martedì 29 agosto 2017

Davide e il suo motore

La passione è un motore inarrestabile. Se poi nasce da quando si è piccoli, farne a meno è veramente impossibile. L’importante è non cedere mai ai colpi che si prendono, ma incassare e reagire con ancora più forza, come sta dimostrando Davide nelle sue gesta in circuito. L’avventura che ha deciso di intraprendere in questa stagione è qualcosa di eccezionale, che merita di essere raccontato.

Davide, quando è iniziata la tua passione per i motori?

All'età di 2 anni grazie a mio babbo: mi comprò una minimoto con le rotelle e il fermo al gas, mi appassionai fin da piccolo al mondo del motociclismo.

Prima delle gare nel 2006, nel trofeo Honda 125, hai preso parte a qualche campionato di minimoto?

Si: campionato Italiano e campionato europeo concludendo sempre nella top 5

Nel 2009 hai poi preso parte a CIV e Coppa Italia nella categoria 600, portando a casa dei buoni risultati. Cosa ti è mancato per affermarti?

Iniziai a stagione inoltrata perché a fine 2008 rimasi a piedi per mancanza di sponsor; nel 2009, grazie ad Alvaro Barboni che mi mise a disposizione una R6 (mai provata), vinsi la prima gara della Mototemporada. Partecipai anche a una wild card a Misano, in occasione del CIV: ero in lotta per la vittoria ma un lungo alla quercia mi relegò al quarto posto, mentre nella Mototemporada con una gara in meno conclusi secondo in campionato.

Dal 2010 al 2016, hai continuato a correre oppure hai fatto una pausa?

Purtroppo ho dovuto fare  diverse pause: a fine 2010, sarei dovuto andare a fare la coppa del mondo stock 1000, ma il team cambio direzione all’ultimo e insieme a Bimota corremmo nel CIV Moto2 , ma a metà stagione il team fallì (in quel momento occupavamo la 3° posizione in campionato); rimasi a piedi fino metà 2012, quando Federico Balmas di Ajko Exhaust system mi chiamò per sostituire un pilota nella Premier Cup del Mugello che vinsi firmando anche il giro veloce, per poi vincere altre 2 gare nella stessa categoria; disputai anche l’ultima gara del CIV SBK come wild card, dove vinsi e firmai il giro veloce. Sempre in quell’anno passai al  1000 con Suzuki Italia tramite sempre Federico e vincemmo la gara di Vallelunga all’Esordio nel trofeo invernale. Nel 2013 disputai metà  CIV SBK con Suzuki Ajko, prima che il team fallisse. Da quel momento fino a luglio del 2016 avevo smesso definitivamente con il mondo della velocità

Luglio 2016, R1 Cup. Come è andata?

Bene, per essere 3 anni senza salire sopra una moto. Nel doppio appuntamento di Misano in gara 1 ero primo per poi scivolare all’ultimo giro (data la stanchezza e il non essere più abituato allo stress mentale di una gara) fortunatamente ripartii e fini sesto, in gara 2 amministrai le forze e conclusi terzo.

Attualmente in quali categorie corri?
 Per questa stagione abbiamo deciso di correre nel Trofeo Dunlop Cup 1000 con una Suzuki del 2008, il team è fondato da me e 2 cari amici Fatmir Ali e Gianluca Ferri

Come mai hai deciso di correre con moto poco recenti e senza controlli elettronici?

Si tratta di una sfida che sto lanciando al mondo delle corse, voglio dimostrare che il pilota fa la differenza; se dovessi vincere una gara entrerei nella storia, e spero che la Suzuki mi dia la nuova moto da sviluppare il prossimo anno.

La scelta è caduta su Suzuki GSX-R e Kawasaki Ninja. Come mai hai scelto queste?
Ho scelto la Suzuki perché amo quella moto, mentre per la gara del Mugello mi presterà un ragazzo una Kawasaki zx 10 r del 2005, dato che la mia Suzuki ha rotto il motore e essendo il periodo di agosto i pezzi non arrivavano in tempo

La stagione attuale sta soddisfacendo le tue aspettative?

