lunedì 27 febbraio 2017

Il gas ragionato

 I piloti sono come dei supereroi. Nascono e non sanno di avere i superpoteri fin quando, un giorno, non gli viene dato modo di manifestarli. Così i piloti non sanno di essere tali fin quando non iniziano a impratichirsi con una moto o una minimoto. Alcuni sbocciano all’improvviso e sono capaci di andare forte anche con un triciclo di seconda mano e altri ci mettono un po’ di più. In ogni caso, quando i piloti sono pronti e maturi, fermare la loro ascesa è impossibile. In questi anni il Motoestate ci ha deliziato di gare fantastiche, soprattutto nelle gare 600 e MDS, fucina instancabile di possibili nuovi fenomeni. Tra questi, Lorenzo Villamagna, vincitore della 600MDS

Lorenzo, quando hai deciso di salire in moto la prima volta? In quali competizioni hai corso da piccolo?

E' successo tutto per caso quando, nell'estate 2005 a sette anni, mi fu regalato un Minicross Malaguti 50cc da risistemare. Con quello ho mosso i primi passi in un campo dietro casa. L'acquisto della prima minimoto risale all'anno successivo. Da lì le prime competizioni sono arrivate nel 2007 nel campionato toscano minimoto concluso con il primo posto a pari merito finale in campionato ma secondo per le discriminanti delle vittorie. Successivamente, nel corso delle varie stagioni, ho partecipato al campionato italiano minimoto oltre che al regionale.
Nel 2010 sono stato selezionato per participare all'HIRP (Honda Italia Racing Project).

Sulla tua pagina Facebook fa capolino una foto durante le selezioni della Red Bull Rookies Cup. Come è andata?

Alla Red Rookies Cup sono stato invitato alle selezioni nell'ottobre 2012 presso il circuito di Monblanco (Spagna). E' stata una bella esperienza che ha arricchito il mio bagaglio a livello di consapevolezza e a livello tecnico. Purtroppo non è finita come avrei voluto, causa motivi legati agli standard fisici ai quali loro si attengono scrupolosamente ogni anno in quanto le moto3 sono moto piccole e con pochi cavalli dove peso/altezza si pagano in decimi.

Poi, nel 2014, il debutto su Duke 200 e poi sulle Kit3, col team Tecnica Moto. È stato un passaggio difficile oppure naturale?

Nel 2014 ho scelto di partecipare al Ktm 200 Duke perchè sulla carta si presentava come un trofeo propedeutico e con sbocchi per il futuro. Purtroppo la moto, essendo limitata di cavalli (intorno ai 30), non si è rivelata adatta ai miei standard; però, ottenendo buoni risultati e, spinto dalla voglia di dimostare ancora di più le mie capacità, ho deciso di disputare l’ultima gara dell’anno in sella ad una kit3 sulla pista di Varano ottenendo pole position, giro veloce e vittoria senza aver mai provato la moto prima di allora.



Chi si ferma è perduto e nel 2015 hai debuttato, sempre col team Tecnica Moto, nella 600 MDS su Honda CBR600. È stato un debutto difficile?

Per il 2015 mi è stato proposto di fare la 600 MDS con una Honda CBR del 2007: decisione, dato il contesto tecnico, non molto azzeccata. Durante questo anno ho affrontato un cambiamento di team, perchè nelle corse talvolta è normale avere divergenze di opinioni sul contesto tecnico. Tuttavia è stata una stagione propedeutica.

2016, stessa moto ma differente team e grande risultato, con la vittoria del campionato MDS600. È stato un campionato sofferto?
Il campionato 2016 è stato il primo campionato affrontato con la concreta possibilità di poter essere sempre competitivo ed al vertice. Il campionato, a parte qualche difficoltà tecnica in due tappe, è stato buono dove ho ottenuto il titolo finale disputando sempre delle gare emozionanti.



La tua Honda CBR600, per poter concorrere alla MDS600, ha subito pochissime modifiche. Durante le gare, avresti voluto avere qualcosa di più dal tuo mezzo?

Nel 2016 ho corso con una Honda 600RR del 2007 con pochissime modifiche, come da regolamento. Tuttavia, grazie anche alle caratteristiche di questo modello di moto sono riuscito ad estrapolarci il meglio per il mio stile di guida. Se avessi potuto chiedere un upgrade della moto avrei scelto di migliorare il reparto sospensioni: di serie sono buone, ma se strapazzate in pista si sentono i limiti.

Oltre al motocross, come ti alleni in funzione della moto?

In realtà il miei allenamenti sono: flat track (ovale e tt), motocross e supermotard, oltre che la palestra. Questi tipi di allenamento sono molto appassionanti anche dal punto di vista tecnico, dato che ho appena finito di allestire la mia attuale moto da flat track con la quale ho intenzione di disputare anche il campionato italiano. Attualmente sto allestendo una moto da cross e, conclusa questa, passerò ad allestire un bel supermotard.

Per il 2017 hai firmato con Motozoo per poter partecipare alla R1 Cup, nel contesto del Campionato Italiano Velocità. Come mai questa scelta?

Per il 2017 ho scelto di fare l'R1 cup con il team Motozoo, di Fabio Uccelli. Data la loro competenza e professionalità in questo ed in altri campionati, per fare il passaggio alla cilindrata superiore ho pensato fossero le persone più adatte per permettermi di fare bene in sicurezza fin da subito.

Per i prossimi anni ti sei già imposto un obbiettivo?

Per il futuro non ho un obiettivo ben preciso, solo puntare a dare il meglio ogni volta che scenderò in pista, in ogni situazione.

Non ha obiettivi, ma fin quando avrà del gas da dare, Lorenzo lo farà senza ritegno, sapendo che, alla fine del suo percorso, non avrà rimpianto per ogni singola gara che disputerà. Il suo cammino, tuttavia, non è dettato dalla frenesia e dall’impeto, ma è ragionato ed ha soprattutto capito che è importante avere le persone giuste attorno a sé. Lorenzo ha già fatto sognare i seguaci del Motoestate con la sua guida al limite ma sempre sotto controllo e chissà cosa ci farà vedere al CIV.