giovedì 2 febbraio 2017

L'ascesa verticale di Manuel

Il trofeo Motoestate è un’ottima formula adatta a tutti e permette di entrare nel mondo delle corse motociclistiche a chiunque. Il gran numero di partenti in ogni categoria, dallE kit3 alle naked, passando alle 600 e alle 1000 Open, promette sempre un grandissimo spettacolo sia per gli appassionati sia per chi lavora ai box. Sono soprattutto i piloti più giovani che infiammano le platee, con sorpassi molto fantasiosi e anche sconsiderati. Il sorpasso del Motoestate 2016 è stato senza dubbio quello di Manuel Perseghin, giovane pilota varesino che, al tornantino di Franciacorta, ha infilato all’interno il suo avversario facendo spazzolare in maniera plastica la sua F3.

Manuel, quando hai cavalcato per la prima volta una motocicletta?

La mia prima moto l’ho provata all’età di 4 anni. Ho iniziato a correre a 7 anni nel CIV Minimoto nella categoria Junior debuttanti.

Dopo un quinto posto nella GP50, quali competizioni hai affrontato?

Ho corso nel CIV PreGP nel 2012, nel 2013 ho fatto motocross poiché non avevo il budget per continuare. Nel 2014 ho corso nel regionale motocross ASI ma, sfortunatamente, mi sono rotto il femore prima della seconda gara. Sono stato fermo un anno e poi nel 2015 abbiamo deciso di comprare un CBR 600 e ho corso nella MDS. Questa competizione permette di affrontare un’intera stagione di gare con una cifra tutto sommato ragionevole, se paragonata a quella necessaria per altre competizioni.

Il 2015 ti ha visto protagonista alla grandissima con la vittoria al debutto della MDS600, su Honda CBR. Come hai fatto?

Il 2015 è stato un anno veramente bello perché sono riuscito a vincere dopo l’infortunio. Sono riuscito a rimanere concentrato durante le gare e non ho commesso errori. L’ultima gara è stata difficilissima, avevo tantissima pressione ma sono riuscito a non fare errori e così ho vinto il campionato. Ho corso tutta la stagione in forma più che privata: mio padre ha fatto da meccanico, autista del camper e manager, mia madre e mia sorella non hanno mai smesso di aiutarci dandoci supporto nella nostra hospitality e sugli spalti. Ho vinto al debutto anche grazie alle regole del campionato MDS: moto con pochissime possibilità di elaborazione, monogomma Dunlop e tanto gas. 

È stato divertente confrontarsi con altri debuttanti di primissimo livello quali Paolo Lolli ed esperti come Tarenzi?

E’ stato molto divertente, le gare sono sempre state combattutissime. Riuscire a stare vicino a loro là davanti è sempre stata una grande soddisfazione. Ma i piloti sono soddisfatti quando arrivano davanti a tutti.

Il 2016 ti ha visto protagonista nella Motoestate 600 su MV Agusta 675 allestita dal team Full Moto. Hai avvertito grandi differenze tra i due mezzi?

Si, sono due moto completamente diverse, L’MV l’ho trovata molto più potente della Honda, e con un erogazione molto più cattiva. Molto differenti anche come telaio, l’MV assomiglia molto di più ad una moto da gara. Honda è una bellissima moto: sincera e potente, ti dà grandi soddisfazioni; ma la MV ti rapisce, con le sue soluzione ciclistiche e il suo motore ti fa capire che sei su una moto fatta per le corse.

Come potresti definire la tua stagione 2016?

Il 2016 è stata una stagione in cui ho raggiunto i miei obiettivi. Ho fatto un solo grande errore, a Varano in gara 2, mi sono giocato il campionato. Sono arrivato a pari punti con Corradi, ma lui vincendo più gare ha portato a casa il campionato; ho però portato a casa la vittoria del campionato Under25 del MES600, amara consolazione. Per questa stagione volevo ringraziare i miei genitori, Full Moto, Future e tutti i miei sponsor.

Hai già qualche trattativa per il 2017?

Si, nel 2017 farò il CIV nella classe Supersport 600, però sto ancora valutando le offerte dei vari team.

Dove vorresti arrivare da grande?

Il mio sogno è quello di arrivare al Mondiale MotoGP o nella Superbike, ma sarà veramente dura. Ad ora, la strada fatta sembra quella giusta, ma nel motociclismo attuale gli imprevisti sono una triste faccenda quotidiana.


L’evoluzione che ha avuto Manuel negli ultimi anni ha dimostrato che il talento è l’unica cosa che non gli manca. Quello che manca, purtroppo, è la possibilità di andare avanti con le sole sue forze, sebbene sia oggetto del desiderio di più team del CIV. Il nostro massimo campionato ha raggiunto un livello molto alto nella categoria 600, se paragonato a quelli europei e questo può permettere a giovani piloti come Manuel di potersi fare le ossa già da ora in previsione di debutti in contesti internazionali, che lui sa che vuole raggiungere e dominare, come ha già dimostrato di saper fare.