Sono soddisfatto a metà: stiamo facendo bene per i mezzi che abbiamo ma abbiamo avuto sfortuna nelle 2 gare di Misano dove potevamo giocarci la vittoria (li il motore conta meno) ma la prima gara partivamo secondi e in griglia non ci hanno fatto partire perché il filtro dell’olio fallato ha deciso proprio in quel momento di perdere olio; nella seconda gara di Misano il venerdì abbiamo rotto il motore: fortunatamente un ragazzo che ho conosciuto tramite Facebook (Alessandro Bindella) mi ha prestato la sua moto, siamo andati a Ferrara a prenderla. È una Suzuki del 2009, completamente diversa dalla mia, ma siamo riusciti in soli 2 turni di prove a sistemarla e abbiamo portato a casa il settimo posto.

Per il 2018 hai in ballo già qualcosa o è tutto in stand-by?

C’è davvero tanto movimento: anche noi come team abbiamo dei progetti importanti, tra cui disputare il National Trophy e prendere parte a qualche wild Card in coppa del mondo 1000. La cosa principale è trovare gli sponsor che possano permettere di realizzare questo sogno.

I sogni sono obiettivi, il tempo e la costanza sono le uniche armi disponibili per poterli raggiungere. Purtroppo, nel motor sport gli sponsor sono l’ago della bilancia che indicano alla fine se si può fare oppure no. Spero vivamente per Davide e per tutto il team che i loro target siano centrati in pieno!


giovedì 3 agosto 2017

L'officina a 360

Il motociclismo attuale ha molte sfaccettature e filosofie: moto quale mezzo per fare km in tranquillità, moto per andare forte in pista in ogni condizione, moto per farsi notare. Difficilmente si trovano officine in grado di soddisfare completamente ogni richiesta di ogni cliente che varca la porta d’ingresso. Per far contenti tutti ci vuole la giusta dose di pazzia, competenza e “ignoranza”

Officina motociclignoranti, dove nasce questa folle idea?
Correva l'anno 2010, stavo per aprire un'officina tutta mia e cercavo un nome che fosse fuori dagli schemi, che fosse più che originale, unico. Sotto questo punto di vista, a quanto pare, ho fatto centro. Perchè ignoranti? Non è facile da spiegare, è un concetto legato alle moto pure ed estreme, senza compromessi. Un concetto applicabile tanto alle special che alle moto prettamente racing, se emoziona ed impressiona, se è impegnativa da guidare… è ignorante.

Fate di tutto, dal service alle corse, passando alle special. In quale di questi vi divertite di più?

Mettere le mani alle moto è sempre un divertimento, un divertimento che non ha ancora stancato dopo anni, e questo è buon segno. Da soddisfazione creare un esemplare unico e vincere dei premi, come da soddisfazione portare in gara ed ottenere risultati con una moto racing. La moto la viviamo a 360°: il segreto è amarle, tutto il resto viene naturale e non può che divertire. Anche fosse un tagliando. Dovendo necessariamente indicarne una “più divertente” direi l'ambito racing, che è anche il settore che seguo da più anni sia come pilota che come meccanico.

Siete un centro autorizzato Bimota: quali sono le cure più particolari che un mezzo Bimota deve avere?

Bimota è artigianalità all'ennesima potenza, dettagli curatissimi, materiali pregiati e tecnologie “esotiche” come la Tesi 3d. Sono mezzi artigianali e quindi costruiti con logiche leggermente differenti dalla grande produzione di serie, è essenziale comprendere queste logiche e comprendere di che tipo di moto stiamo parlando. Poi ci vuole sicuramente una buona conoscenza del mezzo per intervenire al migliore dei modi, ma l'ingrediente che non può mancare mai, con una Bimota ma anche con le altre marche, è la passione che ci si deve mettere in quello che si sta facendo. Con quell'ingrediente si è già a metà dell'opera!

Il vostro curriculum storico parla principalmente desmodromico: cosa ha secondo voi il motore Ducati in più rispetto alla concorrenza?

