giovedì 15 giugno 2017

Maurizio e il suo sogno

Il Tourist Trophy è la corsa più pericolosa e più bella del mondo. Questo è innegabile. Più di 200 curve, tombini, pali della luce, continui cambiamenti di clima: non è una corsa, è una lotta per la gloria e la sopravvivenza. Proprio per questo motivo, attira molti piloti ed appassionati. Maurizio, pilota e istruttore di guida sportiva per professione, tenta l’impresa. Però, saggiamente, ha deciso di prepararsi per il ManxGP, che potremmo definire “il Tourist Trophy dei Newcomer  ”.

Maurizio quando è nata la passione dei motori?

La passione per i motori praticamente la nutro da sempre. Mio padre era meccanico di auto e preparatore, quindi si può dire che sia cresciuto in quest'ambiente

Prima di diventare istruttore e titolare di una scuola guida, cosa facevi nella vita?

Io nasco come pilota, quest'anno festeggerò 20 anni di attività agonistica in vari campionati sia nazionali che internazionali. 5 anni fa decisi di intraprendere anche la strada di istruttore mettendo la mia esperienza al servizio di tutti gli appassionati interessati.

Cosa serve per diventare istruttore di una scuola guida in pista?

A mio avviso occorre un curriculum di competizioni in pista di un certo livello oltre al classico corso che si deve fare, questo vale in particolare se si vogliono impartire corsi di guida sportiva in pista piuttosto che di guida sicura nel piazzale.

Il grande progetto, il Manx GP. Quando è nata questa folle idea?

In realtà il mio progetto nasce per il TT, ma da regolamento si deve transitare prima dal Manx GP. Si tratta di un sogno che porto dentro da circa 10 anni, ma ovviamente facendo pista nessun team mi dava il consenso  di potervi partecipare, né tanto meno il loro supporto data la pericolosità della manifestazione.

La domanda che si fanno tutti è Perché correre sull’isola?

Sull'isola si corre per la gloria! È una sfida con se stessi prima che con gli altri, una gara in cui metti davvero alla prova il tuo valore come pilota ma anche la tua intelligenza.

Con che moto correrai?

Al Manx correrò con una Supersportiva 600 cc a 4 cilindri preparata.

Hai dovuto fare qualche intervento particolare alla moto per renderla adatta a percorrere il tracciato del mountain?



In accordo con il mio manager Richard Huls, abbiamo deciso di affidarci ad un team che abbia già una certa esperienza per questo circuito in particolare. Io mi devo solo concentrare sulla gara visto che arrivo come “Newcomer”. La moto la troverò pronta sull’Isola già preparata e conforme alle specifiche dettate da regolamento. Il set up per l’Isola non è paragonabile con quello di una qualsiasi pista classica, si parla di più di 250 curve per poco meno di 61km con un range che va dal molto veloce (Mountain) al cittadino con asfalto irregolare anche se ben curato nel limite del possibile. Sarà poi interessante per me capire l’assetto più equilibrato che dia il massimo risultato quando l’anno prossimo si procederà con il TT vero e proprio, magari con un Team proprio a tutti gli effetti come da nostro programma. Dipenderà anche dal budget che avremo a disposizione in quanto portare tutto il circo dall’Italia sull’Isola e naturalmente molto oneroso.

Tasto dolente, gli sponsor. Quanto è stato difficile trovarli, se ce ne sono?

Il discorso Sponsor effettivamente e alquanto complesso, specialmente per questo tipo di competizione, ed ancor di più per gli Sponsor Italiani. Non è facile comprenderne il valore commerciale, o forse meglio detto non è facile utilizzarlo con efficacia. In realtà a mio avviso potrebbe avere un potenziale ancor più elevato rispetto alle classiche competizioni su circuito chiuso, ma deve essere valorizzato in modo differente. Abbiamo già qualche sponsor interessato con cui siamo fiduciosi di concludere a breve, ma contiamo soprattutto sulle tante piccole donazioni di amici e supporter. Abbiamo a riguardo appena lanciato diverse iniziative per la raccolta di fondi.

Dopo il ManxGP, ci sono già altri progetti in ballo?

Come ho detto prima il nostro progetto è quello di arrivare al TT, e naturalmente poi puntare ad avere dei risultati di maggior rilievo. A detta di tutti i piloti che ci sono passati i risultati migliori di solito si ottengono a partire dal terzo anno di esperienza sul circuito. Quindi quest'anno al Manx sarò, spero, solo di passaggio per poi concretizzare il nostro target al TT negli anni seguenti. Ho sempre sostenuto che il giorno che fossi arrivato a correre sull'isola sarebbe stato per rimanerci il più a lungo possibile!

Le idee sono chiare, la voglia di far bene anche. La grande esperienza di Maurizio sarà senz’altro d’aiuto per affrontare l’isola e le sue insidie. Come sempre, purtroppo, gli sponsor sono sempre l’incognita che potrebbe complicare il coronamento di un sogno; come ha accennato Maurizio stesso, è molto difficile dare una valenza commerciale ad un evento del genere. Queste non sono quel genere di faccende che un pilota deve affrontare: grazie al lavoro di Richard Huls, il ManxGP e il TT non saranno un problema. Anche stavolta, porteranno il tricolore dove merita.

Se volete essere anche voi attivamente partecipi al raggiungimento di questa grande impresa sono aperti tre canali per poter dare il vostro contributo:

per le piccole donazioni, in particolare con carta di credito sul progetto “Mission TT Maurizio Bottalico” che trovete al link: https://www.gofundme.com/missionttmauriziobottalico

in alternativa caricando direttamente la postepay numero 5333 1710 1290 7800 intestata a Maurizio Bottalico BTTMRZ81L10F839W

oppure col classico bonifico su c/c bancario:
A.s.d. GRIMOTO RACE DIVISION avente IBAN IT55C0503533130297570311867, presso Veneto Banca, agenzia di Garbagnate Milanese “progetto sportivo Maurizio Bottalico”

Ogni contributo, anche la somma più modesta, sarà molto apprezzata!