione di lavorare e in quali team?

Ho lavorato nei mondiali Sbk, supersport, superstock e nel campionato italiano superbike. Ho iniziato nel 2002 grazie a Fabrizio Pirovano e Silvio Picchi, che mi hanno voluto nel team Alstare Suzuki corona extra: mi sono praticamente trasferito in Belgio a 19 anni senza sapere parlare nessuna lingua. In seguito ho lavorato con il team Celani Suzuki, poi team Dfx Honda, team Yamaha Italia Junior Team, Team Suriano Triumph, team qdp, team tuttapista, team Suzuki Italia.

Oltre ad essere un meccanico esperto, sei un buon pilota. Tra le varie moto che hai guidato, quale ti è rimasta nel cuore?

La ducati Panigale mi ha fatto divertire molto ma la nuova R1 è veramente una moto completa e intuitiva e i tempi sul giro si sono abbassati di parecchio!

Non solo meccanico e pilota, ma anche imprenditore: hai aperto una tua realtà, che si chiama 
Motozoo Evolution. Come mai questa idea? Quali servizi offrite?

Nel 2011 dopo tanti anni di gare mi ero stancato di continuare a girare per le piste quindi la decisione di aprire un mio negozio. Purtroppo sono partito da zero, avevo solo 5000 euro in tutto e l’unica persona ad avermi aiutato è stato sempre il PIRO: non avendo soldi per della attrezzatura, mi diede quella della sua officina. Oggi ho quasi 34 anni e ad oggi lui è stato l’unico ad avermi aiutato sia ad entrare nel mondo delle corse sia ad arrivare ad avere più attività. Per quanto riguarda l’officina mi occupo di preparazione di moto da pista a 360 gradi: dal motore alle sospensione centraline, ma faccio anche assistenza normale ai clienti che usano la moto tutti i giorni e spesso modifiche e assistenza su Harley Davidson. Mentre il negozio è fornito di tutti l’abbigliamento: caschi, guanti, protezioni, tutti i tipi di accessori e ricambi.

La stagione 2016 nel complesso come potreste definirla? Quale è stato secondo voi il pilota che ha reso di più sulle vostre moto?

La stagione 2016 posso dire che è stata la prima vera stagione del Motozoo Racing Team, la definirei straordinaria perché il mio team è praticamente senza sponsor, se non con l’aiuto di qualche amico che ringrazi: IPM ,officina bestetti ,testa&co, b-mat, stampa service, galvanattrex. Ho comprato 2 Yamaha R1 e le ho allestite, preparato furgone e camper col mio amico meccanico Marco Spagnulo, siamo partiti per fare la R1 Cup e il Motoestate.

Abbiamo iniziato con Emanuele Russo, pilota con cui ho lavorato nel 2007, il quale è andato subito fortissimo, poi grazie all’accordo con team Motoxracing siamo diventati il loro junior team. Abbiamo acquisito la gestione delle loro r1 Cup con degli ottimi piloti, tra i più veloci Armando Pontone, Luca Pedersoli, Raphael Keller; in seguito abbiamo anche gestito la moto di Luca Salvadori nel CIV superbike e nella coppa del mondo stock… diciamo pure che siamo andati ben oltre le nostre aspettative. Ogni pilota a suo modo ha dato tanto: Keller velocissimo sul bagnato, Pedersoli sempre costante e veloce, Salvadori grande pilota, velocissimo sul giro secco e sul bagnato; purtroppo le condizioni fisiche di quest’anno non gli hanno permesso di essere competitivo come in prova durante le gare. Russo, oltre ad essere veloce, ha dato una ottima base di messa a punto che è stata fatta da lui durante i test invernali e Pontone ha vinto subito alla sua prima gara, arrivando dalla moto3. Davide fanelli, dopo 3 anni di stop e prima volta su R1, ha sfiorato la vittoria e fatto un podio. Il podio dell’anno è senza dubbio quello di Misano, indimenticabile: Pontone, Pedersoli, Fanelli. 3 piloti del motozoo racing team by motoxracing sul podio, credo che una cosa cosi capiti raramente.

A tuo parere, cosa manca al motociclismo italiano per essere paragonabile a quello spagnolo, riconosciuto come ai massimi livelli?

Mancano le basi! Basti pensare che quello che sta facendo Valentino Rossi al ranch, dovrebbe essere fatto dalla stessa federazione.

Che progetti ci sono invece per la stagione prossima?

Per il 2017 correremo ancora la R1 Cup con Lorenzo Villamagna, giovane promessa che quest’anno ha vinto il MDS600. Molto probabilmente schiereremo 1 o 2 sport 4tempi con le Yamaha R3 nel CIV e stiamo valutando di fare delle wild card nel CIV superbike e nel Mondiale Supersport con un pilota straniero. Ci sarebbe anche un altro progetto, però ancora non posso dire nulla, ma è una grande possibilità di lavorare al fianco di un pilota e amico che qualche titolo l’ha vinto, abbiamo già fatto un test e sono rimasto impressionato dalla sua sensibilità, con lui la telemetria non serve!
Inoltre a breve ci sarà l'inaugurazione del MOTOZOO RACING GARAGE,situato dentro l’autodromo di Franciacorta, dove offriremo l’assistenza in pista per le prove libere, l’allestimento di moto da pista, pneumatici e saremo anche centro Ohlins Andreani.

Chi si ferma è perduto nel motociclismo odierno e Fabio lo ha capito fin da subito. In questi anni ci sono stati continui stravolgimenti sia a livello regolamentare che a livello mediatico, sia nelle piccole competizioni che quelle a livello internazionale; questi cambiamenti ovviamente hanno sconvolto anche chi ci lavora. Fabio si è saggiamente spinto in ogni direzione assicurandosi profitti e ritorno pubblicitario, ed è un ottimo modo di reinventarsi ed interpretarsi. Tutto questo è stato possibile grazie alla sua grandissima energia e a chi gli ha insegnato tutto, compreso il grande Piro.