Ducati non è solo un marchio, ma come spesso si dice è una fede. Non è facile dire se e cosa ha un motore Ducati in più rispetto agli altri, diciamo che è diverso. Ducati è un marchio particolare e molto passionale, fatto soprattutto di persone, esperienze, emozioni. Il Ducatista, guidando una moto di Borgo Panigale, “sente” queste emozioni, si crea un legame particolare con la moto, una fede, appunto. Come spesso dico, “non esistono ex Ducatisti”: se si è Ducatisti lo si è tutta la vita. Non posso nascondere di amare particolarmente il marchio bolognese, a questo punto: posseggo due Ducati, non di ultima generazione, ma ho anche un paio di giapponesi. Specifico giusto per non essere etichettato come un “talebano” del bicilindrico bolognese, mi piace avere a che fare con marche diverse, ognuna ha i suoi pregi ed i suoi difetti, ed ognuna ha una sua personalità. Amo lavorare con i prodotti made in italy, ma mi diverto a mettere le mani su qualunque moto.

Vi esercitate con successo anche nella creazioni di moto special: quale è il vostro stile? Si può descrivere?

Una nota rivista diversi anni fa scrisse: “un’officina dalle parti di Varese dove si producono moto speciali con l’anima libera da convenzioni. Dentro questo garage è racchiuso un concetto di stile puro e senza compromessi.”Credo che questa frase rappresenti in pieno la nostra filosofia ed il nostro stile. Secondo la nostra filosofia una special non deve essere soltanto bella da vedere, ma anche divertente da guidare: minimali, leggere, con pochi fronzoli se possibile, ma tremendamente divertenti.

Avete deciso di disputare l’appuntamento di Cervesina, nel Motoestate, categoria Race Attack 1000. Come è andata?

Possiamo dire che è andata molto bene: Cristian Striato, il nostro pilota, è riuscito a conquistare la pole position, un terzo posto in gara 1 ed un quarto in gara 2, classificandosi complessivamente 3° nella classifica “challenge” e 3° a pari merito nella classifica generale. Ed era la sua prima gara in assoluto...

Fate anche dei corsi sia di guida che di sospensioni: quali sono i luoghi comuni che solitamente riuscite, attraverso i vostri corsi, a estirpare?

Ce ne sono diversi, i più diffusi “errori”, se vogliamo chiamarli così, sono la scarsa abitudine ad usare il freno posteriore e l'errata posizione in sella. Notiamo sempre una gran voglia di capire, imparare, conoscere quello che si guida, e questo ci fa un gran piacere anche perché i corsi li facciamo principalmente per il piacere di farli, per trasmettere il nostro know-how e le più grandi soddisfazioni sono vedere i progressi di un allievo in pista, piuttosto che un allievo che prende appunti e segue con molto interesse i nostri corsi teorici, ponendo domande interessanti ed ottimi spunti di discussione. Sarà che avendo tre insegnanti in famiglia un po' è colpa del DNA… ma ci divertiamo anche a fare i corsi!

Progetti in cantiere per il 2018?

Diversi progetti in cantiere per il 2018: sicuramente con le special, dove abbiamo in programma la costruzione di diverse moto con cui parteciperemo ad un paio di bike show, ma il progetto che al momento più ci impegna è la partecipazione al Campionato Mondiale Endurance con Special Team Ducati, per il quale oltre a curare le moto (due Panigale 1299), seguiremo come staff tecnico le gare del campionato 2017/2018 che prenderà il via il prossimo settembre con la storica 24 ore del Bol D'or a Le Castellet. Essere stati scelti per questo impegno è stato un grande onore ed un'ottima possibiltà per mettere in campo tutta la nostra esperienza in ambito racing. Continueremo inoltre a seguire Cristian Striato per la prossima stagione, non abbiamo ancora definito i dettagli ma se tutti i tasselli prenderanno il loro posto ci schiereremo al via del Trofeo Motoestate con il Team 100hp, divisione racing dell'omonimo Motoclub che ha sede proprio sopra l'Officina, nei locali di Extemporae Cafè, locale che prende il nome dalle nostre Special in esemplari unici nel quale, come è facile immaginare, si respira della grande aria di motori. Si preannuncia, insomma, un 2018 a tutto gas!


Una realtà tutta attorno ai clienti e alle loro esigenze, questa è l’officina Motociclignoranti. Con tutti questi campi di impiego ed impegno, immagino che a breve sarà necessario espandersi. Tutto dipenderà dal loro operato, che al momento è a dir poco eccellente.