martedì 16 maggio 2017

L'uomo TuttoMoto

Fare della propria passione un lavoro è un obiettivo molto difficile da raggiungere. Andrea Tomio ha avuto la fortuna e la capacità di renderlo possibile, grazie alla continua dedizione e alle sue grandi capacità comunicative.

Andrea, quando è nata la passione per i motori?

La mia passione per i motori è nata all’età di cinque anni quando sono salito per la prima volta su una mini moto. La prima moto che ho guidato era una 910 Polini e la cosa mi rendeva felice, mi divertiva, ieri come oggi.

Le prime gare che hai affrontato invece?

Ho cominciato con le mini moto nei trofei regionali dove si correva nei piazzali con le balle di paglia, avevo 10 anni. A 12 anni sono passato ai monomarca Polini, nella categoria 70, dove sono sempre stato piuttosto veloce e mi sono tolto parecchie soddisfazioni.

Il tuo CV motoristico parla di molte gare con le 125 2t. Cosa ricordi con più piacere di quel periodo?

Ricordo la genuinità delle persone, l’odore di olio nei box del 2 tempi, dava proprio l’idea di essere arrivato in pista si respirava il profumo delle corse. Anche il clima era molto bello, sembrava di essere sempre dentro una grande festa: mi mancano quegli anni. A 13 anni correvo con una Aprilia 125SP, ma le continue noie meccaniche mi fecero desistere. Poco dopo passo a Cagiva, con il team ufficiale

Secondo te le 125 2t da pista sono più formative rispetto alle pit bike?

Assolutamente sì: non c è paragone. La 2 tempi è scorbutica, senza controlli e molto difficile da usare: tutta la potenza è concentrata agli alti regimi ed è molto più potente rispetto ad una pit-bike. Per poter usare una 125 al meglio bisognerebbe provarla in autodromo, mentre con la pit-bike si può 
andare anche nei kartodromi, spendendo meno. Penso che sia questo il grosso vantaggio.

A 23 anni il passaggio alla 600 stk è stato traumatico?

No, avendo le basi della 125 ho dovuto soltanto abituarmi ai tempi di reazione diversi. Inoltre, sulle 600 di quegli anni non c’era tanta elettronica, quindi c’era una variabile in meno da considerare.

Nel 2008 hai avuto l’occasione di correre sia con Honda CBR600 stk che con le minimoto Polini nell’omonimo monomarca. Come è andata?

Nel complesso bene: nel monomarca Polini, dove si correva con le 125 XP4 mi sono piazzato secondo nel campionato, ma con 3 gare in meno. Con la 600 mi divertivo davvero molto, ho fatto qualche gara nel motoestate; purtroppo la mancanza di sponsor non mi ha permesso di continuare.

Hai anche un canale youtube dove dai un sacco di buoni consigli: come è nata questa idea?

L’idea è nata per dare dei consigli gratuiti ai motociclisti neofiti, consentendo loro di evitare i comuni errori nella guida quotidiana e di imparare a superare le difficoltà dei primi passi in moto.

Cosa fai nella vita?

Sono istruttore di scuola guida e fortunatamente un pilota di moto.

Il tuo impegno è al 100% nelle moto. Hai mai pensato di fare un altro lavoro?

No, questo è l’unico lavoro che riesce a rendermi davvero felice.

Attualmente stai correndo nella Race Attack 600 con la CBR600 del team Speedy Bike. La prima gara di Varano, ti ha soddisfatto?

Siamo andati oltre le nostre aspettative, abbiamo ottenuto il miglior tempo e due primi posti. Non è stato semplice come potrebbe sembrare abbiamo comunque degli avversari molto veloci e dobbiamo continuare a migliorarci.

Hai già qualche progetto per la stagione 2018?

Ti risponderò a fine stagione, per ora sono concentrato sul campionato in corso.

Andrea può essere definito “l’uomo tutto moto”: corre in moto, vive di moto e insegna come andare in moto. Ha creato attorno a sé un universo a due ruote, non certo senza sacrifici. Sa bene che nel mondo delle due ruote non è facile fare dei progetti a lungo termine e non si è sbilanciato molto su ciò che potrebbe essere il suo futuro. È bene seguirlo già da questa stagione perché potrebbe essere il prossimo campione race attack 600