lunedì 24 luglio 2017

Manuel, pronto per il salto?

I team nascono più o meno così: degli amici si trovano assieme, avvicinati dalla stessa passione e ci si lancia in imprese più o meno spericolate, spinti dalla spensieratezza dell’adolescenza o dal fervore del momento. A Manuel è capitato così. Come tutti, ha lottato e sta lottando ancora per ciò che ama fare, andare in moto.

Manuel Mozzachiodi, quando è nata la passione delle corse?

Fin da piccolo sono stato appassionato di motori, ho iniziato a 12 anni a fare gare regionali con auto radiocomandate a scoppio, poi con il passare degli anni ho iniziato a trafficare con gli scooter e a metter mano  praticamente in qualsiasi cosa avesse un motore. Il passaggio alle auto e alle moto è stata una naturale conseguenza.
Ricordo benissimo il momento nel quale ho pensato: "voglio correre in moto". Varano, anno 2005, avevo 16 anni,alcuni amici correvano nel Motoestate, categoria 125 Sp e io davo una mano come potevo,una delle mie prime volte all’ interno di quell'ambiente...ne sono rimasto affascinato, ho dovuto "soffrire" diversi anni. Mio padre è sempre stato contrario, ma poi a 20 anni sono riuscito a coronare questo sogno.

Attualmente stai correndo la Race Attack 600, ma non è la tua prima partecipazione. Cosa serve per essere veloci e competitivi in un campionato come questo?

È il terzo anno che partecipo, ogni anno il livello dei piloti è sempre più alto e sono felice di potermi confrontare con altri ragazzi forti e determinati.
La  costanza,allenamento fisico e mentale e una moto in ordine sono tutto ciò che serve per poter competere in un format come la Race Attack 600. Si svolge in un unica giornata, 2 qualifiche di domenica mattina e 2 gare di domenica pomeriggio e la cosa più difficile è mantenere un buon livello di concentrazione per tutto il tempo.

Cosa spinge un amatore a correre in una categoria come la Race Attack?

È una categoria ben studiata:la preparazione delle moto è libera, ognuno puo fare quello che vuole,sia a livello motoristico che di elettronica e ci ciclistica, l’unico vincolo sta nel monogomma Dunlop. 
Quest’ anno usiamo le Dunlop D212 Gp Racer, che sono davvero migliorate rispetto alle vecchie 211 che usavamo gli scorsi anni. Possiamo dire che questo trofeo è l’ ideale per chi vuole iniziare a correre, le cifre sono contenute rispetto ad altri trofei.

Stai correndo con una Kawasaki Ninja del 2007, sulla quale hai fatto davvero molti lavori. Racconta un pò

Sono davvero molto affezionato a questa moto. L’ho acquistata incidentata, con il telaio storto,praticamente distrutta. Nel 2009 ero un ragazzino,l’ho smontata tutta e passo dopo passo l’ho rimessa in sesto. Era la prima volta che facevo un lavoro del genere su una moto. Dopo qualche mese è stata completamente sistemata, e ricordo ancora il primo giro in strada. Da allora sono cambiate molte cose, negli anni ho deciso di trasformarla in "pronto pista" e ogni occasione è buona per un upgrade. Ad oggi sono davvero soddisfatto della mia moto, seppur vecchietta mi regala sempre emozioni. Seguo tutto personalmente, ciclistica, meccanica, elettronica, ecc , mi appoggio a terzi solo per interventi "particolari".

Tra i circuiti italiani e stranieri, in quale torni sempre volentieri a girare?

A molti sembrerà strano, ma girare a Varano per me è sempre bellissimo. La pista dove ho iniziato, la pista di casa, dove ormai conosco tutti: commissari, dirigenti, addetti ai lavori. Un ambiente familiare che mi fa sempre piacere frequentare. Un altra pista che ho nel cuore è Imola: non ci sono parole, una pista da pelle d’oca, sia per il profumo di storia che si respira, sia per il tracciato veramente da brividi. In futuro mi piacerebbe andare a girare in Spagna, non ci sono mai stato e sono molto curioso di conoscere nuove realtà.

Tra quelli del Motoestate invece?

Beh diciamo che quelli nel calendario del Motoestate mi piacciono più o meno tutti, tranne Modena...Modena proprio non mi piace. È una pista piccola, stretta e tortuosa,non ci si diverte e al 90% dei piloti non piace. Sinceramente, non capisco secondo quale criterio si decida di metterlo in calendario in una manifestazione come il Motoestate.

La stagione attuale, che voto ti daresti?

Bella domanda. La stagione è un pò sfortunata: è iniziata bene con un buon secondo posto a Varano e quarto a Franciacorta, purtroppo a Modena ho avuto un contatto con altro pilota che mi ha costretto al ritiro e conseguenti 0 punti in ottica campionato. Nel quarto round a Cervesina ero sicuro di poter fare bene, ma durante le prove del sabato sono stato agganciato da un altro pilota e mi sono ritrovato nuovamente a terra. Diciamo che psicologicamente è stata una mazzata.
Ho fatto del mio meglio ma purtroppo i risultati in gara non sono stati quelli che speravamo. Ora fortunatamente c è la pausa estiva, ricarichiamo le batterie e appuntamento i primi di Settembre a Franciacorta per il 5º round.

Hai già in mente cosa fare nella prossima stagione?

Sinceramente non so ancora. Prima voglio finire questa stagione al 100% e poi valuterò anche in base al budget a disposizione. Sono già un paio di anni che vorrei acquistare un 1000cc, magari l’anno prossimo farò il salto di categoria, chi può dirlo con certezza.

Il passaggio di categoria è dettato dalla curiosità o semplicemente la 600 inizia ad andare stretta? Ciò che conta è la passione che ci mette ogni giorno e in ogni lavoro, piccolo o grande, che fa sulla sua Kawasaki. Il motociclismo è quasi una malattia, e Manuel ne è affetto da moltissimi anni oramai. Si spera che non guarisca mai.